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Riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile (proposta)

La Commissione presenta una proposta di regolamento il cui scopo è far sì che qualsiasi misura di protezione emessa da uno Stato membro sia facilmente riconosciuta nel resto dell’Unione europea (UE), senza ulteriori formalità oltre a un certificato standard multilingue.

PROPOSTA

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile [COM(2011) 276 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Quando viaggiano o si trasferiscono in un altro Stato membro dell'Unione europea (UE), le vittime di violenza devono continuare a beneficiare delle misure di protezione * adottate nei confronti dell’autore dei fatti, quali il divieto di contatto o di avvicinamento.

La Commissione propone quindi un regolamento che organizzi il riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile. L’iniziativa scaturisce dal programma di Stoccolma che riconosce la necessità di ulteriori interventi per la protezione delle vittime. Essa fa altresì parte di una serie di misure volte a rafforzare i diritti delle vittime. L’iniziativa, infine, va ad integrare un'iniziativa presentata da un gruppo di Stati membri nel settembre del 2009 relativa a una direttiva sull’ordine di protezione europeo, che garantirà il riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia penale.

Campo d’applicazione

Il regolamento riguarda unicamente le misure di protezione adottate in materia civile. Non copre le misure di protezione in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale. In caso di violazione di una misura di protezione, le sanzioni penali continuano ad essere disciplinate dal diritto nazionale di ciascun paese dell’UE.

Per via del loro carattere più specifico, le misure previste da questo regolamento sostituiranno quelle riguardanti la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.

Riconoscimento ed esecuzione della decisione

Per invocare una decisione di protezione in un altro paese dell’UE (lo Stato membro di riconoscimento), la persona protetta dovrà semplicemente presentare un certificato rilasciato dal paese che ha adottato la decisione (Stato membro d’origine). La proposta prevede un certificato standard contenente tutte le informazioni necessarie al riconoscimento, ed eventualmente, all’esecuzione della misura di protezione.

Il certificato sarà rilasciato a partire dall’adozione della misura, se le circostanze presentano un carattere transfrontaliero o su richiesta della persona protetta.

È previsto un solo motivo di rifiuto del riconoscimento, ovvero nel caso in cui la decisione sia inconciliabile con una decisione presa dallo Stato membro di riconoscimento. Il fatto che questo paese non disponga di misure di protezione o che abbia misure differenti non impedisce al paese di riconoscere la decisione. All’occorrenza, il paese potrà adeguarla per renderla più simile a una misura di protezione prevista dal suo diritto interno.

Ove necessario, lo Stato di riconoscimento deve controllare che la misura sia eseguita dalle autorità competenti.

Sono previste disposizioni per salvaguardare i diritti fondamentali:

  • prima di rilasciare il certificato, lo Stato membro d’origine deve assicurarsi che i diritti fondamentali della persona che determina il rischio, quali il diritto a un processo equo e il diritto alla difesa, siano stati rispettati;
  • in caso di sospensione o revoca della misura da parte dello Stato membro d’origine, lo Stato membro di riconoscimento sospende o revoca il riconoscimento e l’esecuzione della misura su richiesta della persona che determina il rischio;
  • lo Stato membro d’origine e lo Stato membro di riconoscimento devono comunicare alla persona che determina il rischio e alla persona protetta ogni informazione relativa alla concessione, al riconoscimento, all’esecuzione, alle sanzioni possibili e alla sospensione o revoca della misura di protezione.
Termini chiave dell’atto
  • Misura di protezione: qualsiasi decisione di natura preventiva e temporanea emessa da un’autorità di uno Stato membro al fine di proteggere una persona qualora sussistano seri motivi per ritenere che la sua integrità fisica e/o psicologica o libertà siano a rischio. Sono incluse le misure disposte senza che la persona che determina il rischio sia chiamata a comparire.

RIFERIMENTO

PropostaGazzetta ufficialeProcedura

COM(2011) 276 def.

-

2011/130/COD

ATTI COLLEGATI

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce norme minime riguardanti i diritti, l’assistenza e la protezione delle vittime di reato [COM(2011) 275 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La direttiva proposta definisce le norme minime applicabili alle vittime di reati. La proposta intende far sì che le esigenze specifiche delle vittime siano prese in considerazione nel corso del procedimento penale, a prescindere dalla natura del reato o dal luogo dell'UE in cui il reato è stato commesso.
Procedura di codecisione (2011/0129/COD)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 18 maggio 2011, intitolata «Rafforzare i diritti delle vittime nell’Unione europea» [COM(2011) 274 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 14.07.2011
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