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Programma comunitario di Lisbona

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Nel luglio del 2005, la Commissione propone l'elaborazione di un programma comunitario di Lisbona, destinato a far fronte alle sfide sociali, economiche e ambientali che l’Unione europea deve affrontare. Il programma contiene tre obiettivi e otto azioni chiave.

ATTO

Comunicazione della Commissione, al Consiglio e al Parlamento europeo, del 20 luglio 2005, dal titolo « Azioni comuni per la crescita e l'occupazione: il programma comunitario di Lisbona » [COM(2005) 330 def. – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Attualmente, l’Europa deve trasformare le sfide cui deve far fronte (invecchiamento della popolazione, maggior concorrenza mondiale, cambiamenti tecnologici, pressioni sull’ambiente) in nuove prospettive.

È necessario modernizzare l’economia europea, proponendo nel contempo soluzioni sostenibili basate su politiche macroeconomiche sane, che consentano di garantire il modello sociale europeo.

Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentare, a fronte dei programmi nazionali di Lisbona, un “programma comunitario di Lisbona” comprendente tutte le azioni a livello della Comunità. Le misure politiche proposte da tale programma fanno capo a tre grandi obiettivi:

  • sostenere la conoscenza e l’innovazione;
  • attirare maggiori investimenti e facilitare il lavoro;
  • creare più posti di lavoro e di migliore qualità.

La Commissione propone che tali obiettivi figurino nei programmi dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione. Il nuovo Fondo di sviluppo rurale ne costituisce un buon esempio, in quanto ne sostiene segnatamente gli investimenti nelle persone, nell’innovazione, nel know-how, nell'adozione delle tecnologie dell’informazione nelle zone rurali nel quadro della diversificazione rurale.

La Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Fondo europeo di investimento contribuiscono del pari al finanziamento di iniziative nel quadro del programma comunitario di Lisbona.

Sostenere la conoscenza e l’innovazione

Un investimento più importante (l’obiettivo è quello del 3% del prodotto interno lordo) e più efficace (mettendo le risorse nazionali in comune) è essenziale, se si vuole stimolare una ricerca europea competitiva. Tale responsabilità è soprattutto dei vari Stati membri.

La Commissione fornisce il suo sostegno alla conoscenza e all’innovazione in Europa attraverso strumenti di finanziamento e tramite una regolamentazione efficace. Per il periodo 2007-2013, due grandi strumenti di finanziamento esistono a livello comunitario, e in particolare:

  • sostiene iniziative innovatrici per l’economia europea. Il programma propone in particolare di realizzare partnership pubblico/privato strategiche nei settori di maggiore interesse per la competitività. Tale programma si prefigge del pari di sostenere le piccole e medie imprese (PMI) aiutandole a beneficiare della ricerca.
  • il programma quadro per l'innovazione e la competitività incoraggerà in particolare l'utilizzazione da parte delle imprese delle tecnologie dell'informazione e delle ecotecnologie.

Esistono altri strumenti finanziari:

  • le linee di bilancio delle reti transeuropee sostengono l’applicazione pratica delle conoscenze acquisite nella ricerca. Tali conoscenze possono essere applicate in progetti industriali volti a ridurre gli ostacoli nei trasporti.
  • il piano d'azione dell'Unione europea a favore delle ecotecnologie si prefigge di promuovere il loro sviluppo e la loro applicazione. Queste tecnologie hanno un notevole potenziale economico e ambientale. I Fondi strutturali e la BEI sostengono il piano d’azione.

L’accordo sul brevetto comunitario rimane un elemento vitale al fine di promuovere un'economia innovatrice basata sulla conoscenza. La Comunità sosterrà gli sforzi volti a conservare una forte capacità industriale, nei casi in cui gli Stati membri da soli non potrebbero superare le sfide connesse alla ricerca, alla regolamentazione e al finanziamento europeo.

La Commissione propone una semplificazione del quadro amministrativo degli aiuti di Stato nonché un riorientamento degli aiuti di Stato a sostegno della conoscenza e dell’innovazione, della formazione, della mobilità e dei trasferimenti. Il nuovo quadro normativo faciliterà la concessione degli aiuti alle PMI, alle imprese giovani e alle imprese innovatrici, non soltanto tramite aiuti diretti ma anche tramite il finanziamento del capitale di rischio. La regolamentazione garantirà che gli aiuti vengano concessi unicamente se garantiscono risultati utili significativi per la società che dovrà evitare distorsioni nella concorrenza.

Attirare più investimenti e facilitare il lavoro

Per facilitare l’accesso al mercato, è importante migliorare il quadro normativo, nonché completare il mercato interno.

Il miglioramento della legislazione può creare motivazioni giuste per le imprese, riducendo i costi e gli ostacoli agli adattamenti e all’innovazione. Tenuto conto delle preoccupazioni delle PMI, la Commissione continuerà i suoi lavori:

  • sulla valutazione d’impatto di tutte le nuove iniziative politiche;
  • sul selezionamento rigoroso delle proposte in attesa da qualche tempo presso il Consiglio e il Parlamento europeo;
  • sulla semplificazione della legislazione esistente tramite piani di azione settoriali.

Il mercato interno dei servizi deve essere reso operativo tutelando nel contempo il modello sociale europeo. Considerata l’importanza attuale del settore dei servizi per la creazione di posti di lavoro e per il valore aggiunto nell’Unione, l’approvazione della direttiva «servizi» potrebbe determinare un aumento dei tassi di occupazione e del prodotto interno lordo dell’Unione.

Inoltre, la Commissione conta di:

  • pubblicare orientamenti al fine di promuovere servizi d’interesse generale di elevata qualità ed efficaci (nel prolungamento del suo Libro bianco su tale tema);
  • concentrare gli aiuti finanziari disponibili sui progetti nel quadro dello sviluppo della rete transeuropea di trasporti;
  • coordinare la realizzazione di 45 progetti transfrontalieri di avvio rapido per le reti di trasporto, di energia e a banda larga, la ricerca sviluppo e l’innovazione, a condizione che gli Stati membri diano avvio al processo di programmazione e di finanziamento;
  • operare al fine di ottenere un accordo su una base d’imposte comuni per le società operanti in diversi Stati membri che hanno normative fiscali differenti.

L’integrazione completa dei mercati finanziari può consentire una ripartizione più efficace dei capitali. La regolamentazione è già esistente, tuttavia è necessario attualmente eliminare gli ostacoli per quanto riguarda l’accesso al mercato.

Al fine di garantire mercati competitivi tanto all’esterno che all’interno dell’Europa, la Commissione ha recentemente varato la sua agenda della competitività esterna. Tale agenda comprende iniziative relative all’accesso al mercato, la politica europea nei confronti della Cina, appalti pubblici, gli strumenti di difesa commerciale, un migliore riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale e una nuova generazione di relazioni commerciali bilaterali. Tale agenda sottolinea l'impegno dell’Unione europea a favore dell’Organizzazione mondiale del commercio.

Creare più posti di lavoro e di migliore qualità

La Commissione sostiene le azioni degli Stati membri nei settori del capitale umano, dell’istruzione e della formazione professionale, in particolare tramite:

  • il Patto europeo per la gioventù ( castellano deutsch english français );
  • il Programma «Istruzione e formazione 2010»;
  • il Programma di apprendimento durante l'intero arco della vita;
  • la costituzione dell’Istituto europeo per la tecnologia ( castellano deutsch english français );
  • la messa a punto delle strategie necessarie per garantire un invecchiamento attivo, in collaborazione con gli Stati membri.

La Commissione completerà del pari le azioni degli Stati membri al fine di raggiungere gli obiettivi principali dell'Agenda sociale. A tale fine, essa invita segnatamente le parti sociali europee a svolgere un ruolo di primo piano.

Per giungere ad un vero mercato paneuropeo della manodopera, è necessario eliminare gli ostacoli alla mobilità. La Commissione proporrà un quadro di qualifiche europee creando condizioni di trasparenza e di fiducia reciproca.

La Commissione opererà in favore di un quadro comune per la gestione delle migrazioni economiche, comprendente procedure rapide di ammissione per i soggiorni di lunga durata di ricercatori di paesi terzi e agevolando la concessione di visti per i soggiorni di breve durata.

Le ristrutturazioni sono conseguenze inevitabili del progresso economico e dell’integrazione del mercato. Peraltro, esse possono avere conseguenze destabilizzanti per i cittadini interessati. La Commissione intende istituire un nuovo fondo per aiutare le persone e le regioni più duramente colpite dalle ristrutturazioni a controllare i cambiamenti. Essa controllerà del pari gli sviluppi della sua comunicazione sulle ristrutturazioni e sull'occupazione ( castellano deutsch english français ).

Contesto

Il programma comunitario di Lisbona costituisce il contributo comunitario alla partnership per la crescita e l’occupazione, che è stato istituito in esito alla rinnovata strategia di Lisbona. Tale partnership mira a realizzare sinergie tra i livelli decisionali comunitari e nazionali, ai fini di una maggiore crescita stabile con più posti di lavoro e di migliore qualità.

Il programma comunitario risponde quindi come i programmi di riforma degli Stati membri, agli orientamenti integrati per la crescita e l’occupazione, definiti dal Consiglio nel giugno 2005. Tuttavia esso è orientato soprattutto verso azioni di valore aggiunto manifesto, a completamento delle azioni realizzate a livello nazionale.

Una relazione (EN , pdf]) sui progressi compiuti nell'attuazione del programma comunitario di Lisbona è stata presentata in data 23 ottobre 2006.

Ogni anno la Commissione presenta un bilancio della strategia di Lisbona, nel quadro di una relazione di attività annuale (EN), riguardante l'attuazione della partnership per la crescita e l’occupazione a livello della Comunità e degli Stati membri.

ATTI COLLEGATI

Decisione 2006/702/CE del Consiglio, del 6 ottobre 2006, relativa agli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione [Gazzetta ufficiale L 291 del 21.10.2006].
Il progetto di Orientamenti strategici comunitari per la coesione, la crescita e l’occupazione è stato adottato dal Consiglio in data 6 ottobre 2006. Tali orientamenti strategici costituiscono il quadro indicativo per l'attuazione della politica di coesione e l’intervento dei Fondi durante il periodo 2007-2013.

Decisione 2006/144/CE del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativa agli orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale (periodo di programmazione 2007-2013) [Gazzetta ufficiale L 55 del 25.02.2006].

Relazioni

Comunicazione della Commissione al Consiglio, dell'11 dicembre 2007, dal titolo «Strategia rinnovata di Lisbona per la crescita e l'occupazione: il nuovo ciclo (2008-2010) parte I» [COM(2007) 803 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].
Sulla base del bilancio del primo ciclo di riforme della strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l'occupazione, la Commissione presenta una serie di azioni che dovranno consentire l'avvio del secondo ciclo (2008-2010) e il raggiungimento degli obiettivi della strategia. A tal fine, diverse misure da attuare in partnership da parte della Comunità e degli Stati membri sono previste nei quattro settori prioritari; vale a dire: investire nella conoscenza e nell'innovazione; esprimere il potenziale delle imprese (in particolare delle PMI); investire nel capitale umano e modernizzare i mercati del lavoro; nonché dotarsi di un'economia poco inquinante ed efficace sul piano energetico.

Comunicazione della Commissione, del 12 dicembre 2006, al Consiglio europeo di primavera – "Un anno di risultati" - Parte 1 : Attuazione della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione [COM(2006) 816 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].
Nel prepararsi all'avvio del secondo ciclo della strategia per la crescita e l'occupazione nel 2008, la Commissione redige un bilancio sull'attuazione della strategia per la crescita e l'occupazione. Essa presenta i progressi compiuti a livello comunitario, nonché a livello di ogni Stato membro. Tramite questa comunicazione, la Commissione valuta le politiche macroeconomiche, microeconomiche e quelle per l'occupazione. La Commissione ribadisce l'importanza dell'attuazione dei piani nazionali di riforme (PNR) e invita tutti gli Stati membri ad intensificare gli sforzi nei quattro settori prioritari, vale a dire: l'investimento nella conoscenza e nell'innovazione, il potenziale delle imprese e delle PMI, la modernizzazione dei mercati del lavoro e il settore energetico nel quadro delle sfide connesse al cambiamento climatico. Nell'insieme, gli Stati membri si sono impegnati in maniera promettente. La Commissione ritiene peraltro che per molti di essi sia possibile assumere iniziative più energiche in settori quali l'efficienza a lungo termine delle finanze pubbliche, la riforma del mercato del lavoro, la ricerca e lo sviluppo, le politiche collegate al clima, all'energia e all'innovazione, nonché per quanto riguarda la concorrenza.

Comunicazione della Commissione ( castellano deutsch english français ), del 25 gennaio 2006, al Consiglio europeo di primavera – È ora di cambiare marcia - Parte 1 : La nuova partnership per la crescita e l'occupazione [COM(2006) 30 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 28.05.2008
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