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Reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie

La presente decisione quadro estende il principio del reciproco riconoscimento, il fondamento della cooperazione giudiziaria, alle sanzioni pecuniarie.

ATTO

Decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio, del 24 febbraio 2005, relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

Questa decisione quadro scaturisce da un’iniziativa (DA) (DE) (EL) (EN) (ES) (FR) (NL) (PT) (FI) (SV) del Regno Unito, della Repubblica francese e del Regno di Svezia. Essa estende il principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie comminate dalle autorità giudiziarie e amministrative di un altro Stato membro.

Riconoscimento ed esecuzione delle decisioni

Il principio del reciproco riconoscimento delle decisioni si applica alle sanzioni pecuniarie *. Le autorità competenti devono riconoscere le decisioni riguardanti le sanzioni pecuniarie trasmesse da un altro Stato membro senza richiesta di ulteriori formalità.

Tali sanzioni vengono comminate in caso di infrazioni quali la partecipazione ad un’organizzazione criminale, il terrorismo, la tratta di esseri umani, il traffico illecito di armi, la truffa, il traffico di veicoli rubati, lo stupro, ecc. La decisione quadro include anche le sanzioni pecuniarie comminate per infrazioni al codice della strada.

Per quanto riguarda i reati diversi da quelli elencati nella decisione quadro, lo Stato di esecuzione può subordinare il riconoscimento e l’esecuzione di una decisione alla condizione che la decisione si riferisca a una condotta che costituirebbe un reato ai sensi della legge dello Stato di esecuzione.

La decisione che infligge una sanzione pecuniaria può riguardare sia una persona fisica (essere umano) che una persona giuridica (società).

Le sanzioni devono essere comminate dalle autorità giudiziarie o amministrative degli Stati membri. Ciascuno Stato membro dovrà informare il segretariato generale del Consiglio in merito alle autorità che, ai sensi della propria legislazione nazionale, sono competenti. La decisione che infligge una sanzione pecuniaria deve essere definitiva, ossia non deve essere più possibile appellarsi contro di essa. In base all’organizzazione del proprio sistema interno, gli Stati membri possono designare una o più autorità centrali quali responsabili della trasmissione delle decisioni.

Trasmissione delle decisioni

La decisione che infligge una sanzione pecuniaria viene trasmessa dallo «Stato della decisione», ovvero lo Stato membro in cui è stata emessa la decisione, allo «Stato di esecuzione», ovvero lo Stato membro che esegue la decisione sul proprio territorio. A tale scopo, la decisione quadro predispone un certificato che deve accompagnare la decisione, il cui modello figura nel suo allegato. Tale certificato deve essere redatto nella lingua ufficiale dello Stato di esecuzione. Lo Stato della decisione trasmette quest’ultima a un solo Stato di esecuzione per volta. La decisione viene trasmessa alle autorità competenti dello Stato membro in cui la persona fisica o giuridica in questione dispone di beni o di un reddito, ha la sua residenza abituale o, nel caso di una persona giuridica, ha la propria sede statutaria. Gli Stati membri rinunciano a reclamare il rimborso delle spese risultanti dall’applicazione della presente decisione quadro.

Per l’Irlanda e il Regno Unito è previsto un sistema speciale; questi Stati possono dichiarare che la decisione, corredata del certificato, debba essere inviata tramite la propria autorità centrale designata. In qualsiasi momento, tali Stati membri possono limitare la portata di tale dichiarazione allo scopo di dare maggiore efficacia alla gestione della trasmissione delle decisioni. Essi procedono in tal senso quando sono messe in applicazione nei loro confronti le disposizioni sull’assistenza giudiziaria della Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen.

Motivi di diniego di riconoscimento e di esecuzione

Lo Stato cui è stata trasmessa la decisione può rifiutare l’esecuzione della decisione qualora il certificato previsto dalla presente decisione quadro non sia prodotto, sia incompleto o non corrisponda manifestamente alla decisione in questione.

L’esecuzione può inoltre essere rifiutata se risulta che:

  • esiste una decisione per gli stessi fatti nei confronti della persona condannata nello Stato di esecuzione o in uno Stato diverso dallo Stato della decisione o dallo Stato di esecuzione e, in quest’ultimo caso, la decisione ha ricevuto esecuzione;
  • la decisione si riferisce ad atti non elencati come infrazioni nella presente decisione quadro o che non costituirebbero reato ai sensi della legge dello Stato di esecuzione;
  • la sanzione è caduta in prescrizione ai sensi della legge dello Stato di esecuzione e la decisione si riferisce ad atti che rientrano nella competenza di detto Stato secondo la legislazione di quest’ultimo;
  • la decisione si riferisce ad atti considerati dalla legge dello Stato di esecuzione come compiuti nel suo territorio o ad atti compiuti al di fuori del territorio dello Stato di esecuzione quando la sua legge nazionale non consente azioni penali per gli stessi reati;
  • esiste un’immunità ai sensi della legge dello Stato di esecuzione che rende impossibile l’esecuzione della decisione;
  • la sanzione è stata inflitta a una persona fisica che, in base alla legislazione dello Stato di esecuzione, non poteva ancora considerarsi penalmente responsabile a causa della sua età;
  • in base al certificato che accompagna la decisione, la persona interessata non è stata informata del suo diritto di opporsi al procedimento e dei termini di prescrizione;
  • la decisione stabilisce che la sanzione pecuniaria sarà inferiore a 70 EUR o all’equivalente di tale importo;
  • in base al certificato che accompagna la decisione, la persona interessata non è comparsa personalmente in giudizio, salvo quando il certificato dichiara che la persona è stata informata della data e del luogo del processo nonché del fatto che una decisione poteva essere emessa indipendentemente dalla sua presenza, o laddove la persona sia stata rappresentata da un difensore o sia stata informata del diritto a un nuovo processo o ad un ricorso in appello, ma abbia dichiarato di non opporsi alla decisione o non abbia richiesto un nuovo processo o presentato ricorso in appello entro il termine stabilito;
  • in base al certificato che accompagna la decisione, la persona interessata non è comparsa personalmente in giudizio, salvo quando il certificato dichiara che la persona ha rinunciato al diritto ad un’udienza e ha comunicato di non opporsi al procedimento.

Diritti fondamentali ed altri aspetti giuridici

La presente decisione quadro rispetta i diritti fondamentali.

La decisione quadro stabilisce che l’esecuzione della decisione è disciplinata dalla legislazione dello Stato di esecuzione. Quest’ultimo può anche decidere di ridurre l’importo della sanzione inflitta conformemente all’importo previsto ai sensi della legislazione nazionale a condizione che gli atti non siano stati compiuti nel territorio dello Stato di decisione. Una sanzione pecuniaria inflitta ad una persona giuridica riceve esecuzione anche se lo Stato di esecuzione non ammette il principio della responsabilità penale delle persone giuridiche. Lo Stato di esecuzione può applicare pene detentive o sanzioni alternative, ove la sua legislazione lo preveda, in caso di mancato recupero della sanzione pecuniaria. L’amnistia, la grazia e la revisione della condanna possono essere concesse sia dallo Stato della decisione che dallo Stato di esecuzione. Le somme ottenute in seguito all’esecuzione delle decisioni spettano allo Stato di esecuzione, salvo diverso accordo tra i rispettivi Stati membri.

La presente decisione quadro si applica anche a Gibilterra.

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente decisione quadro entro il 22 marzo 2007. È previsto un periodo di transizione di 5 anni dalla data di entrata in vigore della decisione quadro.

Termini chiave dell’atto
Sanzione pecuniaria: l’obbligo di pagare:
  • una somma di denaro in seguito a condanna per un illecito (che deve figurare nella decisione quadro);
  • il risarcimento delle vittime;
  • spese dei procedimenti giudiziari o amministrativi;
  • somme di denaro da versare a favore di un fondo pubblico o di organizzazioni di assistenza alle vittime.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Decisione quadro 2005/214/GAI

22.3.2005

22.3.2007

GU L 76 del 22.3.2005

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Decisione quadro 2009/299/GAI

28.3.2009

28.3.2011

GU L 81 del 27.3.2009

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione, del 22 dicembre 2008, ai sensi dell’articolo 20 della Decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio, del 24 febbraio 2005, relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie [COM(2008) 888 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La presente relazione esamina le misure adottate dagli Stati membri per il recepimento delle disposizioni della decisione quadro 2005/214/GAI nella propria legislazione nazionale. Entro ottobre 2008, la Commissione ha ricevuto le notifiche sul recepimento solo da 11 Stati membri, il che non è sufficiente per effettuare in questa fase una valutazione completa dell’attuazione della decisione quadro.
Le disposizioni di attuazione di questi 11 Stati membri nel complesso sono in linea con la decisione quadro, soprattutto per quel che riguarda gli aspetti più importanti, quali il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni senza richiesta di ulteriori formalità e senza la verifica della doppia punibilità. La maggior parte degli Stati membri ha inoltre applicato le disposizioni riguardanti le sanzioni alternative, l’amnistia, la grazia, la revisione delle condanne, nonché l’attribuzione delle somme ottenute dall’esecuzione delle decisioni.
Per quanto riguarda la legge applicabile all’esecuzione delle decisioni, alcuni Stati membri hanno attuato solo in parte le disposizioni.
Inoltre, le disposizioni facoltative sui motivi di diniego del riconoscimento o dell’esecuzione di una decisione sono state recepite nella maggior parte degli Stati membri come motivi obbligatori. Diversi Stati membri hanno anche introdotto alcuni altri motivi di diniego. Tale pratica non è chiaramente in linea con la decisione quadro.
La Commissione invita tutti gli Stati membri a esaminare la presente relazione, a procedere con le azioni legislative necessarie e a fornirle, insieme al segretariato generale del Consiglio dell’Unione europea, ogni altra informazioni utile, rispettando così gli obblighi imposti dall'articolo 20 della decisione quadro.

Ultima modifica: 20.08.2009
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