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Sicurezza marittima: controllo da parte dello Stato di approdo

La presente direttiva ha l’obiettivo di contribuire a rendere più sicuro il trasporto marittimo riducendo drasticamente la presenza nelle acque comunitarie di navi non conformi alle norme di sicurezza esistenti.

Atto

Direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato di approdo.

SINTESI

La presente direttiva ha l’obiettivo di migliorare l’osservanza della legislazione internazionale e comunitaria in materia di trasporto marittimo, definendo in particolare criteri comuni per il controllo delle navi da parte dello Stato di approdo.

Ambito di applicazione

La presente direttiva si applica a tutte le navi e relativi equipaggi che fanno scalo o ancoraggio * in un porto di uno Stato membro per effettuare un’attività di interfaccia nave/porto *. Sono esclusi dall’ambito di applicazione della presente direttiva i pescherecci, le navi da guerra, i macchinari navali ausiliari, le imbarcazioni in legno di costruzione rudimentale, le navi di Stato usate per scopi non commerciali e le imbarcazioni da diporto che non si dedicano ad operazioni commerciali.

Modalità di ispezione

Gli Stati membri devono adottare tutte le misure necessarie per poter svolgere le ispezioni delle navi, in particolare, mettendo a disposizione delle autorità competenti ispettori qualificati.

Gli Stati membri hanno obblighi annuali in materia di ispezioni delle navi. Le ispezioni sono classificate secondo due categorie di priorità (navi di priorità I per le quali l’ispezione è obbligatoria e navi di priorità II per le quali l’ispezione è facoltativa).

Ciascuno Stato membro è tenuto a ispezionare:

  • tutte le navi di priorità I
  • una determinata percentuale del numero totale di navi che fanno scalo in porti della Comunità (principio "fair share")

Per le ispezioni sono considerate prioritarie le navi che fanno ancoraggio o scalo molto raramente in porti all’interno della Comunità.

Rinvio delle ispezioni

L’ispezione di una nave di «priorità I» può essere rinviata quando l’ispezione può essere effettuata al successivo scalo della nave nel medesimo Stato membro o in un altro porto di scalo della Comunità entro un periodo di 15 giorni. Circostanze eccezionali, come rischi per la sicurezza degli ispettori, delle navi e dell’equipaggio, possono giustificare il mancato svolgimento di un'ispezione.

Attribuzione di un profilo di rischio della nave

Il profilo di rischio attribuito a una nave che fa scalo o ancoraggio in un porto è determinato da parametri quali il tipo e l’età della nave, lo Stato di bandiera, il rispetto delle norme da parte della compagnia (prestazioni della compagnia) o ancora il numero di anomalie o fermi recenti.

Selezione delle navi e tipi di ispezioni

L’autorità competente decide, in base al profilo di rischio della nave, se la nave deve essere ispezionata o meno.

La presente direttiva prevede tre tipi di ispezioni:

  • l’ispezione iniziale, durante la quale l’autorità competente deve verificare la presenza a bordo dei certificati e dei documenti necessari, le condizioni generali della nave e la correzione di eventuali carenze emerse nel corso di una precedente ispezione;
  • l’ispezione dettagliata, quando a seguito dell’ispezione iniziale sussistono fondati motivi per ritenere che le condizioni della nave, delle relative dotazioni o dell’equipaggio non soddisfino i pertinenti requisiti di una convenzione;
  • l’ispezione rafforzata, per le navi aventi un profilo di rischio elevato o per le navi passeggeri, petroliere, navi gasiere o chimichiere o portarinfusa di età superiore a dodici anni.

Gli ispettori sono tenuti a rispettare le procedure e gli orientamenti specificati nella presente direttiva in materia di sicurezza. L’ispettore consegna al comandante della nave un rapporto dettagliato sull’ispezione.

Provvedimenti di rifiuto di accesso riguardanti alcune navi

Ciascuno Stato membro vigila affinché sia rifiutato l’accesso ai suoi porti a tutte le navi che battono la bandiera di uno Stato rientrante nella lista nera o grigia, adottata conformemente al MOU di Parigi, e che sono state fermate o hanno formato oggetto di un divieto di esercizio ai sensi della direttiva 1999/35/CE, più di due volte nel corso dei trentasei mesi precedenti (per le navi che battono una bandiera della lista nera) e più di due volte nel corso dei ventiquattro mesi precedenti (per le navi che battono una bandiera della lista grigia) in un porto o ancoraggio di uno Stato membro o di uno Stato firmatario del MOU di Parigi.

Correzioni e fermo

Le autorità competenti si accertano che tutte le carenze confermate o rivelate dall’ispezione siano corrette secondo le pertinenti convenzioni. In caso di carenze che rappresentano un evidente pericolo per la sicurezza, la salute o l’ambiente, l’autorità competente dello Stato di approdo deve accertarsi che la nave sia sottoposta a fermo o che sia interrotto il suo esercizio.

Diritto di ricorso

Il proprietario o l’armatore di una nave o il suo rappresentante nello Stato membro ha il diritto di ricorrere contro la decisione dell’autorità competente. Il ricorso non sospende il fermo o il rifiuto di accesso. Il rifiuto di accesso ai porti o agli ancoraggi di uno Stato membro rimane in vigore finché il proprietario o l’armatore non sia in grado di dimostrare all’autorità competente che la nave è perfettamente conforme alle convenzioni.

Profilo professionale degli ispettori

La presente direttiva definisce i requisiti in materia di qualifiche professionali che gli ispettori devono soddisfare per essere riconosciuti dall’autorità competente. La direttiva 96/40/CE istituisce un modello comune di documento di identità per gli ispettori incaricati del controllo dello Stato di approdo. La Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, sviluppa e promuove un programma comunitario armonizzato per la formazione e la valutazione delle competenze degli ispettori.

Informazioni sulle ispezioni

La Commissione aggiorna e pubblica una banca dati sulle ispezioni nonché un elenco delle compagnie con un livello di prestazione basso e molto basso. La banca dati sulle ispezioni contiene tutte le informazioni necessarie per attuare il sistema di ispezioni istituito ai sensi della presente direttiva.

Contesto

Il moltiplicarsi di gravi incidenti o inquinamenti marittimi, derivanti dal mancato rispetto delle norme di sicurezza da parte di alcune navi, aveva condotto l'Unione europea ad adottare norme relative al controllo delle navi da parte dello Stato di approdo. La direttiva 2009/16/CE costituisce una rifusione della direttiva 95/21/CE.

Termini chiave dell’atto
  • «interfaccia nave/porto», le interazioni che hanno luogo quando una nave è direttamente ed immediatamente interessata da attività che comportano il movimento di persone o di merci o la fornitura di servizi portuali verso la nave o dalla nave;
  • «nave ancorata», una nave in porto o in un’altra zona soggetta alla giurisdizione di un porto ma non ormeggiata, che effettua un’attività di interfaccia nave/porto;

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 2009/16/CE

17.6.2009

31.12.2010

GU L 131 del 28.5.2009

Ultima modifica: 20.11.2009
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