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Organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi: quadro giuridico

La presente direttiva istituisce un quadro giuridico armonizzato applicabile agli organismi che effettuano le ispezioni e la certificazione delle navi nonché alle loro relazioni con le autorità competenti degli Stati membri.

Atto

Direttiva 2009/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime.

SINTESI

La presente direttiva stabilisce un quadro giuridico armonizzato applicabile alle relazioni fra gli Stati membri e gli organismi preposti all’ispezione, al controllo e alla certificazione delle navi.

Autorizzazione di un organismo riconosciuto

Gli Stati membri, nell’adempimento degli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali, si adoperano affinché le loro amministrazioni competenti diano adeguata esecuzione alle relative norme riguardo alle ispezioni e alla certificazione delle navi.

Uno Stato membro può affidare le ispezioni, i controlli, il rilascio e il rinnovo dei certificati per le navi battenti la propria bandiera unicamente ad organismi riconosciuti. Tuttavia, per quanto riguarda i certificati di sicurezza radiofonica per navi da carico, il loro rilascio può essere affidato ad un ente privato riconosciuto da un’amministrazione competente e avente competenze adeguate e personale qualificato.

Gli Stati membri non devono rifiutare di autorizzare un organismo riconosciuto. Possono tuttavia limitare il numero degli organismi da essi autorizzati qualora vi siano motivi obiettivi e non discriminatori.

Gli organismi riconosciuti di paesi terzi possono proporre i loro servizi alle amministrazioni competenti degli Stati membri. In tal caso, gli Stati membri possono chiedere di accordare un trattamento reciproco agli organismi riconosciuti con sede nell'Unione europea (UE).

Rapporti funzionali

Gli Stati membri che autorizzano un organismo riconosciuto, instaurano un «rapporto funzionale» tra l’amministrazione nazionale competente e gli organismi che agiscono per loro conto. Tale rapporto funzionale è disciplinato da un patto scritto formale e da un atto giuridico equivalente.

Il patto o le disposizioni giuridiche equivalenti devono contenere quantomeno disposizioni in materia di: responsabilità finanziaria, controllo periodico dei compiti svolti dagli organismi riconosciuti, ispezioni a campione e approfondite delle navi o comunicazione obbligatoria delle informazioni essenziali sulla propria flotta classificata.

L’accordo o l’intesa giuridica equivalente può stabilire il requisito che l’organismo riconosciuto abbia una rappresentanza locale nel territorio dello Stato membro per conto del quale svolge i suoi compiti. Una rappresentanza locale con personalità giuridica conformemente alle leggi dello Stato membro può soddisfare siffatto requisito.

I singoli Stati membri forniscono alla Commissione informazioni sul rapporto funzionale instaurato. La Commissione ne informa successivamente gli altri Stati membri.

La Commissione è assistita dal comitato per la sicurezza marittima e la prevenzione dell'inquinamento provocato dalle navi (COSS).

Uno Stato membro può decidere di sospendere o revocare l’autorizzazione di un organismo riconosciuto quando ritiene che quest’ultimo non soddisfi più le condizioni necessarie allo svolgimento dei suoi compiti.

Controllo delle funzioni di un organo riconosciuto

Ciascuno Stato membro deve accertarsi che gli organismi riconosciuti che agiscono per suo conto svolgano efficacemente le loro funzioni, effettuando un controllo ogni due anni. Gli Stati membri e la Commissione sono informati sui risultati di tali verifiche.

In seguito alle loro attività di controllo delle navi quali Stati di approdo, gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri se:

  • un certificato statutario valido è stato rilasciato a una nave non conforme ai requisiti pertinenti delle convenzioni internazionali;
  • una nave avente un certificato di classe valido presenta difetti.

Solo i casi di navi che rappresentano una minaccia grave per la sicurezza e per l'ambiente o che rivelano un comportamento particolarmente negligente da parte degli organismi riconosciuti sono soggetti all'obbligo di informazione. L’organismo riconosciuto è informato in merito al caso in questione di modo che esso possa adottare immediatamente appropriate misure di follow-up.

Contesto

La presente direttiva e il regolamento n. 391/2009 abrogano la direttiva 94/57/CE a decorrere dal 17 giugno 2009.

Termini chiave dell’atto
  • Nave: qualsiasi nave che rientri nell’ambito di applicazione delle convenzioni internazionali.
  • Convenzioni internazionali: la convenzione internazionale del 1° novembre 1974 per la salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS 74) ad eccezione del capo XI-2 del relativo allegato, la convenzione internazionale del 5 aprile 1966 sulla linea di carico e la convenzione internazionale del 2 novembre 1973 per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi (MARPOL), con i relativi protocolli ed emendamenti e i codici aventi valore vincolante in tutti gli Stati membri nelle loro versioni aggiornate.
  • Organismo: un soggetto giuridico, le sue controllate e qualsiasi altro soggetto sotto il suo controllo che, congiuntamente o separatamente, svolgono compiti che rientrano nell'ambito d'applicazione della presente direttiva.
  • Certificato di classe: il documento rilasciato da un organismo riconosciuto che certifica l'idoneità delle navi a determinati impieghi o servizi secondo le norme e le procedure fissate e rese pubbliche dall'organismo stesso.

Riferimenti

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 2009/15/CE

17.6.2009

17.6.2011

GU L 131 del 28.5.2009

Ultima modifica: 25.09.2009
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