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Convenzione sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (convenzione di Roma)

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La Convenzione stabilisce norme uniformi in materia di legge applicabile alle obbligazioni contrattuali nell'Unione europea (UE).

ATTO

Convenzione 80/934/CEE sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali aperta alla firma a Roma il 19 giugno 1980.

SINTESI

La convenzione sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali è stata aperta alla firma i nove Stati all'epoca membri della Comunità europea (CE) il 19 giugno 1980 a Roma ed è entrata in vigore il 1° aprile 1991. Tutti i paesi che in seguito hanno aderito alla CE hanno firmato tale convenzione. Parallelamente all'adesione alla convenzione da parte di Austria, Finlandia e Svezia, è stata elaborata una versione codificata della convenzione, pubblicata nel 1998 nella Gazzetta ufficiale. Una nuova versione codificata è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale nel 2005, in esito alla firma della convenzione sull’adesione dei 10 nuovi Stati membri alla convenzione (di Roma).

Le disposizioni della convenzione si applicano alle obbligazioni contrattuali nelle situazioni di conflitto di leggi - anche nei casi in cui la disposizione di legge in causa è quella di uno Stato non contraente - ad esclusione:

  • delle questioni di stato e di capacità delle persone fisiche;
  • delle obbligazioni contrattuali relative a testamenti e successioni, regimi matrimoniali ed altri rapporti familiari;
  • delle obbligazioni relative a strumenti negoziabili (cambiali, assegni, vaglia cambiari, ecc.);
  • delle convenzioni d'arbitrato e d'elezione del foro competente (scelta di un tribunale);
  • delle questioni inerenti al diritto delle società, associazioni e persone giuridiche;
  • della questione di stabilire se l'atto compiuto da un intermediario valga a obbligare di fronte ai terzi la persona per conto della quale egli ha affermato di agire (e, analogamente, della questione di stabilire se l'atto compiuto da un organo di una società, associazione o persona giuridica valga ad obbligare di fronte ai terzi l'intera organizzazione);
  • delle questioni relative alla costituzione ed organizzazione di trusts;
  • della prova e della procedura;
  • dei contratti d'assicurazione per la copertura di rischi localizzati nei territori degli Stati membri (esclusi i contratti di riassicurazione).

Le parti firmatarie di un accordo possono scegliere la legge applicabile a tutto il contratto ovvero a una parte di esso, nonché il tribunale competente in caso di litigio. Le parti possono convenire in qualsiasi momento di sottoporre il contratto ad una legge diversa da quella che lo regolava in precedenza (principio della libertà di scelta).

Nella misura in cui le parti non hanno scelto esplicitamente la legge che si applica al contratto, il contratto è regolato dalla legge del paese con il quale presenta il collegamento più stretto, secondo il principio di prossimità (luogo di residenza abituale o sede dell'amministrazione centrale della parte che deve fornire la prestazione; sede principale dell'attività economica della parte ovvero altra sede della parte che fornisce la prestazione, ecc.). Tuttavia, nei due casi seguenti, si applicano norme specifiche:

  • quando il contratto ha per oggetto un bene immobile, si presume che la legge applicabile sia quella del paese in cui è situato l'immobile;
  • per i contratti di trasporto di merci, la legge applicabile è quella del luogo di carico o scarico, o della sede principale del vettore.

Per garantire un'adeguata protezione dei diritti dei consumatori, la fornitura di beni mobili materiali o di servizi ad una persona fisica beneficia dell'applicazione di disposizioni adeguate, in conformità con il principio della tutela della parte debole. Tali tipi di contratto sono regolati dalla legge del paese in cui il consumatore ha la sua residenza abituale, tranne quando le parti decidono diversamente. In ogni caso, la scelta ad opera delle parti della legge applicabile non può avere per risultato di danneggiare il consumatore, privandolo della protezione garantitagli dalla legge del paese in cui risiede abitualmente, qualora essa sia più favorevole. Tali disposizioni non si applicano né ai contratti di trasporto né a quelli di fornitura di servizi in un paese diverso da quello in cui risiede abitualmente il consumatore.

Al contratto di lavoro si applicano le seguenti disposizioni:

  • la legge del paese in cui il lavoratore svolge abitualmente il suo lavoro;
  • la legge del paese in cui si trova la sede che ha proceduto all'assunzione del lavoratore;
  • la legge del paese con il quale il contratto di lavoro presenta un collegamento più stretto.

La scelta ad opera delle parti di un'altra legge applicabile non vale a privare il lavoratore della protezione assicuratagli dalle norme che regolerebbero il contratto in mancanza di tale scelta.

Le disposizioni, emanate o da emanare, di diritto comunitario prevalgono su quelle della convenzione, soprattutto per quanto concerne le disposizioni che regolano, in materie particolari, i conflitti di legge nel campo delle obbligazioni contrattuali.

Se uno Stato contraente, dopo l'entrata in vigore della convenzione, desidera adottare una nuova norma di conflitto di leggi per una categoria particolare di contratti che rientrano nel campo di applicazione della convenzione, oppure aderire ad una convenzione multilaterale nel settore disciplinato dalla presente convenzione, esso deve comunicare la sua intenzione agli altri Stati firmatari. Entro il termine di sei mesi dalla comunicazione, tali Stati hanno facoltà di domandare una consultazione con gli altri Stati. Se entro il termine citato nessuno Stato ha domandato la consultazione o se, a seguito della consultazione, non è intervenuto nessun accordo nei due anni successivi alla comunicazione (un anno nel caso di convenzioni multilaterali), lo Stato contraente può modificare la sua legislazione oppure aderire alla convenzione.

La durata della convenzione è di 10 anni. La convenzione si rinnova tacitamente ogni cinque anni, salvo denuncia di uno Stato contraente.

Nel 1988 sono stati firmati due protocolli relativi all'interpretazione a titolo pregiudiziale della convenzione da parte della Corte di giustizia delle Comunità europee. Un terzo protocollo, firmato nel 1980 e modificato da ultimo nel 1996, autorizza Danimarca, Svezia e Finlandia a mantenere in vigore le disposizioni nazionali relative alla legge applicabile alle questioni concernenti il trasporto di merci per mare.

Alla convenzione sono allegate quattro dichiarazioni comuni:

  • nel 1980, taluni Stati membri hanno auspicato che le norme da adottare dalla Comunità nel campo del conflitto di leggi fossero armonizzate con le disposizioni della convenzione;
  • tali Stati si sono, inoltre, dichiarati d'accordo per esaminare la possibilità di attribuire talune competenze d'interpretazione della convenzione alla Corte di giustizia;
  • nel 1988, a seguito della firma di due protocolli, è stata prevista l'organizzazione di uno scambio d'informazioni tra gli Stati contraenti e la Corte di giustizia in materia di sentenze passate in giudicato pronunciate in applicazione della convenzione sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali.

In tale occasione, inoltre, è stato auspicato che qualsiasi Stato che divenga membro della Comunità, aderisca - al momento della firma della convenzione di Roma - anche al protocollo sull'interpretazione da parte della Corte di giustizia di tale convenzione.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Convenzione 80/934/CEE1.4.1991-GU L 266 del 9.10.1980

ATTI COLLEGATI

Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) [Gazzetta ufficiale L 177 del 4.7.2009].
Questo regolamento sostituisce la convenzione di Roma, trasformandola in uno strumento comunitario e, al contempo, rendendola più moderna. Insieme a Bruxelles I e a Roma II, esso stabilisce un insieme di regole vincolanti di diritto internazionale privato per le obbligazioni contrattuali ed extracontrattuali in materia civile e commerciale.

Libro verde sulla trasformazione in strumento comunitario della convenzione di Roma del 1980 applicabile alle obbligazioni contrattuali e sul rinnovamento della medesima [COM (2002) 654 def. – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].
Mediante il libro verde, redatto sotto forma di questionario, la Commissione europea intendeva esaminare la possibilità di trasformare la convenzione in uno strumento comunitario e di modernizzarla.
La trasformazione della Convenzione di Roma in uno strumento comunitario assicurerebbe l’uniformazione del diritto internazionale privato vigente nei vari Stati membri, attribuirebbe alla Corte di giustizia la competenza interpretativa ed agevolerebbe infine l'applicazione delle norme uniformate di conflitto nei nuovi Stati membri. Per la scelta dello strumento, la Commissione propone di ricorrere al regolamento, che assicura un'entrata in vigore diretta e obbligatoria delle norme e che non risente delle incertezze e delle lungaggini legate al recepimento delle direttive.
La questione di una modernizzazione della convenzione si pone soprattutto per quanto riguarda la protezione dei consumatori e dei lavoratori (le cosiddette parti «deboli»). Una soluzione ipotizzata dalla Commissione consisteva nell’introdurre una clausola generale che garantisca l'applicazione di una norma comunitaria di protezione minima qualora tutti gli elementi del contratto, o alcuni elementi particolarmente significativi, siano localizzati nella Comunità. Questa soluzione permetterebbe di porre rimedio all’attuale mancanza di protezione del cosiddetto «consumatore mobile», vale a dire di chi si è recato in un paese diverso da quello in cui risiede abitualmente per effettuarvi un acquisto o avere accesso ad un servizio.

Ultima modifica: 23.04.2009

Vedi anche

  • Per maggiori informazioni visitare il sito web “legislazione applicabile” (EN) della DG Giustizia.
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