RSS
Indice alfabetico
Questa pagina è disponibile in 15 lingue
Nuove lingue disponibili:  CS - HU - PL - RO

We are migrating the content of this website during the first semester of 2014 into the new EUR-Lex web-portal. We apologise if some content is out of date before the migration. We will publish all updates and corrections in the new version of the portal.

Do you have any questions? Contact us.


Bevande alcoliche e alcol: armonizzazione della struttura dei diritti di accise

La presente direttiva istituisce una struttura armonizzata per le accise che gravano sulle bevande alcoliche e sull'alcol contenuto in altri prodotti al fine dell'instaurazione del mercato interno.

ATTO

Direttiva 92/83/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sulle bevande alcoliche e sull'alcol contenuto in altri prodotti.

SINTESI

L'accisa percepita sulla birra è determinata facendo riferimento al numero di ettolitri/grado di prodotto finito.

Gli Stati membri possono suddividere le birre in categorie che comprendano al massimo quattro gradi Plato e applicare la stessa aliquota d'accisa per ettolitro a tutte le birre che rientrano in una determinata categoria.

Gli Stati membri possono applicare aliquote ridotte d'accisa alle birre prodotte da piccole imprese indipendenti, a condizione che tali aliquote:

  • non siano applicate alle imprese che producono oltre 200 000 hl di birra l'anno;
  • non siano inferiori di oltre il 50 % all'aliquota nazionale d'accisa;

Le aliquote ridotte, stabilite dagli Stati membri, devono essere applicabili allo stesso modo alla birra fornita sul loro territorio dalle piccole birrerie situate in altri Stati membri.

Gli Stati membri possono applicare aliquote inferiori all'aliquota minima alla birra con volume alcolometrico inferiore a 2,8 %.

Le accise riscosse sui vini tranquilli e sui vini spumanti, nonché sulle altre bevande fermentate e sui prodotti intermedi, sono determinate facendo riferimento al numero di ettolitri di prodotto finito.

Gli Stati membri applicano le stesse aliquote d'accisa nell'ambito di ogni categoria di bevande alcoliche.

Gli Stati membri possono applicare aliquote d'accisa ridotte a qualsiasi tipo di vino e alle altre bevande fermentate, ad eccezione della birra, con titolo alcolometrico inferiore a 8,5 % in volume.

I prodotti intermedi con titolo alcolometrico inferiore a 15 % in volume possono essere soggetti ad un'aliquota ridotta unica d'accisa, purché:

  • l'aliquota ridotta non sia inferiore di oltre il 40 % all'aliquota nazionale normale;
  • l'aliquota ridotta non sia inferiore all'aliquota nazionale normale applicata ai vini tranquilli e alle altre bevande fermentate non spumanti.

L'accisa riscossa sull'alcole e sulle bevande alcoliche è fissata per ettolitro di alcole puro a 20 °C ed è calcolata facendo riferimento al numero di ettolitri a 100 % in volume.

Si possono applicare aliquote ridotte all'alcole etilico prodotto da piccole distillerie. Tali aliquote non devono tuttavia essere inferiori di oltre il 50 % all'aliquota nazionale normale d'accisa.

Gli Stati membri devono applicare nello stesso modo le aliquote ridotte all'alcole etilico proveniente da piccole distillerie di altri Stati membri.

Gli alcoli con titolo alcolometrico inferiore a 10 % in volume, come pure il rhum francese e l'ouzo greco possono fruire, entro determinati limiti, di riduzioni dell'aliquota di accisa.

Quando una bevanda alcolica resa inidonea al consumo viene ritirata dal mercato, gli Stati membri possono rimborsare l'aliquota versata.

I prodotti oggetto della direttiva sono esentati dall'accisa:

  • quando sono denaturati conformemente alle norme di uno Stato membro;
  • quando sono denaturati e utilizzati per la fabbricazione di prodotti che non sono destinati al consumo umano;
  • quando sono utilizzati per la produzione di aceto, di medicinali o di aromi alimentari.

La direttiva prevede il reciproco riconoscimento delle formule di denaturazione ed instaura un sistema per lo scambio delle informazioni necessarie e per la lotta contro eventuali abusi di esenzione.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 92/83/CEE10.11.199231.12.1992GU L 316 del 31.10.1992

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo, del 26 maggio 2004, relativa alle aliquote di accisa sull'alcole e le bevande alcoliche (presentata ai sensi dell'articolo 8 della direttiva 92/84/CEE del Consiglio relativa al ravvicinamento delle aliquote di accisa sull'alcole e le bevande alcoliche) [COM(2004) 223 - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

La relazione esamina la situazione della legislazione comunitaria relativa alle accise sull'alcole e le bevande alcoliche, che non è stata riveduta dalla sua entrata in vigore, al 1°gennaio 1993. La Commissione esamina gli effetti del sistema attuale sul corretto funzionamento del mercato interno, della concorrenza fra le varie categorie di bevande alcoliche, del valore reale delle aliquote di accisa e degli obiettivi del trattato sull'Unione europea in generale. Essa giunge alla conclusione che occorre una maggiore convergenza tra le aliquote di accisa applicate nei vari Stati membri, per ridurre le distorsioni di concorrenza e la frode. Tenuto conto tuttavia delle opinioni molto divergenti degli Stati membri sul livello adeguato delle aliquote minime, nonché del fatto che qualsiasi cambiamento richiede un accordo all'unanimità, la Commissione non formula proposte in questa fase. Essa auspica per contro che sia avviato un vasto dibattito in seno al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo. In funzione dei risultati ottenuti, essa deciderà se presentare o meno proposte su tutte o parte delle questioni trattate nella relazione.

 
Ultima modifica: 08.12.2006
Avviso legale importante | Informazioni su questo sito | Ricerca | Per contattarci | Inizio pagina