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Strategia sulla biodiversità fino al 2020

L'Unione europea (UE) adotta una strategia per proteggere e migliorare lo stato della biodiversità in Europa nel prossimo decennio. Tale strategia prevede sei obiettivi che riguardano le principali cause della perdita di biodiversità e che permetteranno di ridurre le pressioni più forti subite dalla natura.

ATTO

Comunicazione della Commissione del 3 giugno 2011, dal titolo: «La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020» [COM(2011) 244 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Questa strategia si prefigge di arrestare la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi nell’Unione europea (UE) entro il 2020, definendo sei obiettivi prioritari. Tale strategia è parte integrante della strategia Europa 2020, in particolare dell’iniziativa faro «Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse».

Obiettivo 1: conservare e ripristinare l’ambiente naturale

L’UE deve dare piena attuazione delle direttive «Uccelli» e «Habitat». Queste due direttive sono la colonna portante della politica europea in materia di biodiversità. Finora hanno registrato alcune importanti realizzazioni come la creazione di Natura 2000, la più grande rete mondiale di zone protette che copre più di 750 000 km2. Tuttavia i progressi sono ancora insufficienti per conseguire uno stato di conservazione soddisfacente di tutti gli habitat e le specie di importanza europea. Per raggiungere il primo obiettivo di questa strategia, gli Stati membri devono attuare meglio la legislazione esistente. In particolare, essi devono garantire la gestione e il ripristino dei siti Natura 2000, investendo le risorse necessarie. Tali azioni contribuiranno ad arrestare la perdita di biodiversità e ad assicurarne il ripristino nel 2020.

Obiettivo 2: preservare e valorizzare gli ecosistemi e i loro servizi

L'integrazione di un’infrastruttura verde, il ripristino di almeno il 15 % degli ecosistemi degradati entro il 2020 e lo sviluppo di un’iniziativa volta a garantire che non vi siano perdite nette di ecosistemi e dei relativi servizi entro il 2015 saranno misure indispensabili per conservare e valorizzare i servizi ecosistemici (ad esempio, l'impollinazione delle colture da parte delle api).

Obiettivo 3: garantire la sostenibilità dell'agricoltura e della silvicoltura

Gli strumenti previsti nell'ambito della PAC dovrebbero contribuire ad estendere le superfici agricole coltivate a prati, seminativi e colture permanenti attraverso misure di biodiversità entro il 2020.

Entro il 2020 saranno attuati piani di gestione forestale o strumenti equivalenti per tutte le foreste di proprietà pubblica e per le aziende forestali di dimensioni superiori a una determinata superficie. Tali piani dovranno garantire una gestione sostenibile delle foreste per poter beneficiare di finanziamenti a titolo della politica di sviluppo rurale dell'UE.

Le misure adottate per garantire una gestione sostenibile in entrambi i settori devono contribuire anche al conseguimento degli obiettivi 1 e 2 della strategia.

Obiettivo 4: garantire l’uso sostenibile delle risorse alieutiche

Le misure adottate nel quadro della riforma della politica comune della pesca dovrebbero permettere di conseguire il rendimento massimo sostenibile entro il 2015. Per questo, è essenziale raggiungere una distribuzione della popolazione per età e dimensioni, indicativa di uno stock in buone condizioni. Grazie ad una gestione della pesca senza effetti negativi sugli altri stock, specie ed ecosistemi, sarà possibile conseguire un buono stato ecologico entro il 2020, in linea con la direttiva quadro «Strategia per l'ambiente marino».

Obiettivo 5: combattere le specie esotiche invasive

Ad eccezione della legislazione relativa all’impiego in acquacoltura di specie esotiche e di specie localmente assenti, non esiste attualmente a livello dell’UE una politica globale specifica per combattere contro le specie esotiche invasive. Tuttavia, queste specie sono una grave minaccia per la biodiversità europea. E’ quindi necessario classificarle, isolarle o sradicarle, e controllare la loro introduzione per evitare la comparsa di nuove specie. A questo scopo, la Commissione intende colmare le lacune politiche nella lotta contro le specie esotiche invasive attraverso uno strumento legislativo ad hoc.

Obiettivo 6: gestire la crisi della biodiversità a livello mondiale

L'UE deve intensificare il suo contributo alla lotta contro la perdita di biodiversità a livello mondiale mantenendo gli impegni assunti in occasione della 10a conferenza delle parti (CoP10) della convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, tenutasi a Nagoya nel 2010. In occasione di questa conferenza, l'UE si è impegnata a:

  • raggiungere gli obiettivi fissati dal piano strategico mondiale per la biodiversità 2011-2020;
  • attuare il protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e alla giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dal loro uso (protocollo APA); e
  • mobilitare risorse di finanziamento ulteriori per affrontare la sfida della protezione della biodiversità nel mondo.

Contesto

La strategia risponde ai due grandi impegni assunti dai leader europei nel marzo 2010: arrestare la perdita di biodiversità nell'UE entro il 2020 e proteggere, valutare e ripristinare la biodiversità e i servizi ecosistemici nell’UE entro il 2050.

Ultima modifica: 09.12.2011

Vedi anche

  • Nazioni Unite, FR Convenzione sulla biodiversità (EN) (FR)
  • Sistema europeo di informazione sulla biodiversità (EN)
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