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Conservazione di taluni stock di grandi migratori

La Comunità europea partecipa ad organizzazioni regionali per la pesca (ORP) che stabiliscono un quadro di cooperazione in materia di conservazione e gestione degli stock di pesci grandi migratori. In qualità di parte contraente, la Comunità è tenuta ad applicare le misure di controllo e di sorveglianza derivanti dalle raccomandazioni adottate da tali ORP. Occorre dunque trasporre e raggruppare tali misure in un unico atto, ed integrarvi le misure di controllo riguardanti questi stock che sono attualmente disseminate in vari regolamenti comunitari.

ATTO

Regolamento (CE) n. 1936/2001 del Consiglio, del 27 settembre 2001, che stabilisce alcune misure di controllo applicabili alle attività di pesca di taluni stock di grandi migratori [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

Il Consiglio stabilisce le misure di controllo e di ispezione applicabili alle attività di pesca di taluni stock di grandi migratori riportati nell’allegato I del presente regolamento. Le principali specie interessate sono i tonni, i pesci spada, gli squali, ecc.

Le attività di pesca comunitarie dei grandi migratori si svolgono in varie zone marittime. Il presente regolamento si applica pertanto ai pescherecci battenti bandiera degli Stati membri immatricolati nella Comunità, che operano in una delle zone seguenti:

  • zona 1: tutte le acque dell’Oceano Atlantico e dei mari adiacenti comprese nella zona della convenzione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico * (convenzione ICCAT). Questa convenzione ha permesso di creare un’organizzazione per la pesca di cui la Comunità è divenuta membro nel 1997: la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT) (EN) (FR) (ES);
  • zona 2: tutte le acque dell’Oceano Indiano previste dalla Commissione per il tonno dell'Oceano Indiano * (IOTC) (EN) (FR);
  • zona 3: tutte le acque del Pacifico orientale comprese nella zona definita dall'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini.

MISURE DI CONTROLLO E DI ISPEZIONE APPLICABILI NELLA ZONA 1

Ingrasso del tonno rosso

Quando il tonno rosso viene trasferito da un peschereccio comunitario a una nave di trasporto in vista dell’ingrasso *, i capitani delle due navi sono tenuti a registrare una serie di dati nei rispettivi giornali di bordo (le quantità di tonno rosso trasferite, la zona di cattura, la data e la posizione in cui avviene il trasporto, ecc.). Inoltre, le autorità competenti degli Stati membri registrano le quantità di tonno rosso messe in gabbia da navi battenti la loro bandiera. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione i dati relativi alle quantità di tonno rosso catturate e messe in gabbia dalle navi battenti la loro bandiera nonché quelli relativi all’esportazione e all’importazione dei tonni rossi catturati e destinati all’ingrasso.

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che le aziende di ingrasso di tonno rosso soggette alla loro giurisdizione presentino alle competenti autorità una dichiarazione di messa in gabbia e siano iscritte al registro ICCAT. Essi devono inoltre trasmettere l’elenco delle navi autorizzate a pescare e/o a trasferire il tonno rosso in gabbia.

Notifica delle catture

Gli Stati membri trasmettono alla Commissione i dati sulle catture nominali annuali delle specie di cui all’allegato II. Essi comunicano anche le informazioni disponibili sulle catture e sul commercio di squali, nonché le stime dei dati relativi alle catture, compresi i rigetti in mare, e relativi agli sbarchi di marlin bianchi e marlin azzurri. La Commissione trasmette a sua volta tutti i dati al segretariato esecutivo dell’ICCAT.

Misure contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata

Gli Stati membri si adoperano per scoraggiare i propri cittadini dall'associarsi ad attività che compromettano l'attuazione delle misure di conservazione e di gestione dell'ICCAT.

Registro delle navi autorizzate a pescare nella zona della convenzione

Ogni Stato membro comunica alla Commissione l’elenco delle navi battenti la sua bandiera e immatricolate nel suo territorio, di lunghezza fuori tutto superiore a 24 metri, autorizzate a pescare tonnidi e specie affini nella zona della convenzione ICCAT. La Commissione trasmette queste informazioni al segretariato esecutivo dell’ICCAT. Gli Stati membri garantiscono che solo le navi iscritte sull’elenco esercitino attività di pesca.

Operazioni di trasbordo

Le navi iscritte nell’elenco ICCAT che pescano con i palangari possono effettuare operazioni di trasbordo nella zona della convenzione ICCAT solamente dopo aver ricevuto l’autorizzazione preventiva dalle autorità competenti dello Stato membro di bandiera.

Relazione annuale

Gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione una relazione secondo il formato adottato dall’ICCAT, includendovi informazioni sull’attuazione del sistema di sorveglianza via satellite e una «tabella di dichiarazione ICCAT».

Procedure d’ispezione in porto

Gli Stati membri designano per le ispezioni dei loro porti ispettori incaricati di sorvegliare e di ispezionare le operazioni di trasbordo e di sbarco, rilasciando loro un documento identificativo speciale. Il capitano della nave collabora durante l’ispezione della nave fornendo agli ispettori i mezzi per esaminare tutte le zone, le attrezzature e i documenti.

Procedure in caso di infrazione

Se ha seri motivi di ritenere che un peschereccio abbia svolto un’attività contraria alle misure di conservazione adottate dall’ICCAT, l’ispettore annota l’infrazione nel rapporto di ispezione, adotta tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza degli elementi di prova e trasmette il rapporto alle proprie autorità. Lo Stato membro che ha ricevuto la notifica di un’infrazione commessa da una nave che batte la sua bandiera agisce rapidamente al fine di ottenere ed esaminare le prove e condurre le indagini necessarie e, se possibile, di ispezionare la nave. Lo Stato membro comunica in seguito alla Commissione le sanzioni e le misure adottate nei confronti della nave interessata. A sua volta, la Commissione informa il segretariato esecutivo dell’ICCAT.

Misure specifiche applicabili alle navi prive di nazionalità e navi di parti non contraenti

Ai pescherecci comunitari è fatto divieto di ricevere trasbordi di pesci delle specie di cui all'allegato I da navi prive di nazionalità o battenti bandiera di una parte non contraente che non abbia lo status di «cooperante». Gli Stati membri trasmettono alla Commissione i risultati delle ispezioni eventuali di navi prive di nazionalità e le necessarie misure che essi hanno adottato in conformità del diritto internazionale.

MISURE DI CONTROLLO E DI ISPEZIONE APPLICABILI NELLA ZONA 2

Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché le navi battenti la sua bandiera rispettino le misure applicabili nella zona.

Registro delle navi autorizzate

Ogni Stato membro comunica alla Commissione l'elenco delle navi battenti la sua bandiera e immatricolate nel suo territorio, di lunghezza fuori tutto superiore a 24 metri, autorizzate a pescare tonnidi e specie affini nella zona dell’IOCT. La Commissione trasmette queste informazioni al segretariato esecutivo dell’IOCT. Gli Stati membri si assicurano che solo le navi iscritte sull’elenco esercitino attività di pesca.

Operazioni di trasbordo

Le navi iscritte nell’elenco dell’IOCT che pescano con i palangari possono effettuare operazioni di trasbordo nella zona di pesca dell’IOCT solamente dopo aver ricevuto l’autorizzazione preventiva dalle autorità competenti dello Stato membro di bandiera.

Marcatura degli attrezzi da pesca

Per gli attrezzi da pesca dei pescherecci comunitari autorizzati a pescare nella zona dell’IOCT è prevista una marcatura particolare.

Comunicazione di statistiche a fini scientifici

Gli Stati membri trasmettono al segretariato dell’IOTC varie statistiche sulle catture e lo sforzo di pesca dei grandi migratori. Essi creano una banca dati informatica contenente le informazioni relative alle statistiche previste, garantendo l'accesso alla Commissione.

Procedure d’ispezione in porto

Gli Stati membri designano per le ispezioni dei loro porti ispettori incaricati di sorvegliare e di ispezionare le operazioni di trasbordo e di sbarco delle specie di cui all’allegato I. Gli Stati membri rilasciano un documento identificativo speciale ad ogni ispettore. Il capitano della nave collabora durante l’ispezione della nave fornendo i mezzi per esaminare le zone, le attrezzature e i documenti.

Procedure in caso di infrazione

Se ha seri motivi di ritenere che un peschereccio abbia svolto un’attività contraria alle misure di conservazione adottate dall’IOTC, l’ispettore annota l’infrazione nel rapporto di ispezione, adotta tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza degli elementi di prova e trasmette il rapporto alle proprie autorità. Lo Stato membro che ha ricevuto la notifica di un’infrazione commessa da una nave che batte la sua bandiera agisce rapidamente al fine di ottenere ed esaminare le prove, condurre le indagini necessarie ed ispezionare la nave. Lo Stato membro comunica in seguito alla Commissione le sanzioni e le misure adottate nei confronti della nave interessata. A sua volta, la Commissione informa il segretariato esecutivo dell’IOTC.

Misure specifiche applicabili alle navi prive di nazionalità e navi di parti non contraenti

Ai pescherecci comunitari è fatto divieto di ricevere trasbordi di pesci delle specie di cui all'allegato I da navi prive di nazionalità o battenti bandiera di una parte non contraente che non abbia lo status di «cooperante». Gli Stati membri trasmettono alla Commissione i risultati delle ispezioni eventuali di navi prive di nazionalità e le necessarie misure che essi hanno adottato in conformità del diritto internazionale.

MISURE DI CONTROLLO E DI ISPEZIONE APPLICABILI NELLA ZONA 3

Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché le navi battenti la sua bandiera rispettino le misure IATTC recepite nel diritto comunitario e le misure applicabili dell'accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini.

La Commissione è assistita dal comitato per il settore della pesca e dell’acquacoltura.

Termini chiave dell’atto
  • Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare: questa convenzione, entrata in vigore nel 1994, costituisce la base del diritto marittimo internazionale. Essa disciplina numerosi aspetti degli affari marittimi, dalla pesca alla navigazione, dall’inquinamento marino alla ricerca scientifica.
  • Convenzione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (convenzione ICCAT): con questa convenzione, di cui la Comunità è parte contraente dal 14 novembre 1997, è stata creata la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT). Le raccomandazioni adottate da quest’ultima in materia di conservazione e gestione nella zona della convenzione sono vincolanti per le parti contraenti.
  • Commissione per il tonno dell’Oceano Indiano (IOTC): questa commissione, di cui la Comunità è membro dal 18 settembre 1995, fornisce un utile strumento per rafforzare la cooperazione internazionale ai fini della conservazione e dello sfruttamento razionale dei tonni e delle specie affini dell’Oceano Indiano e delle zone adiacenti. Essa adotta raccomandazioni vincolanti per le parti contraenti.
  • Ingrasso: si tratta dell’allevamento di individui in gabbie per aumentarne il peso o il tenore in grasso ai fini della commercializzazione.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 1936/2001

23.10.2001

-

GU L 263 del 3.10.2001

Atto(i) modificatore(i)Entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 869/2004

7.5.2004

-

GU L 162 del 30.4.2004

Regolamento (CE) n. 1005/2008

29.10.2008

-

GU L 286 del 29.10.2008

Regolamento (CE) n. 302/2009

18.4.2009

-

GU L 96 del 15.4.2009

Le successive modifiche e correzioni al regolamento (CE) n. 1936/2001 sono state integrate nel testo di base. Questa versione consolidata  ha unicamente un valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca [Gazzetta ufficiale L 343 del 22.12.2009].

Regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999.

Regolamento (CE) n. 199/2008 del Consiglio, del 25 febbraio 2008, che istituisce un quadro comunitario per la raccolta, la gestione e l’uso di dati nel settore della pesca e un sostegno alla consulenza scientifica relativa alla politica comune della pesca [Gazzetta ufficiale L 60 del 5.3.2008].

Regolamento (CE) n. 1984/2003 del Consiglio, dell’8 aprile 2003, che istituisce nella Comunità un regime di registrazione statistica relativo al tonno rosso, al pesce spada e al tonno obeso [Gazzetta ufficiale L 295 del 13.11.2003].
Cfr. versione consolidata

Ultima modifica: 08.12.2010
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