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Organizzazione dell'orario di lavoro della gente di mare

La direttiva mira a tutelare la salute e la sicurezza della gente di mare stabilendo requisiti minimi sull'orario di lavoro. L'accordo si applica alla gente di mare a bordo di tutte le navi registrate in uno Stato membro e/o battenti bandiera di uno Stato membro dell'Unione europea (UE).

ATTO

Direttiva 1999/63/CE del Consiglio, del 21 giugno 1999, modificata, relativa all'accordo sull'organizzazione dell'orario di lavoro della gente di mare concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST).

SINTESI

La presente direttiva stabilisce le norme minime dell'organizzazione dell'orario di lavoro nel settore marittimo. Infatti, la specificità del settore richiede l'adozione di norme specifiche, distinte da quelle della direttiva 2003/88/CE sull'organizzazione dell'orario di lavoro.

La direttiva 1999/63/CE attua infatti la convenzione in materia di organizzazione dell’orario di lavoro della gente di mare (EN) (ES) (FR) dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Tale convenzione è stata consolidata dalla convenzione sul lavoro marittimo (CLM) (EN) (ES) (FR) dell'OIL, adottata nel 2006.

La CLM mira a creare uno strumento unico applicabile alla gente di mare * conforme alle norme internazionali sul lavoro. Gli Stati membri e le parti sociali possono introdurvi disposizioni più favorevoli.

Lavoratori interessati

La presente direttiva si applica alla gente di mare presente a bordo di ogni nave marittima registrata nel territorio di uno Stato membro, di proprietà pubblica o privata, che è impegnata normalmente in operazioni di marina mercantile. Una nave iscritta sul registro di due Stati membri è ritenuta registrata nel territorio dello Stato di cui batte bandiera.

Orario di lavoro

Il modello generale dell'orario di lavoro è di otto ore al giorno, con un giorno di riposo per settimana e riposo nei giorni festivi. Gli Stati membri non possono autorizzare accordi collettivi meno favorevoli.

La durata dell'orario di lavoro * e di riposo * della gente di mare si configura come segue:

  • il numero massimo di ore di lavoro non deve superare:
    1. 14 ore su un periodo di 24 ore;
    2. 72 ore su un periodo di 7 giorni;
  • oppure il numero minimo di ore di riposo non deve essere inferiore a:
    1. 10 ore su un periodo di 24 ore;
    2. 77 ore su un periodo di 7 giorni.

Le ore di riposo possono essere ripartite in non più di due periodi, uno dei quali dovrà essere almeno della durata di 6 ore. L'intervallo tra periodi consecutivi di riposo non dovrà superare 14 ore. Gli appelli e le esercitazioni, in particolare le esercitazioni antincendio e di salvataggio, sono svolti in modo da ridurre al minimo il disturbo nei periodi di riposo. Un periodo compensativo di riposo deve essere previsto in caso di disturbo.

Il comandante deve prendere tutte le misure necessarie per assicurare che le condizioni relative all'orario di lavoro e di riposo siano soddisfatte. Egli tiene un registro su cui riportare le ore giornaliere di lavoro o le ore giornaliere di riposo della gente di mare. Gli armatori devono del pari fornire informazioni riguardo agli addetti ai turni di guardia e ad altri lavoratori notturni * alle autorità nazionali competenti, qualora esse lo chiedano.

Infine gli effettivi dell'equipaggio devono essere determinati in modo da evitare o ridurre al minimo orari eccessivi di lavoro al fine di garantire riposo sufficiente. L'armatore deve verificare che il comandante disponga degli effettivi e delle risorse necessarie.

Ferie

La gente di mare beneficia di ferie retribuite. Il periodo di ferie annuali è calcolato in base ad un minimo di 2,5 giorni di calendario per mese di occupazione e pro rata per i mesi incompleti. Il periodo minimo di ferie annuali retribuite non può essere sostituito da un'indennità, eccetto nel caso che il rapporto di lavoro sia terminato.

Condizioni particolari

Il comandante di una nave ha il diritto di esigere dalla gente di mare lo svolgimento di ore di lavoro necessarie per la sicurezza immediata della nave, delle persone imbarcate e del carico o per fornire assistenza ad altre navi o persone in pericolo in mare.

Egli può altresì sospendere il programma di ore di lavoro o di ore di riposo fino al ristabilimento della situazione normale. Non appena possibile dopo che è stata ristabilita la situazione normale, il comandante deve far sì che la gente di mare benefici di un adeguato periodo di riposo.

Mancato rispetto degli orari di lavoro

Si devono adottare tutti i necessari provvedimenti per far rispettare l'orario di lavoro e di riposo, tra cui la revisione degli effettivi della nave. Infatti, le navi devono disporre di sufficienti membri dell'equipaggio per garantire la sicurezza.

Gli Stati membri stabiliscono le sanzioni applicabili in caso di violazione della direttiva.

Età dei lavoratori

È vietato il lavoro di notte ai marittimi di età inferiore a 18 anni. Sono possibili deroghe per consentire la formazione organizzata nel quadro dei piani di studio, se fatta nel rispetto di salute e benessere sul lavoro.

Sulla nave non devono lavorare persone di età inferiore a 16 anni. Inoltre, l’occupazione, l’ingaggio o il lavoro dei marittimi di età inferiore a 18 anni sono vietati qualora il lavoro possa compromettere la loro salute o sicurezza.

Certificato di idoneità al lavoro

Tutta la gente di mare deve:

  • essere in possesso di un certificato attestante l'idoneità al lavoro per il quale è impiegata in mare;
  • sottoporsi a esami periodici della salute.

Il certificato medico è valido per un periodo massimo 2 anni, o fino a un anno se il marittimo ha meno di 18 anni. In casi urgenti l’autorità nazionale competente può consentire al marittimo di lavorare 3 mesi senza un certificato medico valido fino al successivo porto di approdo a condizione che il marittimo sia in possesso di un certificato medico scaduto di recente. I certificati medici per i marittimi a bordo di navi che normalmente effettuano viaggi internazionali devono essere forniti almeno in inglese.

Contesto

Per ridurre i costi della manodopera, alcuni armatori potrebbero essere tentati di registrare le loro navi in ​​«registri di libera immatricolazione» o in altre parole sotto una «bandiera di comodo». Queste bandiere di paesi terzi sono meno esigenti in termini di norme sociali rispetto alle bandiere europee, e violano le norme in materia di gestione, sicurezza e diritto del lavoro.

Per limitare gli effetti del ricorso a bandiere di comodo, si è sviluppato il controllo da parte dello Stato di approdo. Esso consente all'UE di poter ispezionare potenzialmente tutte le navi che approdano nei suoi porti, indipendentemente dalla bandiera e dalla nazionalità dell'equipaggio.

Termini chiave dell’atto
  • Gente di mare o marittimo: ogni persona occupata, ingaggiata o che lavora a qualunque titolo a bordo di una nave marittima.
  • Ore di lavoro: il periodo durante il quale la gente di mare è tenuta a svolgere un lavoro sulla nave.
  • Ore di riposo: il periodo libero dalle ore di lavoro; questo termine non include brevi interruzioni.
  • Armatore: proprietario della nave o ogni altro organismo o persona, quali il gestore, l’agente o il noleggiatore a scafo nudo, che hanno rilevato dal proprietario la responsabilità per l’esercizio della nave impegnandosi ad assolvere i correlativi compiti ed obblighi a norma del presente accordo, indipendentemente dal fatto che altri organismi o persone assolvano taluni dei compiti o obblighi a nome dell’armatore.
  • Notte: un periodo di almeno 9 ore consecutive, compreso l'intervallo dalla mezzanotte alle cinque del mattino.

RIFERIMENTI

Atto Entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Direttiva 1999/63/CE

2.7.1999

30.6.2002

GU L 167 del 2.7.1999

Le modifiche e correzioni successive alla direttiva 1999/63/CE sono state integrate al testo di base. La presente versione consolidata ha unicamente un valore documentale.

MODIFICA DEGLI ALLEGATI

Allegato - Accordo delle parti sociali europee

Direttiva 2009/13/CE del Consiglio [GU L 124 del 20.5.2009].

Ultima modifica: 23.03.2011

Vedi anche

  • Per ulteriori informazioni sulla convenzione sul lavoro marittimo del 2006, consultare il sito web dell’Organizzazione internazione del lavoro (EN) (ES) (FR)
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