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Futuro regime europeo comune in materia di asilo

Il presente libro verde si propone di individuare le possibili scelte per definire la seconda fase della creazione del regime comune europeo in materia di asilo.

ATTO

Libro verde, del 6 giugno 2007, sul futuro regime comune europeo in materia di asilo[COM (2007) 301 def. - Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Con questo Libro verde, la Commissione intende lanciare un'ampia consultazione i cui risultati dovrebbero risultare nella pubblicazione di un programma d'azione. Questo documento, previsto per il primo trimestre dell'anno 2008, raccoglierebbe tutte le misure necessarie per mettere in piedi un regime d'asilo europeo comune.

Trattamento delle domande di asilo

La Commissione suggerisce:

  • di aumentare le possibilità di presentare una domanda d'asilo. In questa ottica, viene proposto di rafforzare le garanzie giuridiche che accompagnano la presentazione della domanda alla frontiera;
  • di ravvicinare ulteriormente alcune norme nazionali con riferimento a determinati aspetti non contemplati dalle disposizioni della prima fase, quali la qualità del processo decisionale, la valutazione dei documenti probatori presentati dai richiedenti e le procedure di ricorso;
  • di rivalutare il contenuto di determinati meccanismi procedurali introdotti nella prima fase dell'armonizzazione, come ad esempio i concetti di paesi d'origine sicuri, paesi terzi sicuri e paesi terzi europei sicuri.

Condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo

La Commi-ssione propone di limitare eventualmente il margine di discrezione, attualmente previsto dalle disposizioni della direttiva 2003/9/CE in vigore, sulle condizioni di accoglienza (castellanodeutschenglishfrançais) negli Stati membri. Fra i settori nei quali sarebbe possibile ridurre questo potere risultano l'accesso dei richiedenti asilo al mercato del lavoro e la forma e il livello delle condizioni materiali di accoglienza di cui beneficiano i richiedenti asilo.

Concessione della protezione

La Commissione si interroga sui modelli che si potrebbero prevedere per la creazione di uno "status uniforme".

Tra le diverse ipotesi, la Commissione consiglia di:

  • armonizzare ulteriormente i criteri di ammissibilità;
  • chiarire i parametri che giustificano una protezione;
  • ravvicinare i diritti e i benefici connessi alla protezione concessa, riguardanti, tra l'altro, i permessi di soggiorno, la previdenza sociale e l'assistenza sanitaria, l'istruzione e l'occupazione;
  • concedere un unico status uniforme a tutte le persone che possono beneficiare dello status di rifugiato oppure della protezione sussidiaria;
  • armonizzare lo status concesso a persone che non possono beneficiare della protezione internazionale quale definita dai dispositivi giuridici della prima fase, ma che il diritto internazionale mette al riparo dall'allontanamento;
  • istituire un meccanismo di riconoscimento reciproco delle decisioni nazionali in materia di asilo.

Una risposta consona nei casi di vulnerabilità

La Commissione constata notevoli carenze in termini di definizione e di procedure nazionali previste per determinare la categoria dei richiedenti asilo più vulnerabili e ritiene necessario un intervento più incisivo della Comunità europea in tutte le fasi del processo di valutazione di una domanda d'asilo. La Commissione prevede di concentrarsi su diverse tematiche quali una migliore definizione del concetto di assistenza e consulenza medico-psicologica adeguata.

La Commissione auspica inoltre l'istituzione, a livello dell'Unione, di:

  • programmi di formazione europei destinati agli operatori del settore (operatori sanitari, insegnanti, psicologi, interpreti, avvocati, operatori sociali, ONG, ecc.);
  • dispositivi per la diffusione delle migliori pratiche;
  • eventuali norme comuni in materia di qualifiche nonché un meccanismo di controllo volto a garantire livelli elevati di qualità dei servizi forniti alle persone più vulnerabili.

Integrazione

Nell'avviare una riflessione complessiva sui modi per migliorare l'integrazione dei beneficiari di protezione internazionale, la Commissione suggerisce:

  • il rafforzamento della legislazione comunitaria vigente;
  • l'elaborazione di programmi di integrazione (relativi a questioni quali l'alloggio e l'accesso all'assistenza sanitaria e ai servizi sociali);
  • la sensibilizzazione degli operatori del mercato del lavoro al valore aggiunto offerto dai beneficiari di protezione internazionale. A tale riguardo, la Commissione prevede di concentrare l'intervento comunitario su una serie di temi, quali il riconoscimento delle qualifiche.

Attuazione e misure di accompagnamento

La Commissione propone di estendere la sfera di applicazione della cooperazione pratica tra gli Stati membri, con particolare riferimento:

  • all'elaborazione di orientamenti comuni sull'interpretazione e l'applicazione dell'acquis comunitario in materia di asilo;
  • al perfezionamento del portale di informazioni sul paese d'origine, in particolare per quanto riguarda la connessione delle banche dati sull'immigrazione e l'integrazione rifugiati;
  • allo scambio di buone pratiche tra un numero più esteso di persone.

La Commissione propone inoltre di garantire maggior sostegno alle attività interessate, nonché un meccanismo di controllo concreto e sistematico per valutarne gli esiti, e prevede di varare, nell'anno in corso, uno studio di fattibilità per esaminare le possibilità a tale riguardo. Tra queste attività figura la trasformazione delle strutture per la cooperazione pratica in un ufficio europeo di sostegno.

Ripartizione delle responsabilità e solidarietà finanziaria

La Commissione propone di approfondire la riflessione sui principi e sugli obiettivi sottesi al sistema di Dublino (costituito dai regolamenti "Dublino" e " EURODAC ") nell'intento di garantire che il sistema sia applicato in modo da consentire una più equa ripartizione tra gli Stati membri delle domande di asilo e/o dei beneficiari di una protezione internazionale.

La Commissione propone inoltre di trovare soluzioni per un utilizzo ottimale del Fondo europeo per i rifugiati (FER) volto a ridurre le disparità e innalzare il livello delle norme esistenti. Perché il FER consegua maggiori risultati, si propone di adottare, su scala nazionale e a livello dell'UE, una serie di meccanismi per la consultazione e lo scambio di informazioni.

Dimensione esterna dell'asilo

La Commissione ha elaborato il concetto di programmi di protezione regionale (castellanodeutschenglishfrançais) dell'UE allo scopo di garantire una maggiore protezione dei rifugiati e di offrire loro soluzioni durature nelle loro regioni di origine e di transito. Attualmente sono in corso due progetti piloti: uno nei nuovi Stati indipendenti occidentali e l'altro in Tanzania. Si tratta di progetti ancora in una fase iniziale anche se, alla luce delle valutazioni che ne saranno fatte, la Commissione si chiede in che modo l'UE potrebbe aiutare i paesi terzi a far fronte alle problematiche connesse all'asilo. L'altro quesito è come migliorare le strategie globali dell'UE nei confronti dei paesi terzi e come fare in modo che siano più coerenti.

Parallelamente alla realizzazione di programmi di protezione regionale, la Commissione si chiede come erogare aiuti finanziari globali agli interventi di reinsediamento da parte degli Stati membri.

Quanto ai flussi misti alle frontiere (arrivo contemporaneo di immigrati clandestini e di persone bisognose di protezione), la Commissione invita a riflettere su:

  • l'istituzione di gruppi di esperti in materia d'asilo chiamati ad assistere temporaneamente gli Stati membri in caso di necessità. Ove la soluzione prescelta consistesse nella creazione di un Ufficio europeo di sostegno, questo potrebbe essere incaricato di coordinare le missioni dei gruppi;
  • la concessione di aiuti di emergenza a detti Stati membri per aiutarli ad accogliere i richiedenti asilo e ad espletare le procedure di esame delle domande;
  • eventuali ulteriori misure da adottare per garantire che gli obblighi di protezione derivanti dall'acquis comunitario e dal diritto internazionale in materia di rifugiati e di diritti dell'uomo diventino parte integrante della gestione delle frontiere esterne.

Contesto

Il piano d'azione per attuare il programma dell'Aia prevede l'adozione delle proposte relative alla creazione di un regime in materia di asilo entro il 2010. Con il presente libro verde, la Commissione intende già da adesso invitare a riflettere su queste questioni e suggerire in tempo nuove misure da adottare per tale data.

Ultima modifica: 30.07.2007
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