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Esecuzione dei provvedimenti di blocco dei beni o di sequestro probatorio

Il principio del reciproco riconoscimento è il fondamento della cooperazione giudiziaria fra gli Stati membri dell’Unione europea (UE) tanto in materia civile quanto in materia penale. Tale principio presuppone la sicurezza che le decisioni da riconoscere e attuare sono sempre adottate in conformità dei principi di legalità, sussidiarietà e proporzionalità. Con la presente decisione quadro il Consiglio estende il principio alle ordinanze preprocessuali di blocco dei beni o di sequestro probatorio.

ATTO

Decisione quadro 2003/577/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa all’esecuzione nell’Unione europea dei provvedimenti di blocco dei beni o di sequestro probatorio.

SINTESI

Il Consiglio ha adottato questa decisione quadro nel 2003 basandosi su un'iniziativa del Belgio, della Francia e della Svezia. Scopo della presente decisione quadro è stabilire le norme secondo le quali uno Stato membro riconosce ed esegue nel suo territorio un provvedimento di blocco o di sequestro emesso da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro nell’ambito di un procedimento penale.

Reciproco riconoscimento delle ordinanze preprocessuali

Il Consiglio estende il principio del reciproco riconoscimento alle ordinanze preprocessuali di blocco dei beni o di sequestro probatorio. Con «provvedimento di blocco o di sequestro» si intende qualsiasi provvedimento adottato da un’autorità giudiziaria competente dello Stato di emissione per impedire provvisoriamente ogni operazione volta a distruggere, trasformare, spostare, trasferire o alienare beni che potrebbero essere oggetto di confisca o costituire una prova. Ai fini della presente decisione quadro si intendono per prova gli oggetti e i documenti o i dati che possono essere utilizzati a fini probatori in procedimenti penali.

Lo Stato che ha preso, convalidato o comunque confermato un provvedimento di blocco o di sequestro nell’ambito di un procedimento penale è lo «Stato di emissione». Lo «Stato di esecuzione» è lo Stato membro nel cui territorio si trova il bene o la prova.

Decisioni eseguite senza il controllo della doppia incriminabilità

L’articolo 3 della decisione quadro elenca una serie di reati gravi. Essi non richiedono il controllo della doppia incriminabilità se sono punibili nello Stato di emissione con una pena privativa della libertà per un periodo massimo di almeno tre anni. Fra tali reati figurano:

  • partecipazione a un’organizzazione criminale;
  • terrorismo;
  • corruzione e frode;
  • tratta di esseri umani;
  • razzismo;
  • stupro.

L’elenco non è esaustivo e il Consiglio può decidere in qualsiasi momento di inserirvi altre categorie di reati. Il Consiglio esamina, alla luce della relazione che la Commissione gli sottopone, se sia opportuno estendere tale elenco, deliberando all’unanimità e previa consultazione del Parlamento europeo.

Condizioni per il riconoscimento e l’esecuzione di una decisione

Per i reati non inclusi nell’elenco, lo Stato di esecuzione può subordinare il riconoscimento e l’esecuzione di un provvedimento di blocco o di sequestro a talune condizioni:

  • ottenimento di prove: i fatti per i quali il provvedimento è stato emesso costituiscono un reato ai sensi della legge di tale Stato indipendentemente dagli elementi costitutivi o dalla qualifica dello stesso ai sensi della legge dello Stato di emissione;
  • confisca di beni: i fatti per i quali il provvedimento è stato emesso devono costituire un reato che, ai sensi della legge dello Stato di esecuzione, consente il sequestro, indipendentemente dagli elementi costitutivi o dalla qualifica dello stesso ai sensi della legge dello Stato di emissione.

Procedura di esecuzione

La decisione quadro prevede un certificato per la richiesta di esecuzione. Il certificato è trasmesso dall’autorità giudiziaria che l’ha emesso direttamente all’autorità giudiziaria competente per l’esecuzione nell’altro Stato membro. Il Regno Unito e l’Irlanda possono, anteriormente al 2 agosto 2005, specificare in una dichiarazione che il provvedimento di blocco o di sequestro, corredato del certificato, deve essere trasmesso attraverso l’autorità centrale precisata nella rispettiva dichiarazione. La portata di tale dichiarazione può essere limitata da un’ulteriore dichiarazione in qualsiasi momento.

Le autorità giudiziarie competenti dello Stato di esecuzione devono riconoscere un provvedimento di blocco o di sequestro senza che siano necessarie altre formalità e adottano senza indugio le misure necessarie alla sua esecuzione immediata. Lo Stato di esecuzione deve inoltre osservare le formalità e procedure espressamente indicate dall’autorità giudiziaria competente dello Stato di emissione per l’esecuzione del provvedimento di blocco o di sequestro. Se tali formalità e procedure sono in conflitto con i principi fondamentali del diritto dello Stato di esecuzione, non occorre osservarle.

Lo Stato di esecuzione mantiene il bene bloccato o sotto sequestro fino a quando non abbia risposto in maniera definitiva alla richiesta.

Motivi di non riconoscimento o di non esecuzione

Le autorità giudiziarie competenti dello Stato di esecuzione possono rifiutare il riconoscimento o l’esecuzione del provvedimento di blocco o di sequestro solo qualora:

  • il certificato non sia prodotto, sia incompleto o non corrisponda manifestamente al provvedimento in questione;
  • sussistano immunità o privilegi a norma del diritto dello Stato di esecuzione che rendono impossibile l’esecuzione dello stesso;
  • dalle informazioni contenute nel certificato risulti immediatamente evidente che l’assistenza giudiziaria violerebbe il principio del ne bis in idem – non può essere avviato un nuovo procedimento, se una sentenza definitiva è già stata emessa per gli stessi fatti;
  • il fatto che è alla base del provvedimento di blocco o di sequestro non costituisce un reato ai sensi della legge dello Stato di esecuzione. A tal proposito valgono due condizioni:

- il fatto non deve figurare nell’elenco dei reati di cui all’articolo 3 per i quali l’esecuzione è automatica;

- in materia di tasse o di imposte, di dogana e di cambio, l’esecuzione del provvedimento di blocco o di sequestro non può essere rifiutata in base al fatto che la legislazione dello Stato di esecuzione non impone lo stesso tipo di tasse o di imposte o non contiene lo stesso tipo di regolamenti in materia di tasse o di imposte, di dogana e di cambio della legislazione dello Stato di emissione.

L’autorità giudiziaria competente dello Stato di esecuzione può rinviare l’esecuzione di un provvedimento di blocco o di sequestro trasmesso:

  • qualora l’esecuzione dello stesso possa pregiudicare un’indagine penale in corso;
  • qualora i beni o la prova interessati abbiano già formato oggetto di un provvedimento di blocco o di sequestro nell’ambito di procedimenti penali;
  • qualora tale bene sia già oggetto di un provvedimento preso nel corso di altri procedimenti nello Stato di esecuzione. Tuttavia, tale provvedimento deve avere la precedenza su altri successivi provvedimenti di blocco o di sequestro nell’ambito di procedimenti penali a livello nazionale ai sensi del diritto interno.

Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per consentire ad ogni parte interessata, compresi i terzi in buona fede, di disporre di mezzi di impugnazione senza effetto sospensivo contro i provvedimenti di blocco o di sequestro.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Decisione quadro 2003/577/GAI

2.8.20032.8.2005GU L 196 del 2.8.2005

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione, del 22 dicembre 2008, a norma dell’articolo 14 della decisione quadro 2003/577/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa all’esecuzione nell’Unione europea dei provvedimenti di blocco dei beni o di sequestro probatorio [COM(2008) 885 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La presente relazione analizza le misure di recepimento adottate dagli Stati membri per attuare la decisione quadro 2003/577/GAI. A fine ottobre 2008, tuttavia, soltanto 19 Stati membri avevano notificato alla Commissione il recepimento delle disposizioni nella propria legislazione nazionale. Si è riscontrato che le legislazioni nazionali presentano diverse omissioni e interpretazioni erronee, e alcune di esse non fanno neanche riferimento alla decisione quadro. L’attuazione della decisione quadro non può quindi essere considerata soddisfacente.
Lo scopo della decisione quadro e le definizioni sono stati nel complesso ben attuati dagli Stati membri. In modo analogo, un cospicuo numero di Stati membri ha attuato l’elenco di figure di reato non soggette al controllo della doppia incriminabilità.
In termini di procedura, è necessario migliorare la trasmissione diretta dei provvedimenti di blocco o di sequestro fra le autorità giudiziarie. Attualmente, molti Stati membri richiedono la trasmissione attraverso un’autorità centrale. Ciononostante, quasi tutti gli Stati membri hanno attuato le disposizioni sull’esecuzione immediata delle decisioni e sulla durata del blocco o del sequestro.
È necessario migliorare l’attuazione delle disposizioni riguardanti i motivi di non riconoscimento e di non esecuzione. Gli Stati membri hanno attuato la maggior parte di questi motivi, ma spesso li hanno recepiti come motivi obbligatori. Inoltre, 14 Stati membri hanno introdotto ulteriori motivi di rifiuto. Ciò chiaramente non è conforme alla decisione quadro.
Per quanto riguarda i motivi di rinvio dell’esecuzione, la maggior parte degli Stati membri ha attuato le disposizioni, almeno in parte. Inoltre, tutti gli Stati membri consentono di disporre di mezzi di impugnazione e solitamente le misure previste sono senza effetto sospensivo.
La Commissione invita gli Stati membri a esaminare la presente relazione, a procedere con le azoni legislative necessarie e a trasmetterle, insieme al segretariato generale del Consiglio dell’Unione europea, ogni altra informazione utile, rispettando così gli obblighi imposti dall’articolo 14 della decisione quadro.

Ultima modifica: 12.02.2009

Vedi anche

Per maggiori informazioni si rinvia al sito "Reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie" (EN) della direzione generale Giustizia, libertà e sicurezza della Commissione europea.

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