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Procedimento unico per il rilascio di un permesso di soggiorno e di lavoro e insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi

Questa proposta istituisce un permesso unico di soggiorno e di lavoro e la relativa procedura di rilascio, e definisce i diritti di cui godono i lavoratori di paesi terzi titolari di tale permesso, che siano appena stati ammessi nel territorio di uno Stato membro o che vi soggiornino già.

PROPOSTA

Proposta di direttiva del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro, definendo un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano legalmente in uno Stato membro.

SINTESI

La proposta si applica ai cittadini di paesi terzi che desiderano essere ammessi nel territorio di uno Stato membro per soggiornarvi e lavorare, e a quelli che vi soggiornano già e hanno ottenuto il diritto di lavorare. Essa definisce:

  • un permesso unico di soggiorno e di lavoro;
  • una procedura unica per il rilascio di tale permesso;
  • i diritti correlati a tale permesso;
  • un insieme di diritti per tutti i lavoratori di paesi terzi già ammessi ma che ancora non abbiano lo status di soggiornanti di lungo periodo.

La durata del permesso e le sue condizioni di rilascio, rinnovo e revoca rimangono invece disciplinate a livello nazionale.
La proposta non concerne i cittadini di paesi terzi:

  • distaccati nell'ambito di una prestazione di servizi in uno Stato membro diverso da quello in cui lavorano abitualmente;
  • trasferiti all'interno della loro società;
  • che svolgono un'attività lavorativa stagionale;
  • che hanno chiesto lo status di rifugiato;
  • titolari dello status di soggiornanti di lungo periodo;
  • la cui espulsione è stata sospesa.

Ciascuno Stato membro nomina un'autorità competente a ricevere la domanda e a rilasciare il permesso unico. L'autorità esamina la domanda e adotta una decisione motivata - se necessario coinvolgendo altre autorità in base alle condizioni previste dal diritto nazionale. L'autorità designata notifica la decisione al richiedente per iscritto. In caso di rigetto della domanda o di diniego di rinnovo del permesso, il richiedente può impugnare la decisione in via giurisdizionale.

Il permesso unico si rifà al modello previsto dal regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del 13 giugno 2002, che istituisce un modello uniforme per i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di paesi terzi.

Gli Stati membri non rilasciano nessun altro permesso.

Il permesso autorizza i cittadini di paesi terzi a:

  • entrare, uscire e soggiornare nello Stato che lo ha rilasciato;
  • circolare liberamente all'interno di quello Stato;
  • attraversare gli altri Stati membri;
  • svolgere l'attività ammessa dal permesso unico.

I lavoratori di paesi terzi (ammessi nel territorio di uno Stato membro e autorizzati a lavorare legalmente in quello Stato) godono dello stesso trattamento riservato ai cittadini nazionali per quanto concerne:

  • le condizioni di lavoro;
  • la partecipazione a organizzazioni di lavoratori o di datori di lavoro;
  • l'istruzione e la formazione professionale;
  • il riconoscimento dei diplomi;
  • la sicurezza sociale, compresa l'assistenza sanitaria;
  • l'accesso a beni e servizi, all'alloggio e all'assistenza fornita dai centri per l'impiego;
  • le agevolazioni fiscali.

Gli Stati membri, tuttavia, possono limitare la portata dei diritti in ordine alla concessione di borse di studio, all'assistenza abitativa pubblica e al versamento di sussidi di disoccupazione. Possono inoltre subordinare l'accesso all'istruzione e alla formazione professionale al possesso di un'adeguata conoscenza della lingua dello Stato ospitante.

Annualmente, gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri statistiche sul numero di cittadini di paesi terzi cui hanno rilasciato, negato o rinnovato il permesso unico, indicandone la nazionalità e la professione. Ogni tre anni la Commissione presenta al Consiglio e al Parlamento europeo una relazione sull'applicazione della direttiva e propone, se del caso, le modifiche necessarie.

Contesto

Nel piano d'azione sull'immigrazione legale, presentato il 21 dicembre 2005 e approvato dal Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2006, la Commissione aveva previsto di presentare cinque proposte legislative riguardanti varie categorie di cittadini di paesi terzi e un quadro generale. Questa proposta fissa la base giuridica del quadro generale.

RIFERIMENTI E PROCEDURA

PropostaGazzetta ufficialeProcedura
COM(2007) 638_Consultazione CNS/2007/0229
Ultima modifica: 08.01.2008
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