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Strumenti di gestione basati sui diritti di pesca

La Commissione avvia un dibattito sul futuro dei sistemi di gestione basati sui diritti di pesca nell'ambito della politica comune della pesca (PCP). Essa propone di concentrarsi sull'analisi dei sistemi nazionali esistenti e sulla possibilità di renderli più efficaci condividendo le migliori pratiche.

ATTO

Comunicazione della Commissione, del 26 febbraio 2007, relativa agli strumenti di gestione basati sui diritti di pesca [COM(2007) 73 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Tutti i sistemi di gestione a livello mondiale hanno introdotto forme diverse di diritti di accesso e/o di utilizzazione delle risorse alieutiche. Questo vale anche per la politica comune della pesca (PCP), che prevede fra l'altro la concessione di licenze e contingenti nazionali, la limitazione dei "giorni in mare" per alcuni tipi di pesca e varie misure di contenimento della capacità della flotta. Nonostante i meccanismi di base della PCP per la ripartizione dei diritti di pesca fra gli Stati membri si siano rivelati efficaci, sotto altri aspetti la PCP non è stata all'altezza dei suoi obiettivi, come è dimostrato dal depauperamento di numerosi stock ittici e dalle difficoltà economiche di alcuni segmenti della flotta. Al momento, quindi, l'obiettivo prioritario della PCP consiste nel conservare le risorse in modo da preservare l'ecosistema e mantenere l'attività economica.

La Commissione ritiene che la grande varietà di sistemi di gestione attualmente applicati nella Comunità manchi di trasparenza, efficacia e, in alcuni casi, di coerenza, elementi che contribuiscono ad accentuare le difficoltà economiche del settore della pesca. La comunicazione intende esaminare le diverse possibilità di accrescere l'efficacia della gestione in questo settore, facilitando nel contempo la realizzazione degli obiettivi fondamentali perseguiti nell'ambito della PCP. La Commissione propone di avviare con gli Stati membri e il settore della pesca un dibattito che vuole essere "pragmatico, trasparente e fruttuoso". Valutare e migliorare i sistemi attuati e condividere le migliori pratiche saranno alcuni dei temi esaminati.

Contesto comunitario

I sistemi di gestione della pesca rientrano nelle competenze condivise fra l'Unione europea (UE) e gli Stati membri. Sono di competenza comunitaria:

  • il contenimento delle dimensioni globali della flotta;
  • la fissazione dei livelli delle catture e dello sforzo di pesca;
  • l'adozione di misure tecniche (limitazioni di uso relative ad alcuni pescherecci o attrezzi da pesca) al fine di accrescere la protezione degli stock ittici.

Le autorità nazionali sono responsabili della distribuzione e gestione delle licenze, dei contingenti e dello sforzo di pesca a livello nazionale e regionale.

Questi interventi gestionali contribuiscono a definire e caratterizzare i diritti di accesso e di prelievo dei singoli pescatori. A tali diritti possono essere assegnati valori economici, ma spesso questo avviene in modo non trasparente e imprevedibile.

Strumenti di gestione basati sui diritti di pesca

I sistemi di gestione basati sui diritti di pesca sono soltanto un mezzo per aiutare i pescatori a rendere più redditizia la loro attività. Rimane dunque la necessità di definire obiettivi di conservazione da perseguire tramite varie misure di gestione della pesca (ad esempio i contingenti). La formalizzazione dei diritti di pesca può tuttavia aiutare a raggiungere tali obiettivi ad un costo inferiore. La sostenibilità economica dovrebbe per questo tradursi in una maggiore sostenibilità biologica, in quanto un sistema di gestione basato sui diritti di pesca che funzioni adeguatamente dovrebbe aumentare l'interesse dei pescatori e dell'industria per la sostenibilità della risorsa di base.

L'aspetto più controverso di questi sistemi di gestione è costituito dalla trasferibilità dei diritti di pesca. Essa comporta un valore commerciale dell'utilizzazione delle risorse che può aumentare ed avere ripercussioni importanti sullo sviluppo del settore. La trasferibilità dei diritti migliora l'efficienza delle imprese di pesca. Essa tende inoltre ad accentuare la concentrazione del settore in termini di contingenti, licenze, ripartizione geografica e composizione della flotta. Va notato che una tale concentrazione risulta anche dalla riduzione delle possibilità di pesca. Per controbilanciare una concentrazione eccessiva, i sistemi di gestione basati sui diritti di pesca possono essere concepiti in modo da limitare le concentrazioni oltre una certa soglia, così da preservare l'equilibrio geografico delle attività di pesca e da mantenere il tessuto culturale, sociale e professionale, proteggendo in particolare le attività della pesca costiera artigianale. Le nuove misure tendenti a limitare la concentrazione dei diritti devono tuttavia rispettare le regole del mercato interno e della concorrenza. La Commissione ha l'obbligo di verificare la conformità dei meccanismi attuati per limitare la concentrazione e le rilocalizzazioni con il mercato unico e la normativa comunitaria sulla concorrenza.

I sistemi di gestione basati sui diritti di pesca possono inoltre contribuire ai problemi del "rigetto selettivo" * e dei rigetti in generale, che mettono in pericolo la sostenibilità delle risorse e complicano la valutazione del livello reale delle catture. Questi problemi esistevano già, indipendentemente dai sistemi di gestione basati sui diritti di pesca. La Commissione ha presentato un piano per l'eliminazione dei rigetti. Allo stesso modo, un controllo rafforzato delle attività di pesca è una condizione essenziale per la buona riuscita di qualsiasi sistema di gestione esistente.

Avviare il dibattito

Considerato che la PCP riconosce il principio della "stabilità relativa" per la ripartizione delle possibilità di pesca fra gli Stati membri, inteso ad assicurare "l'assegnazione a ciascuno di loro di una quota prevedibile degli stock", non sembra possibile introdurre un sistema comunitario di gestione basato su diritti di pesca liberamente scambiabili. È a livello nazionale che i metodi di gestione e di trasferimento dei diritti di pesca devono essere sviluppati. Questo non impedirà naturalmente lo scambio di contingenti fra Stati membri, che avviene già ora.

Dalle discussioni della Commissione con gli Stati membri e il settore alieutico sono emersi alcuni temi particolarmente sensibili relativi all'instaurazione dei sistemi di gestione basati sui diritti di pesca. Fra di essi si segnalano:

  • la questione della "stabilità relativa";
  • la trasferibilità dei diritti di pesca, che può comportare una concentrazione eccessiva, e spesso irreversibile, di tali diritti;
  • la ripartizione iniziale e la durata della validità di questi diritti;
  • i possibili svantaggi per il settore della pesca artigianale quando coesiste con imprese di pesca industriali;
  • i problemi dovuti al rigetto selettivo (high grading) e ai rigetti in generale;
  • la necessità di controlli efficienti in materia di applicazione.

Il dibattito comunitario, che intende essere il più ampio possibile, dovrebbe inoltre comprendere:

  • l'analisi dei sistemi nazionali esistenti;
  • il potenziamento della loro efficacia grazie alla condivisione delle migliori pratiche;
  • elementi transnazionali, quali la ricerca di sinergie fra i sistemi degli Stati membri o l'introduzione di scambi di contingenti fra Stati membri.

Questi temi dovrebbero essere affrontati nell'ambito di un dibattito necessario ed urgente sul futuro degli strumenti di gestione basati sui diritti di pesca. La Commissione alimenterà tale dibattito con una serie di studi e di consulenze di esperti. Essa prevede di sintetizzarne i risultati all'inizio del 2008, valutando la necessità di un'azione ulteriore e presentando al Consiglio e al Parlamento europeo una relazione che comprenderà, se del caso, proposte o raccomandazioni per dare seguito all'azione.

Termini chiave dell'atto
  • Rigetto selettivo (high grading): pratica che consiste nel rigettare in mare una parte del pescato per motivi economici, ad esempio quando i costi di trasporto del pesce sono superiori al suo valore commerciale o quando la stiva è riservata alla conservazione o al trasporto delle specie di maggior valore.
Ultima modifica: 05.12.2007
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