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Il programma Marco Polo II

Il trasporto di merci su strada, che dipende in larga misura dalle energie fossili - una delle principali fonti di emissioni di CO2 -, deve affrontare anche il problema della saturazione delle infrastrutture. Vista la situazione, è necessario ricorrere maggiormente all'intermodalità per favorire un utilizzo più efficace delle risorse esistenti integrando il trasporto marittimo a corto raggio, il trasporto ferroviario e il trasporto fluviale nella catena logistica. In questo contesto, il programma Marco Polo II (2007-2013) intende trasferire le merci dalla strada verso modi di trasporto più rispettosi dell'ambiente.

ATTO

Regolamento (CE) n. 1692/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, che istituisce il secondo programma Marco Polo relativo alla concessione di contributi finanziari comunitari per migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto merci (Marco Polo II) e abroga il regolamento (CE) n. 1382/2003 [Cfr atto modificatore].

SINTESI

Il programma "Marco Polo II" riprende gli obiettivi del primo programma Marco Polo: ridurre la congestione sulle strade e migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto intermodale, contribuendo così a un sistema di trasporto efficiente e sostenibile capace di apportare un valore aggiunto a livello di Unione europea (UE), senza avere ripercussioni negative sulla coesione economica, sociale o territoriale. Marco Polo II integra tuttavia una serie di nuove disposizioni.

Il programma Marco Polo II propone una più ampia copertura geografica, in quanto si applica alle azioni che riguardano il territorio di almeno due paesi dell’UE o di almeno un paese dell’UE e di un paese non membro dell’UE vicino.

Le azioni ammissibili sono le seguenti:

  • le azioni catalizzatrici: azioni che intendono superare le notevoli barriere strutturali presenti sul mercato del trasporto merci dell’UE che ostacolano il funzionamento efficiente dei mercati, la competitività del trasporto marittimo a corto raggio, del trasporto ferroviario o della navigazione interna, e/o l'efficienza delle catene di trasporto che ricorrono a questi modi di trasporto. L'obiettivo di tali azioni è migliorare le sinergie nei settori del trasporto ferroviario, della navigazione interna e del trasporto marittimo a corto raggio, comprese le autostrade del mare, sfruttando meglio le infrastrutture esistenti;
  • le azioni di trasferimento fra modi: azioni che intendono trasferire le merci dalla strada verso il trasporto marittimo a corto raggio, il trasporto ferroviario, la navigazione interna o combinando i vari modi di trasporto. L'obiettivo è ridurre al minimo i percorsi stradali;
  • le azioni comuni di apprendimento: azioni che sono destinate a migliorare la cooperazione per ottimizzare in maniera strutturale i metodi e le procedure di lavoro nella catena del trasporto merci, tenuto conto delle esigenze logistiche;
  • le autostrade del mare: le autostrade del mare, un'idea introdotta dal libro bianco del 2001 sulla politica europea dei trasporti, intendono trasferire direttamente una parte delle merci dalla strada verso il trasporto marittimo a corto raggio o verso una combinazione del trasporto marittimo a corto raggio con altri modi di trasporto in cui il percorso stradale sia ridotto al minimo. Per esempio, potrebbero essere realizzate autostrade del mare fra la Francia e la Spagna per evitare le strozzature sulla rete stradale nei Pirenei;
  • le azioni di riduzione del traffico: azioni innovative che integrano il trasporto nelle logistiche di produzione per evitare il trasporto su strada di un'elevata percentuale di merci, senza ripercussioni negative sulle capacità globali di produzione o sull'occupazione.

La Commissione esamina inoltre la possibilità di un sostegno alla creazione o alla modifica delle infrastrutture ausiliarie, necessarie e sufficienti per la realizzazione dei progetti.

Le azioni devono essere presentate da imprese o consorzi stabiliti nei paesi UE o nei paesi partecipanti, ossia i paesi candidati all’adesione UE e i paesi EFTA, i paesi SEE e i paesi vicini non membri dell’UE a determinate condizioni. Le imprese stabilite al di fuori dei paesi partecipanti di cui sopra possono essere associate a un progetto ma non possono ricevere fondi europei a titolo del programma. L'aiuto all'avviamento delle azioni deve essere inoltre trasparente, obiettivo e chiaramente delimitato. Il contributo finanziario dell’UE è fondato sul numero di tonnellate per chilometro trasferite dalla strada verso gli altri modi di trasporto marittimi o terrestri o sul numero di veicoli per chilometro trasferiti dalla strada. L'obiettivo è ricompensare i progetti di qualità elevata. Durante la procedura di selezione devono essere evitate distorsioni della concorrenza.

Il programma riserva d'altra parte un'attenzione particolare alle zone sensibili e ad elevata concentrazione urbana. La Commissione valuta le azioni presentate tenendo conto della misura in cui contribuiscono ad alleviare la congestione della rete stradale ma anche dei vantaggi che esse rappresentano per l'ambiente e della loro sostenibilità globale.

Il contributo massimo finanziario dell’UE alle diverse azioni è limitato al 35 % del totale delle spese necessarie alla realizzazione degli obiettivi di un'azione e connesse all'azione. Per le azioni comuni di apprendimento il tetto massimo è fissato al 50 %. Il programma "Marco Polo II" dispone così di un campo di applicazione più esteso del suo predecessore e anche di un bilancio più elevato, pari a 400 milioni di euro.

Entro il 30 giugno 2007 la Commissione deve presentare una relazione di valutazione dei risultati del programma "Marco Polo I" per il periodo 2003-2006.

Contesto

Il programma "Marco Polo II", che copre il periodo 2007-2013, costituisce una versione ampliata del primo programma, avviato nel 2003, che in effetti ha ricevuto numerose richieste di finanziamento e disponeva di mezzi limitati. Nel corso delle quattro procedure di selezione del primo programma "Marco Polo", la Commissione ha ricevuto richieste di contributi per 468 milioni di euro, mentre disponeva di un bilancio globale di 100 milioni di euro.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 1692/2006

14.12.2006

-

GU L 328, 24.11.2006

Atto(i) modificatore(i) Data di entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 923/2009

10.10.2009

-

GU L 266, 9.10.2009

Le modifiche e correzioni successive del regolamento (CE) n. 1692/2006 sono state integrate nel testo di base. Questa versione consolidata ha solo valore documentale.

Ultima modifica: 29.06.2011
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