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Veicoli a motore e i loro rimorchi: controllo tecnico

Nell'ambito della politica comune dei trasporti dell'Unione europea (UE), la presente direttiva armonizza la periodicità dei controlli tecnici e precisa gli elementi dei veicoli a motore soggetti al controllo. L'aumento del traffico presenta problemi di sicurezza simili in tutti i paesi dell'UE. Occorre pertanto definire nell'UE norme e metodi di prova minimi per i veicoli a motore pubblici e privati.

ATTO

Direttiva 2009/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, concernente il controllo tecnico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (rifusione).

SINTESI

I veicoli a motore immatricolati nei paesi dell'Unione europea (UE) e i loro rimorchi sono sottoposti a un controllo tecnico periodico. Gli allegati I e II della presente direttiva precisano le categorie di veicoli soggette al controllo, la periodicità dei controlli tecnici e gli elementi da controllare obbligatoriamente. Il controllo tecnico dev’essere effettuato dallo Stato membro, o da un organismo pubblico incaricato di tale compito oppure da organismi o impianti da esso designati che agiscono sotto la sua diretta sorveglianza.

L'allegato I indica le categorie di veicoli a motore soggette al controllo tecnico e la periodicità dei controlli obbligatori per ciascuna categoria. La periodicità dei controlli per le varie categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi è la seguente:

  • Un anno dopo la prima utilizzazione, successivamente ogni anno per:
    • veicoli a motore destinati al trasporto di persone e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto;
    • veicoli a motore destinati al trasporto di merci la cui massa massima autorizzata supera i 3 500 kg;
    • rimorchi e semirimorchi la cui massa massima autorizzata supera i 3 500 kg;
    • taxi, ambulanze.
  • Quattro anni dopo la prima utilizzazione, successivamente ogni due anni per:
    • veicoli a motore, aventi almeno quattro ruote, destinati normalmente al trasporto di cose su strada, con una massa massima autorizzata non superiore a 3 500 kg, eccetto i trattori e le macchine agricole;
    • veicoli a motore, aventi almeno quattro ruote, destinati al trasporto di persone, il cui numero di posti a sedere, sedile del conducente escluso, non è superiore a otto.

L'allegato II indica gli elementi da controllare obbligatoriamente. I controlli previsti dall'allegato II dovranno essere effettuati impiegando tecniche e attrezzature disponibili senza smontare i componenti del veicolo. Qualora il veicolo presenti anomalie riguardanti gli elementi sottoposti a controllo indicati in appresso, le autorità competenti degli Stati membri adottano una procedura che stabilisce le condizioni alle quali è autorizzata la circolazione del veicolo fino al superamento di un nuovo controllo tecnico. Il controllo dev’essere effettuato almeno sugli elementi indicati nell’allegato, purché essi si riferiscano all’equipaggiamento obbligatorio del veicolo sottoposto a controllo nello Stato membro interessato. Gli elementi da controllare obbligatoriamente includono:

  • identificazione del veicolo;
  • dispositivi di frenatura;
  • sterzo;
  • visibilità;
  • luci, riflettori e circuito elettrico;
  • assi, ruote, pneumatici e sospensioni;
  • telaio ed elementi fissati al telaio;
  • altri equipaggiamenti – cinture di sicurezza, estintori, serrature e dispositivi antifurto, triangolo di segnalazione, cassetta di pronto soccorso, tachimetro, ecc.;
  • effetti nocivi – rumori, emissioni di gas di scarico, ecc.;
  • controlli supplementari per i veicoli adibiti al trasporto pubblico di persone – uscita(e) di sicurezza, riscaldamento e sistema di aerazione, disposizione dei sedili, illuminazione interna.

L'operatore o conducente del veicolo è informato per iscritto di eventuali anomalie, dei risultati del controllo e delle conseguenze legali. Gli Stati membri adottano i provvedimenti che ritengono necessari perché si possa dimostrare che il veicolo è stato sottoposto, con esito positivo, a un controllo tecnico. Gli altri Stati membri e la Commissione saranno informati di questi provvedimenti. Ogni Stato membro riconosce l’attestato rilasciato da un altro Stato membro comprovante che un veicolo a motore immatricolato in quest’ultimo Stato, nonché il suo rimorchio o semirimorchio, sono stati sottoposti con esito positivo a un controllo tecnico che sia conforme alle disposizioni della presente direttiva. Gli Stati membri applicano inoltre le procedure appropriate per stabilire che le prestazioni dei dispositivi di frenatura dei veicoli immatricolati nei rispettivi territori soddisfano i requisiti di cui alla presente direttiva.

Eccezioni

Nonostante le disposizioni degli allegati I e II, gli Stati membri possono:

  • anticipare la data del primo controllo tecnico obbligatorio e, se necessario, imporre che il veicolo sia sottoposto a controllo prima della sua immatricolazione;
  • ridurre l’intervallo tra due successivi controlli tecnici obbligatori;
  • rendere obbligatorio il controllo tecnico dell’equipaggiamento opzionale;
  • aumentare il numero degli elementi da controllare;
  • estendere l’obbligo del controllo tecnico periodico ad altre categorie di veicoli;
  • prescrivere ulteriori controlli speciali;
  • prescrivere norme minime di efficienza di frenatura più elevate e includere controlli a fronte di pesi a carico più elevati rispetto a quelli precisati nell’allegato II per i veicoli immatricolati nei rispettivi territori, purché tali norme non siano più rigorose di quelle previste per l’omologazione originale del veicolo.

Gli Stati membri hanno inoltre la facoltà di escludere dall’ambito di applicazione della presente direttiva i veicoli delle forze armate, delle forze dell’ordine e dei pompieri. Previa consultazione della Commissione, gli Stati membri possono escludere dall’ambito di applicazione della presente direttiva taluni veicoli utilizzati in condizioni eccezionali, nonché i veicoli che non utilizzano, o quasi, le strade pubbliche. Gli Stati membri possono, previa consultazione della Commissione, stabilire proprie norme di controllo per quanto riguarda i veicoli considerati di interesse storico.

La Commissione adotta le direttive particolari necessarie al fine di definire le norme e i metodi minimi concernenti il controllo degli elementi di cui all’allegato II nonché le modifiche necessarie per l’adeguamento di tali norme e metodi al progresso tecnico.

La Commissione riesamina, non oltre tre anni dopo l’introduzione del controllo periodico dei limitatori di velocità, se i controlli previsti siano sufficienti per individuare i limitatori di velocità difettosi o manomessi e se non sia necessario modificare la normativa in vigore.

La presente direttiva abroga la direttiva 96/96/CE.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo di recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2009/40/CE

26.6.2009

-

GU L 141 del 6.6.2009

Le modifiche e correzioni successive della direttiva 2009/40/EC sono state integrate nel testo di base. La presente versione consolidata ha unicamente un valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Raccomandazione 2010/378/UE della Commissione, del 5 luglio 2010, relativa alla valutazione delle anomalie riscontrate nel corso dei controlli tecnici dei veicoli conformemente alla direttiva 2009/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il controllo tecnico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi [Gazzetta ufficiale L 173 dell'8.7.2010].

Ultima modifica: 30.09.2010
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