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Sicurezza marittima: sicurezza delle navi e degli impianti portuali

La storia recente ci ha insegnato che nessun paese al mondo è al sicuro da attacchi terroristici e il trasporto marittimo non fa eccezione. Occorre prendere provvedimenti per garantire sempre la sicurezza del trasporto marittimo, dei cittadini che ne fanno uso e dell’ambiente dinanzi alla minaccia di azioni illecite intenzionali come il terrorismo. Se le merci trasportate via mare contengono sostanze pericolose, azioni illecite di questo genere possono avere gravi conseguenze per i cittadini e per l’ambiente dell’UE.

ATTO

Regolamento (CE) n. 725/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativo al miglioramento della sicurezza delle navi e degli impianti portuali [Cfr. atto(i) modificatore(i)].

SINTESI

L’obiettivo principale del presente regolamento concerne l’attuazione di provvedimenti dell’Unione europea (UE) volti a migliorare la sicurezza delle navi e degli impianti portuali dinanzi alla minaccia di azioni illecite intenzionali.

Lo scopo del regolamento è fornire una base per l’interpretazione e l’attuazione armonizzate e per il monitoraggio a livello dell’UE delle misure speciali intese a migliorare la sicurezza marittima adottate dalla conferenza diplomatica dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO) (EN) nel 2002, che ha emendato la convenzione internazionale del 1974 per la salvaguardia della vita umana in mare (convenzione SOLAS) e ha istituito il codice internazionale per la sicurezza delle navi e degli impianti portuali (codice ISPS).

Gli emendamenti apportati alla convenzione SOLAS e alla parte A del codice ISPS sono obbligatori, ma soggetti ad interpretazione. La parte B del codice ISPS contiene una serie di raccomandazioni che gli Stati membri dell’UE devono attuare.

Tale regolamento contiene misure preventive e recepisce la parte della convenzione SOLAS sulle misure speciali intese a migliorare la sicurezza marittima e, contemporaneamente, il codice ISPS, due pilastri della sicurezza marittima a livello mondiale.

Gli Stati membri dell’UE devono comunicare all’IMO, alla Commissione e agli altri Stati membri dell’UE le informazioni richieste e le misure speciali adottate per migliorare la sicurezza marittima ai sensi della convenzione SOLAS.

Inoltre, ogni Stato membro dell’UE deve stilare l’elenco delle strutture portuali interessate sulla base delle valutazioni della sicurezza degli impianti portuali effettuate e definire la portata delle misure adottate per migliorare la sicurezza marittima. Tale elenco deve essere comunicato agli altri Stati membri dell’UE e alla Commissione al massimo entro il 1° luglio 2004.

Gli Stati membri dell’UE devono sottoporre le navi di qualunque origine che intendono entrare in un porto dell’UE a un attento controllo dell'osservanza delle norme di sicurezza.

I controlli di sicurezza nel porto possono essere effettuati dalle autorità competenti per la sicurezza marittima dei degli Stati membri dell’UE, ma anche, per quanto concerne i certificati internazionali di sicurezza, dagli ispettori che operano ai fini del controllo da parte dello Stato di approdo, quale previsto dalla direttiva 95/21/CE.

Quando una nave annuncia l’intenzione di entrare in un porto di uno Stato membro dell’UE, l’autorità competente per la sicurezza marittima di tale Stato membro esige che le informazioni siano fornite con un anticipo di almeno ventiquattro ore oppure, qualora la durata del viaggio sia inferiore a ventiquattro ore, al più tardi al momento in cui la nave lascia il porto precedente, oppure se il porto di scalo non è noto, non appena tale porto sia conosciuto.

Gli Stati membri dell’UE designano un punto di contatto per la sicurezza marittima entro il 1° luglio 2004. Tale autorità esige che ogni nave che intende entrare in un porto fornisca, in anticipo, informazioni relative al certificato internazionale di sicurezza della nave e ai livelli di sicurezza con i quali la nave opera e ha operato in precedenza.

Gli Stati membri dell’UE applicano le nuove misure di sicurezza al trasporto marittimo internazionale e, a partire dal 1° luglio 2005, anche alle navi passeggeri di classe A adibite al traffico nazionale.

Dopo la valutazione dei rischi per la sicurezza, gli Stati membri dell’UE decidono in che misura applicano, entro il 1° luglio 2007, le disposizioni di tale regolamento ad altre categorie di navi che effettuano servizio nazionale, alle loro società e agli impianti portuali che a esse prestano servizi.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 725/2004

19.5.2004

-

L 129 del 29.4.2004, pag. 6

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 219/2009

20.4.2009

-

L 87 del 31.3.2009,

pag 109

ATTI COLLEGATI

Regolamento (CE) n. 324/2008 della Commissione, del 9 aprile 2008, che stabilisce procedure rivedute per lo svolgimento di ispezioni della Commissione nel settore della sicurezza marittima [Gazzetta ufficiale L 98 del 10.4.2008].
La Commissione effettua ispezioni di sicurezza negli impianti portuali e presso le società negli Stati membri dell’UE. Tali ispezioni sono preparate con l’assistenza dell’ Agenzia europea per la sicurezza marittima e sono effettuate da ispettori degli Stati membri dell’UE. La Commissione invia la sua relazione sull’ispezione entro sei settimane dalla conclusione di un’ispezione. Tali relazioni forniscono i dettagli dell’ispezione e individuano le eventuali inadempienze rispetto al regolamento (CE) n. 725/2004 o alla direttiva 2005/65/CE. Inoltre, possono contenere raccomandazioni per azioni correttive.

Lo Stato membro dell’UE interessato risponde entro tre mesi, presentando un piano d’azione e specificando le azioni e le scadenze per rimediare alle eventuali carenze riscontrate.

Ultima modifica: 22.02.2011
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