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Catture accessorie e rigetti in mare

La Commissione si è impegnata a definire una politica a lungo termine volta a favorire la riduzione delle catture accessorie e l'eliminazione dei rigetti nelle attività di pesca europee. Si tratta di una svolta strategica importante che mira a definire soluzioni, comportamenti, tecnologie e strumenti concretamente applicabili e realizzabili al fine di ottenere i risultati auspicati.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo, del 28 marzo 2007, relativa a una politica per ridurre le catture accessorie ed eliminare i rigetti nella pesca europea [COM(2007) 136 definitivo - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Le catture accessorie * e i rigetti * rappresentano un grave problema per la pesca europea. Due sono le ragioni principali dei rigetti di organismi marini in mare.

La prima è di natura economica: il prezzo di vendita dei pesci varia in funzione della taglia, della qualità e della specie. Esistono quindi forti incentivi economici alla pratica dei rigetti, in quanto lo spazio di stivaggio a bordo delle navi è riservato agli organismi di elevato valore commerciale.

La seconda è connessa a determinate norme applicabili nel settore della pesca, ad esempio in materia di taglie minime di sbarco o di totali ammissibili di cattura (TAC).

Entità dei rigetti

Secondo il comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP), i rigetti di catture accessorie rappresentano, a seconda dei mari, delle attività di pesca e del tipo di rete, tra il 20 e il 60 per cento del peso delle catture effettuate nel periodo 2003-2005.

Consequenze dei rigetti

Le catture accessorie e i rigetti ad esse associati comportano gravi conseguenze, quali:

  • uno spreco di risorse per la società;
  • una riduzione delle possibilità di cattura future in caso di prelievo di esemplari giovanili;
  • una diminuzione immediata della biomassa riproduttiva in caso di prelievo di esemplari adulti;
  • ripercussioni negative sull'ecosistema marino e sulla biodiversità.

Nella maggior parte dei casi, i pesci e i crostacei catturati e successivamente riversati in mare sono già morti o hanno scarsissime possibilità di sopravvivere.

Strumenti e misure

Per ridurre le catture accessorie ed eliminare gradualmente i rigetti è necessario disporre di un ventaglio di strumenti e di misure da applicare in modo mirato alle singole attività e zone di pesca. L'introduzione di un divieto di rigetto consente di responsabilizzare i pescatori incoraggiando un approccio orientato ai risultati. A tal fine occorre tenere conto anche degli aspetti pratici ed economici delle attività di pesca. Tra gli strumenti di questa nuova politica vanno citati:

  • incentivi a migliorare la selettività degli attrezzi da pesca;
  • la chiusura in tempo reale delle zone "a rischio" in termini di catture accessorie;
  • la flessibilità in materia di contingenti;
  • i canoni applicabili alle catture accessorie e la confisca delle medesime;
  • l'accesso preferenziale a determinate zone di pesca per le navi la cui attività comprovata presenta tassi modesti di catture accessorie;
  • l'introduzione di sistemi di informazione che segnalino alle flotte le zone a basso rischio di catture accessorie.

Dal canto loro, le organizzazioni regionali di gestione della pesca svolgeranno un ruolo essenziale nell'attuazione di misure supplementari per l'eliminazione dei rigetti. Alcune misure di controllo potrebbero eventualmente beneficiare del sostegno del Fondo europeo per la pesca.

Controllo

Malgrado la palese difficoltà a far rispettare il divieto di rigetto e a porre fine ai rigetti illegali, per la Commissione è essenziale che gli operatori si conformino alle norme per favorire un'attuazione efficace delle misure.

Notevole importanza rivestono i programmi di osservazione, che devono formare parte integrante di un dispositivo globale costituito dai seguenti elementi:

  • una precisa analisi quantitativa delle catture e degli sbarchi;
  • il ricorso a giornali di bordo elettronici che consentano di comunicare in tempo reale la composizione delle catture;
  • la sorveglianza e il controllo degli attrezzi da pesca;
  • la partecipazione e la cooperazione dei gruppi di interesse.

Occorrerà inoltre monitorare attentamente le catture sbarcate che non possono essere commercializzate, per impedire agli operatori di trarne illeciti profitti. I dati di tutte le flotte dovranno essere raccolti e analizzati affinché sia possibile adottare opportune misure in caso di mancato rispetto delle norme.

Ripercussioni socio-economiche

In linea generale, l'attuazione della nuova strategia potrebbe produrre a breve termine costi più elevati e perdite di reddito. Ulteriori ripercussioni potrebbero essere legate alla necessità per i pescherecci di spostarsi o di coprire distanze maggiori a motivo della chiusura di determinate zone di pesca.

A lungo termine, tuttavia, si prevedono numerosi vantaggi economici connessi alla disponibilità di stock ittici più abbondanti e di migliore qualità.

Contesto

La presente comunicazione affronta il problema dei rigetti in mare in quanto priorità e delinea i principali orientamenti di una strategia volta a ridurre le catture accessorie e a eliminare i rigetti. A partire dal 2008 saranno elaborati regolamenti volti a disciplinare tutte le attività di pesca comunitarie.

Termini chiave dell'atto
  • Cattura accessoria: cattura accidentale, nell'ambito dell'attività di pesca, di specie non bersaglio o di specie che non rispondono a determinati criteri, tra cui mammiferi marini, uccelli, tartarughe ed altre specie marine.
  • Rigetti: parte di materiale organico totale di origine animale presente nelle catture che viene gettata o riversata in mare per qualsiasi motivo, ad esclusione di materiali vegetali o scarti di lavorazione quali frattaglie. I rigetti possono essere animali vivi o morti.
Ultima modifica: 18.10.2011
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