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Strategia contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata

La Commissione presenta una strategia globale per contrastare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) che costituisce una minaccia per l'economia del settore della pesca, per le risorse alieutiche e per l'ambiente marino. Le misure proposte mirano a limitare l'accesso al mercato dell'Unione europea (UE) ai prodotti della pesca per i quali è certificata la conformità alla normativa da parte dello Stato di bandiera o dello Stato di esportazione. Si prevede inoltre di rafforzare la sorveglianza delle attività in mare, identificare gli operatori INN, migliorare l'applicazione della normativa nel settore della pesca e garantire un più efficace sanzionamento delle infrazioni.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 17 ottobre 2007, su una nuova strategia comunitaria per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata [COM(2007) 601 definitivo - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

L'Unione europea (UE) propone una strategia globale per contrastare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) nelle acque comunitarie e internazionali. Tali pratiche alieutiche vanno a detrimento della politica comune della pesca (PCP) e costituiscono una minaccia per la sostenibilità degli stock ittici, la biodiversità marina, gli ecosistemi vulnerabili, i pescatori che operano nel rispetto delle norme e le popolazioni costiere. Si tratta di una piaga internazionale che comporta conseguenze sul piano ambientale, economico e sociale.

L'UE è chiamata a svolgere un ruolo cruciale a motivo della sua posizione di punta sul mercato, sia come produttore che come consumatore. Si calcola che ogni anno vengano importate nell'Unione 500 000 tonnellate di prodotti illegali, per un valore di 1,1 miliardi di euro.

La lotta contro la pesca INN riguarda:

  • le infrazioni alle norme di gestione e di conservazione delle risorse alieutiche nelle acque internazionali;
  • le attività di pesca d'altura praticate in zone regolamentate da un'organizzazione regionale di gestione della pesca (ORGP) da navi che non si conformano alle norme fissate da tale organizzazione. Si tratta di navi prive di nazionalità o immatricolate in paesi che esulano dalla competenza dell'ORGP considerata;
  • le attività di pesca d'altura praticate al di fuori di zone regolamentate da ORGP in violazione degli obblighi imposti allo Stato, in virtù del diritto internazionale, in materia di conservazione delle risorse.

L'UE deve contrastare una serie di fattori che favoriscono il ricorso alla pesca INN, quali:

  • la redditività, data dai bassi costi di esercizio e dagli utili elevati che ne derivano, oltre che dalla sovraccapacità di alcune flotte di pesca rispetto alle effettive possibilità di cattura;
  • le carenze dei sistemi nazionali e internazionali, da cui traggono vantaggio gli operatori illegali. Tali carenze riguardano aspetti quali la registrazione della bandiera, il coordinamento tra gli Stati e gli organismi internazionali e i sistemi di monitoraggio, controllo e sorveglianza.

Azione comunitaria

Nonostante i notevoli progressi realizzati nell'ambito del piano d'azione del 2002), la pesca INN è lungi dall'essere eradicata. La strategia della Commissione mira a promuovere l'elaborazione di norme internazionali e la creazione di ORGP incaricate della loro attuazione. Essa intende proseguire l'azione di monitoraggio, controllo e sorveglianza delle attività in mare e di identificazione degli operatori INN. È inoltre necessario garantire una migliore applicazione delle norme e delle sanzioni dissuasive in caso di infrazione.

Tale strategia globale riguarda tutte le attività di pesca e le altre attività interessate dalle pratiche di pesca INN (cattura, trasbordo, trasformazione, sbarco, commercializzazione, ecc.). Essa si applica a tutta la catena di approvvigionamento e fornisce una risposta ai problemi che derivano dalle suddette attività a livello comunitario, regionale e internazionale.

La lotta contro la pesca INN deve integrare pienamente la dimensione commerciale. A questo riguardo la Commissione intende chiudere il mercato europeo ai prodotti illegali instaurando un sistema di controllo dello Stato di approdo, che subordina lo sbarco e l'importazione nell'UE di pesci e di prodotti della pesca alla certificazione da parte dello Stato di bandiera.

Riguardo al problema delle "bandiere d'inadempimento", l'UE potrebbe intervenire a livello unilaterale per ovviare alle carenze dell'azione multilaterale, ad esempio elaborando un elenco comunitario delle navi dedite alla pesca INN e degli Stati membri compiacenti nei loro confronti.

La Commissione intende migliorare l'osservanza delle norme internazionali e comunitarie da parte delle navi e degli operatori dell'UE. In particolare, essa incoraggerà gli Stati membri e i cittadini dell'UE affinché si adoperino per garantire la corretta applicazione della PCP e per rafforzare le misure di controllo e di esecuzione. Sono necessarie sanzioni dissuasive nei confronti delle attività INN praticate nelle acque dell'UE e degli operatori comunitari dediti a tali attività in qualsiasi parte del mondo.

Una cooperazione rafforzata consentirà di indagare sulle attività INN. L' Agenzia comunitaria di controllo della pesca dovrebbe contribuire a garantire un coordinamento efficace e lo scambio regolare di informazioni. A livello internazionale l'UE deve coadiuvare gli sforzi attuati, in particolare dall'Organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) (EN) (ES) (FR), per instaurare un registro mondiale delle navi da pesca e una rete internazionale di monitoraggio, controllo e sorveglianza. A livello comunitario essa deve rafforzare il coordinamento tra le autorità di controllo degli Stati membri.

L'UE deve intensificare la lotta contro la pesca illegale nelle acque d'altura nell'ambito delle relazioni regionali, bilaterali e multilaterali. La strategia comunitaria per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN coinvolge diversi soggetti:

  • le ORGP: occorre rafforzare le misure adottate dalle ORGP e il coordinamento tra tali organizzazioni;
  • gli Stati costieri in via di sviluppo: per migliorare la gestione e il controllo delle attività di pesca occorre rafforzare il sostegno finanziario della Comunità a favore di tali paesi. Occorrerà valutare l'impatto del regolamento INN su tali paesi e le necessarie misure di accompagnamento;
  • l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) (EN) (ES) (FR): è necessario che un maggior numero di Stati aderisca alle convenzioni internazionali sul lavoro nel settore della pesca e sulla sicurezza delle navi da pesca. Sarebbe inoltre opportuno esaminare la possibilità di recepire tali strumenti nel diritto comunitario.

Contesto

La presente comunicazione si iscrive nel quadro di un ampio consenso internazionale, espresso nelle decisioni della FAO, dell'Assemblea generale delle Nazioni unite e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) (EN) (FR), sulla necessità di instaurare una strategia globale per eradicare la pesca INN. Essa fa seguito al piano d'azione della Commissione del 2002 e alla risoluzione del Parlamento europeo del 15 febbraio 2007. Insieme alla proposta di regolamento che dovrebbe essere adottata nel corso del 2008, essa costituisce una delle prime tappe verso l'instaurazione di una politica marittima integrata dell'UE a favore di uno sfruttamento sostenibile dei mari.

ATTI COLLEGATI

Regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 [GU L 286 del 29.10.2008].

Ultima modifica: 11.11.2010
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