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Formazione giudiziaria nell'Unione europea

La formazione giudiziaria è determinante per porre in essere lo spazio giudiziario europeo. Iscritta nel programma dell'Aia, la formazione giudiziaria comune deve concentrarsi sulla conoscenza degli strumenti giuridici dell'Unione, dei sistemi giudiziari degli Stati membri, ma anche sul miglioramento della formazione linguistica per agevolare la comunicazione.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 29 giugno 2006 sulla formazione giudiziaria nell'Unione europea [COM(2006) 356 def. - Non pubblicata nella Gazzetta Ufficiale].

SINTESI

Di fronte all'evoluzione dell'Unione europea (UE) verso uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia, la Commissione europea ritiene che sia essenziale per gli operatori della giustizia dei singoli Stati membri acquisire una cultura giuridica europea comune. Per raggiungere questo obiettivo, gli Stati membri dovranno prendere dimestichezza con i reciproci ordinamenti, imparare le rispettive lingue e abituarsi a lavorare nell'ambito di un partenariato transnazionale e di un reciproco riconoscimento, al fine di promuovere la cooperazione fra le autorità giudiziarie.

Diversità della formazione giudiziaria negli Stati membri

I sistemi di formazione giudiziaria sono intrinsecamente legati all'organizzazione giudiziaria degli Stati membri e differiscono alquanto nei meccanismi di reclutamento delle professioni legali (giudici, pubblici ministeri, avvocati):

  • la formazione iniziale dei giudici, e talvolta dei pubblici ministeri, è più o meno approfondita a seconda che vengano reclutati alla fine degli studi universitari o dopo anni di esperienza professionale. La formazione continua varia da uno Stato membro all'altro;
  • differenze tra iter di formazione unico o differenziato: alcuni Stati membri hanno un'istituzione unica cui compete formare i giudici e i pubblici ministeri; altri optano per iter formativi distinti. Per quel che riguarda gli avvocati, la formazione dipende spesso dagli ordini professionali, talvolta in collegamento con le università;
  • la durata della formazione e il modo in cui è finanziata in funzione della specializzazione scelta varia da uno Stato membro all'altro.

È possibile che questo stato di cose riguardi anche altre giurisdizioni specialistiche (amministrative, militari).

L'Unione non desidera in alcun modo interferire con l'organizzazione dei sistemi nazionali di formazione. Tuttavia, rafforzare lo spazio giudiziario europeo presuppone la stessa qualità della formazione. Inoltre, i finanziamenti europei possono essere solo complementari ai finanziamenti nazionali.

Aspetti europei della formazione giudiziaria

L'UE opera da oltre 15 anni per creare una rete europea di formazione giudiziaria ( (FR)) (REFG) dalla quale dipende lo sviluppo di una cultura giudiziaria comune. Con iniziative quali Grotius ( (FR)) e il varo di un programma quadro «diritti fondamentali e giustizia» (2007-2013), l'Unione tenta di potenziare i mezzi destinati alla formazione giudiziaria nello Spazio europeo e di utilizzarli in modo più mirato.

Oltre agli strumenti finanziari, svolgono un ruolo di rilievo in materia di formazione e di diffusione delle informazioni anche i meccanismi per aiutare la cooperazione, quali la rete giudiziaria civile, Eurojust o la rete giudiziaria penale.

Esistono poi numerose istituzioni a vocazione europea che organizzano regolarmente formazioni destinate alle professioni legali, quali l'istituto europeo di amministrazione pubblica (IEAP) (EN) di Maastricht, il Centro europeo della magistratura e delle professioni giuridiche o la "Europaïsche Rechtsakademie" (Accademia di diritto europeo) di Treviri.

La REFG, istituita nel 2000, si prefigge di promuovere un programma di formazione giudiziaria su scala europea. Questo strumento prezioso per sviluppare la formazione giudiziaria e per coordinare l'azione delle varie strutture nazionali in campo giuridico all'interno dell'Unione ha beneficiato di sovvenzioni di funzionamento UE nel 2003 e nel 2005. Dal 2007, la Commissione eroga alla rete una sovvenzione annuale iscritta nel programma-quadro «diritti fondamentali e giustizia» (programma specifico «giustizia penale»).

Efficienza e obiettivi della formazione giudiziaria europea

La responsabilità di organizzare la formazione giudiziaria incombe anzitutto agli Stati membri, ai quali spetta anche integrare appieno la dimensione europea nelle loro attività nazionali. La comunicazione indica con chiarezza che a loro compete in primo luogo ideare e realizzare attività di formazione date le peculiarità delle singole culture giuridiche. Vi è tuttavia spazio per un intervento dell'Unione in questo campo. La Commissione ha pertanto individuato due branche prioritarie:

  • l'applicazione consona del diritto comunitario, che dipende in gran parte dal modo in cui viene praticata dalle professioni legali e in particolare dai magistrati;
  • lo sviluppo del principio di reciproco riconoscimento, che si fonda sulla fiducia e la cooperazione fra le autorità giuridiche.

La Commissione ha inoltre rilevato le esigenze seguenti in materia di formazione giudiziaria:

  • migliorare la conoscenza degli strumenti giuridici adottati dall'Unione e dalla Comunità, in particolare nei settori in cui i giudici nazionali sono investiti di poteri specifici;
  • perfezionare le competenze linguistiche, onde permettere alle autorità giudiziarie di comunicare direttamente tra loro, come prevede la maggior parte degli strumenti;
  • sviluppare la conoscenza dei sistemi giuridici e giudiziari degli Stati membri al fine di valutarne le rispettive esigenze nell'ambito della cooperazione giudiziaria.

Sotto il profilo metodologico, la formazione deve insistere sugli aspetti pratici, nell'intento di:

  • sviluppare metodi che consentano una diffusione più ampia dei risultati della formazione, accanto ad azioni più classiche come convegni e seminari;
  • utilizzare strumenti di formazione innovanti e rendere disponibili in linea gli strumenti dell'Unione e le informazioni sui sistemi giudiziari nazionali;
  • favorire la stretta cooperazione fra gli istituti di formazione nazionali e quelli a vocazione europea - da un lato la REFG, dall'altro Eurojust, la rete giudiziaria civile e la rete giudiziaria penale. Una migliore cooperazione che rispetti le tradizioni nazionali permetterà di raffrontare punti di vista e di scambiare esperienze.

Strategia europea in materia di formazione giudiziaria

Il programma dell'Aia insiste sulla necessità di integrare una componente europea nei programmi nazionali di formazione, in particolare nel campo della formazione di base. I futuri operatori avranno in tal modo la sensazione di appartenere a un medesimo spazio di diritto e di valori. Inoltre, la formazione continua deve permettere a professionisti con un'esperienza alle spalle di far propri gli strumenti giuridici adottati dall'Unione.

La Commissione desidera anzitutto sostenere finanziariamente la formazione delle professioni giudiziarie in materia di diritto dell'Unione e di diritto comunitario, attraverso il programma-quadro 2007-2013 «diritti fondamentali e giustizia». Inoltre, per meglio focalizzare le esigenze essenziali, i principali soggetti della formazione giudiziaria negli Stati membri verranno regolarmente consultati per elaborare una strategia pluriennale.

La REFG deve essere sostenuta se si vuole migliorare il coordinamento fra le autorità nazionali e sviluppare tra loro relazioni stabili e strette, istituendo una sovvenzione annuale di funzionamento conforme alla normativa finanziaria. La REFG dovrebbe altresì essere in grado di impegnarsi nell'ideazione di programmi interamente europei, di concerto con gli altri organi competenti. La REFG raggruppa le istituzioni per la formazione dei giudici e dei pubblici ministeri, anche se questi ultimi, in alcuni Stati membri, non appartengono a tutti gli effetti all'ordine giudiziario. Inoltre, nel 2006 la Commissione ha adottato la decisione di finanziamento per l'applicazione del programma di scambio tra le autorità giudiziarie. Nel quadro di questo strumento, la Commissione ha stabilito che la REFG deve detenere il monopolio negli scambi tra giudici e pubblici ministeri a livello di tutta l'Unione. Occorrerà esaminare poi il problema della partecipazione dei giudici specializzati, come pure quello della formazione degli avvocati.

Sarà necessaria una semplificazione finanziaria per erogare finanziamenti europei più mirati ai progetti che consentano di raggiungere categorie specifiche; il ricorso a convenzioni quadro di partenariato potrà a sua volta servire per stabilizzare le relazioni con istituti qualificati. La Commissione potrà inoltre ricorrere a gare d'appalto per progetti su più ampia scala.

Da ultimo, la formazione giudiziaria deve potersi integrare in un contesto internazionale più ampio, che trascenda le frontiere dell'Unione, per agevolare la cooperazione giudiziaria con i paesi terzi e potenziare lo Stato di diritto nel mondo.

Antecedenti

Nel dicembre 2001, il Consiglio di Laeken aveva esortato a realizzare in tempi brevi una rete europea per promuovere la formazione dei magistrati; l'obiettivo di tale rete era di infondere fiducia tra i soggetti della cooperazione giudiziaria. Analogamente, il programma dell'Aia adottato nel novembre 2004 insiste sulla necessità di incrementare la fiducia reciproca migliorando la conoscenza dei vari sistemi giuridici e la compresione tra autorità giudiziarie. Queste decisioni si preffigono di costruire un'autentica cultura giudiziaria europea comune.

ATTI COLLEGATI

Iniziativa della Repubblica francese per l'adozione di una decisione del Consiglio che istituisca una rete europea di formazione giudiziaria [CNS (2000) 0829 - Gazzetta ufficiale C 18 del 19.1.2001].

Ultima modifica: 13.07.2007

Vedi anche

Per ulteriori informazioni, si consulti il sito Internet della Commissione europea, Direzione generale (DG) Giustizia, libertà e sicurezza (DE) (EN) (FR).

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