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L'accesso alle TIC nelle zone rurali

Le zone rurali soffrono ancora di una mancanza di accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). Per colmare il divario territoriale in questo settore, gli Stati membri, le regioni e le autorità locali sono incoraggiati a migliorare l'accesso alle tecnologie di queste zone. Anche l'Unione europea (UE) deve svolgere un ruolo importante attraverso gli strumenti della politica regionale e gli strumenti della politica di sviluppo rurale. L'accesso a internet a banda larga per tutti è infatti fondamentale per generare crescita e occupazione.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo: «Migliorare l’accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle zone rurali» [COM(2009) 103 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente comunicazione mira a valorizzare le zone rurali privilegiando il loro accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC).

Un'esclusione di fatto

Una delle principali constatazioni emerse dalla comunicazione è il persistere del divario territoriale nell'accesso a internet a banda larga, già riscontrato nel 2006. Lo scarso accesso alla «banda larga» (ADSL) si deve in parte ad alcuni fattori come la bassa densità della popolazione, la situazione periferica o l'assenza di concorrenza.

Le cifre sono eloquenti: nel 2008, il 41,7 % degli abitanti delle aree scarsamente popolate dell'Unione europea non aveva mai utilizzato internet, rispetto al 27,4 % delle aree densamente popolate. Tali dati si spiegano soprattutto con il fatto che tra il 2005 e il 2007, la dotazione di internet a banda larga si è sviluppata più rapidamente nelle aree urbane rispetto alle aree rurali. Nel dicembre 2007 la copertura della banda larga raggiungeva solo il 70 % delle zone rurali dell’Unione, contro il 98 % delle zone urbane.

In questo modo sono escluse dall'accesso alle TIC talune categorie di popolazione, quali ad esempio:

  • le imprese agricole;
  • le piccole e medie imprese e microimprese;
  • i giovani;
  • le donne;
  • gli anziani e i gruppi svantaggiati.

Per colmare questo divario tra zone rurali e zone urbane, gli Stati membri, le regioni e le autorità locali devono fornire adeguate attrezzature tecnologiche. È necessario incentivare la domanda, soprattutto da parte delle amministrazioni e delle istituzioni nazionali e locali. Quest'ultime possono infatti fornire alcuni servizi fondamentali, come i servizi della pubblica amministrazione, i servizi sanitari e i servizi didattici on-line.

Dotare di TIC le zone rurali può presentare dei vantaggi. Ad esempio, lo sviluppo di portali web può favorire una migliore visibilità della regione, e quindi incentivare il turismo. I progetti TIC possono inoltre avere impatti positivi notevoli se sono mirati a valorizzare i prodotti locali o migliorare i sistemi di distribuzione.

Azioni proposte

I progetti destinati a migliorare l'accesso delle zone rurali alle TIC si articolano attorno a tre assi:

  • lo sviluppo delle apparecchiature per l'accesso a internet;
  • la creazione di contenuto;
  • lo sviluppo di nuove competenze per l’accesso a internet.

Tuttavia il successo dei progetti dipende da:

  • il sostegno finanziario della Comunità;
  • il sostegno dalle autorità nazionali e regionali;
  • la partecipazione e la cooperazione di attori locali;
  • la comprensione delle nuove esigenze e opportunità da parte delle imprese.

Il FEASR svolge un ruolo di sostegno dello sviluppo delle TIC nelle zone rurali attraverso:

  • lo sviluppo dei servizi sanitari on-line;
  • il sostegno alle imprese;
  • i servizi pubblici locali;
  • i centri di TIC mobili o per i giovani;
  • i punti internet/di comunicazione pubblici;
  • le infrastrutture a banda larga.

Anche Leader potrebbe coprire una vasta gamma di investimenti nelle TIC nelle aree rurali, in materia di:

  • tecnologie di comunicazione innovative per il turismo;
  • settori produttivi;
  • ambiente e patrimonio culturale nel campo della cooperazione transnazionale e interterritoriale;
  • formazione;
  • accesso a internet.

Il quadro comune per la sorveglianza e la valutazione per lo sviluppo rurale 2007-2013  costituisce una base solida per orientare, sorvegliare e valutare la situazione nelle zone rurali in materia di TIC.

È inoltre opportuno sviluppare efficacemente le sinergie tra politiche e finanziamenti comunitari. La politica di coesione prevede di finanziare lo sviluppo delle TIC investendo circa 15,3 miliardi di euro.

Infine, lo scambio di buone pratiche costituisce un punto di forza innegabile per favorire l'accesso delle aree rurali alle TIC. La direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale ha elaborato a tal fine una base dati di 67 buone pratiche TIC nelle zone rurali al fine di promuovere progetti innovativi.

Contesto

Il territorio europeo presenta ancora forti disparità per quanto riguarda l'accesso alle TIC. A tal riguardo, il piano europeo di ripresa economica sottolinea l'importanza dell'accesso ad internet a banda larga nelle aree rurali per far fronte ad alcuni dei problemi dovuti alla crisi economica e finanziaria. Inoltre, il quadro strategico «i2010» mira a garantire lo sviluppo della società dell'informazione. L'obiettivo è dimezzare il divario nell’uso di internet per i gruppi a rischio di esclusione entro il 2010.

Ultima modifica: 08.05.2009

Vedi anche

Per ulteriori informazioni, consultare i seguenti siti Internet:

  • Broadband gap (EN)
  • Rur@ct (EN), (FR)
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