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Anno europeo della parità di opportunità per tutti, verso una società più giusta – 2007

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L’Anno europeo della parità di opportunità per tutti ha quale obiettivo quello di sensibilizzare la popolazione in merito ai vantaggi di una società giusta e solidale. Esso promuove iniziative di sensibilizzazione volte a lottare contro gli atteggiamenti e i comportamenti discriminatori, nonché ad informare le persone circa i loro diritti e i loro obblighi di natura giuridica. Esso rientra in un approccio trasversale della non discriminazione che dovrebbe consentire di garantire un’applicazione corretta e uniforme del quadro legislativo comunitario in tutta Europa, mettendo in luce i suoi principi essenziali e riscuotendo il sostegno attivo del pubblico nei confronti della legislazione in materia di non discriminazione e di uguaglianza.

ATTO

Decisione n. 771/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, che istituisce l’anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) – Verso una società giusta.

SINTESI

Malgrado i progressi realizzati finora a livello europeo per eliminare le discriminazioni e per promuovere la parità di opportunità, molto resta ancora da fare. Ogni legislazione, anche la più attentamente elaborata, è destinata a rimanere lettera morta se viene a mancare la volontà politica che la traduca in azioni di lunga durata e se non beneficia di un ampio sostegno popolare.

L'Anno europeo della parità di opportunità per tutti offrirà un’occasione per promuovere una società più solidale. Tale Anno cercherà di sensibilizzare meglio l’opinione pubblica nei confronti dell’acquis comunitario sostanziale nel campo dell’uguaglianza e della non discriminazione, favorendo nel contempo la mobilitazione di tutti gli interessati per promuovere la strategia-quadro dell'UE in materia di non discriminazione e di pari opportunità anche dopo il 2007.

OBIETTIVI SPECIFICI

Sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del diritto all’uguaglianza e alla non discriminazione

È necessario che il pubblico conosca meglio la legislazione europea sull’uguaglianza e sulla non discriminazione, che costituiscono valori e principi comuni dell’Unione europea (UE). Tale Anno mirerà a trasmettere all’intera popolazione il messaggio secondo il quale ogni persona, indipendentemente dal sesso, dalla razza o dall’origine etnica, dalla religione o dalle sue convinzioni, dalla sua disabilità, dall’età e dall’orientamento sessuale, ha diritto alla parità di trattamento.

Suscitare un dibattito sugli strumenti necessari per potenziare la partecipazione alla società

È opportuno avviare un dibattito e un dialogo adeguato per favorire una maggiore partecipazione dei gruppi, vittime della discriminazione, nonché una partecipazione equilibrata fra donne e uomini.

Celebrare e facilitare la diversità

L’Anno europeo mirerà a far prendere coscienza del contributo positivo che ogni persona, indipendentemente dal sesso, dalla razza o dall’origine etnica, dalla religione o dalle sue convinzioni, dalla sua disabilità, dall’età e dall’orientamento sessuale, può fornire alla società complessivamente.

Operare in favore di una società più solidale

L’Anno europeo cercherà di sensibilizzare il pubblico sull’importanza di favorire buone relazioni fra i diversi gruppi che compongono la società, segnatamente per quanto riguarda i giovani nonché di eliminare gli stereotipi, i pregiudizi e la violenza.

CONTENUTO DELLE AZIONI, BUDGET E SELEZIONE DELLE DOMANDE DI SOVVENZIONAMENTO

Le azioni, indipendentemente dal fatto che vengano svolte su scala comunitaria ovvero nazionale, si prefiggono di realizzare i quattro obiettivi suindicati e comprendono:

  • riunioni e manifestazioni (fra l’altro, conferenza conclusiva e inaugurale, primo vertice annuale sull’uguaglianza);
  • campagne d’informazione e di promozione (logo, slogan, concorsi, ecc.);
  • inchieste e studi su scala comunitaria o nazionale.

Il budget previsto per l’Anno europeo 2007 per il periodo dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2007 è pari a 15 milioni di euro, di cui 6 milioni fino al 31 dicembre 2006.

Le azioni su scala comunitaria possono essere sovvenzionate all’80% o dar luogo ad un appalto pubblico finanziato tramite il bilancio generale dell'UE. Le misure di portata locale, regionale o nazionale possono essere cofinanziate tramite il bilancio generale dell'UE fino al 50% dei costi consolidati complessivi.

REALIZZAZIONE

La Commissione garantirà che le attività definite a livello europeo risultino complementari rispetto ad altre azioni pertinenti svolte a livello comunitario (fondi strutturali, sviluppo rurale, istruzione, cittadinanza, diritti fondamentali), nazionale e regionale.

Lavoro in partnership con i paesi partecipanti

La partecipazione all’Anno è aperta agli Stati membri, ai paesi dell’EFTA/SEE, ai paesi candidati che beneficiano di una strategia di preadesione, ai paesi dei Balcani occidentali, secondo le modalità definite nei rispettivi accordi, nonché ai paesi partner della politica di buon vicinato (PEV).

Ogni Stato membro designa o costituisce un organismo nazionale esecutivo incaricato di organizzare la partecipazione del paese all'Anno europeo, di definire la strategia e le priorità nazionali, nonché di effettuare la selezione di ogni azione proposta valutandone l'ammissibilità al finanziamento comunitario.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Decisione n. 771/2006/CE

20.6.2006

-

GU L 146 del 31.5.2006

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 19 giugno 2009 – Attuazione, risultati e valutazione globale dell’Anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) [COM(2009) 269 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
L’Anno europeo per le pari opportunità (2007) ha avuto successo se si guarda all’attuazione sia pratica che finanziaria dei suoi obiettivi. I paesi partecipanti hanno attuato 434 azioni che hanno prodotto circa 1 600 eventi, campagne, pubblicazioni, ecc. Queste azioni sono state attuate nel rispetto dei principi chiave relativi all’attuazione: il decentramento e il trattamento equilibrato di tutti i motivi di discriminazione. L’approccio trasversale/basato su una pluralità di motivi di discriminazione ha rafforzato la cooperazione tra le competenti autorità nazionali, regionali e locali, coinvolgendo la società civile e le parti sociali. Per la prima volta, inoltre, è stata posta maggiore enfasi sulle discriminazioni multiple e sull’integrazione di genere. A livello UE, l’Anno è stato attuato in vari modi. È stato creato un comitato consultivo per coinvolgere i soggetti chiave, è stato organizzato il “Parlamento europeo delle pari opportunità per tutti”, ovvero un forum per promuovere il dialogo con la società civile, sono state condotte tre indagini Eurobarometro ed è stata avviata una campagna di informazione e di educazione su scala UE.
Il fattore decisivo del successo dell’Anno europeo è stato l'impegno politico a tutti i livelli. Gli Stati membri hanno stanziato notevoli risorse per lo svolgimento concreto dell’Anno e molte delle azioni avviate nel corso dell’anno proseguiranno o saranno replicate. Per la prima volta, gli Stati membri si sono anche occupati di discriminazioni quali quelle fondate sull’età, sulla razza o l’origine etnica e sull’orientamento sessuale. Hanno messo a punto strategie nazionali per affrontare i nuovi problemi messi in luce, il che ha condotto anche ad una maggiore cooperazione con la società civile.
A livello UE, l’Anno ha portato all’adozione di una risoluzione del Consiglio sul follow-up dell’Anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) e ad alcune misure della Commissione, come ad esempio una proposta di direttiva sulla parità di trattamento, una comunicazione sulla non discriminazione e le pari opportunità, una decisione che istituisce un gruppo di esperti governativi sulla non discriminazione e un documento di lavoro dei servizi della Commissione sulle politiche miranti all’integrazione dei Rom. La Commissione continuerà a sviluppare misure contro la discriminazione, in particolare studiando ulteriormente la situazione nell’UE, reagendo alle violazioni dei diritti e identificando nuove soluzioni, soprattutto in materia di integrazione dei Rom.

Ultima modifica: 04.12.2009
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