RSS
Indice alfabetico
Questa pagina è disponibile in 9 lingue
Nuove lingue disponibili:  CS - HU - PL - RO

We are migrating the content of this website during the first semester of 2014 into the new EUR-Lex web-portal. We apologise if some content is out of date before the migration. We will publish all updates and corrections in the new version of the portal.

Do you have any questions? Contact us.


Il diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali

La presente direttiva stabilisce le norme minime comuni relative all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali con l’obiettivo di rafforzare la fiducia reciproca tra i paesi dell’Unione europea (UE) e per garantire il diritto ad un processo equo.

ATTO

Direttiva 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali.

SINTESI

La presente direttiva stabilisce le norme minime comuni per i paesi dell’Unione europea (UE) sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali e nei procedimenti per l’esecuzione del mandato di arresto europeo. Contribuisce al corretto funzionamento della cooperazione giudiziaria nell’UE agevolando il reciproco riconoscimento delle decisioni penali. La direttiva punta anche a migliorare la tutela giudiziaria dei diritti dei singoli con l’elaborazione di norme minime comuni per il diritto ad un processo equo e per il diritto alla difesa garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE.

Il diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali

Il diritto all’interpretazione e alla traduzione deve essere garantito a coloro che non parlano o non comprendono la lingua del procedimento. Tale diritto deve essere garantito dal momento in cui tali persone sono messe a conoscenza di essere indagate o accusate di un reato penale fino alla conclusione del procedimento penale, ivi compresa l’irrogazione della pena e l’esaurimento delle istanze in corso. Nel caso di reati minori, se un’autorità diversa da una corte avente giurisdizione in materia penale è competente per comminare sanzioni (ad esempio nel caso in cui la polizia effettui un controllo stradale), il diritto all’interpretazione e alla traduzione si applica solo ai procedimenti dinanzi a tale giurisdizione in seguito ad un ricorso.

I paesi dell’UE devono rendere disponibile l’interpretazione alle persone interessate per le comunicazioni con il loro avvocato, direttamente correlate a qualsiasi interrogatorio o audizione durante il procedimento o alla presentazione di un ricorso. Inoltre, devono avere a disposizione un meccanismo che permetta di stabilire se sia necessaria la presenza di un interprete.

Gli Stati membri assicurano che gli indagati o gli imputati ricevano, entro un periodo di tempo ragionevole, una traduzione scritta di tutti i documenti che sono fondamentali e in particolare:

  • delle decisioni che privano una persona della propria libertà;
  • degli atti contenenti i capi d’imputazione;
  • delle sentenze.

Caso per caso, le autorità competenti potranno decidere di tradurre altri documenti. Gli indagati o gli imputati o il loro avvocato possono chiedere la traduzione di altri documenti fondamentali. In casi eccezionali è possibile fornire una traduzione orale o un riassunto orale di documenti fondamentali, anziché una traduzione scritta, a condizione che tale traduzione orale o riassunto orale non pregiudichi l’equità del procedimento.

Allo stesso modo, nel procedimento di esecuzione di un mandato di arresto europeo le autorità competenti devono fornire a chiunque sia soggetto a tale procedimento l’interpretazione e la traduzione scritta del documento in questione, se necessario.

Gli indagati o gli imputati devono avere il diritto di impugnare la decisione che dichiara superflua l’interpretazione o la traduzione e devono avere il diritto di contestare la qualità dell’interpretazione o della traduzione fornita, se insufficiente a tutelare l’equità del procedimento.

Qualità dell’interpretazione e della traduzione

I paesi dell’UE devono garantire che la qualità dell’interpretazione e della traduzione sia sufficiente per permettere agli interessati di capire i capi di imputazione loro contestati e di esercitare il proprio diritto alla difesa. A tale scopo, gli Stati membri devono prendere misure concrete e in particolare si impegnano a istituire un registro o dei registri di traduttori e interpreti indipendenti e debitamente qualificati.

Costi e verbalizzazione

Indipendentemente dall’esito del procedimento, gli Stati membri sostengono i costi di interpretazione e di traduzione fornite agli indagati o agli imputati.

Gli Stati membri utilizzano la procedura di verbalizzazione ai sensi della loro legislazione nazionale per prendere nota del fatto che la persona interessata:

  • sia stata sottoposta ad interrogatori o ad udienze con l’assistenza di un interprete;
  • abbia ricevuto una traduzione orale o un riassunto orale dei documenti fondamentali;
  • abbia rinunciato al diritto alla traduzione di documenti.

Contesto

Il 30 novembre 2009 il Consiglio ha adottato una tabella di marcia per rafforzare i diritti procedurali di indagati o imputati in procedimenti penali che comprende l’adozione di misure concernenti il diritto alla traduzione e all’interpretazione. Tale tabella di marcia è stata integrata nel programma di Stoccolma adottato il 10 dicembre 2009. Nel contempo, la Commissione è stata invitata a valutare altri aspetti relativi ai diritti procedurali minimi per gli indagati e gli imputati al fine di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE in questo settore.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2010/64/UE

15.11.2010

27.10.2013

GU L 280 del 26.10.2010

Ultima modifica: 20.01.2011
Avviso legale importante | Informazioni su questo sito | Ricerca | Per contattarci | Inizio pagina