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Rafforzare lo spazio Schengen

La Commissione propone misure destinate a garantire l'attuazione coerente delle norme dello spazio Schengen da parte degli Stati membri. Intende anche rendere lo spazio di libera circolazione in grado di affrontare meglio situazioni eccezionali, grazie a un meccanismo che consenta di ripristinare temporaneamente controlli alle frontiere interne dell'Unione europea (UE).

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 16 settembre 2011, dal titolo "Gouvernance Schengen – Rafforzare lo spazio senza controlli alle frontiere interne [COM(2011) 561 definitiva – non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Le rivoluzioni avvenute nel Sud del Mediterraneo nella primavera 2011 hanno determinato un afflusso ingente di migranti verso alcuni Stati membri dell'Unione europea (UE). Tali eventi hanno evidenziato la necessità di rendere lo spazio Schengen (territorio dell'UE entro il quale è garantita la libera circolazione delle persone) in grado di reagire meglio alle situazioni eccezionali.

È evidente che le frontiere esterne dell'Europa devono essere gestite in modo efficace e coerente, basandosi sulla responsabilità comune, la solidarietà e una rafforzata cooperazione pratica.

Rafforzare la gestione dello spazio Schengen

Sono già previste alcune misure per venire in aiuto agli Stati membri che devono affrontare situazioni critiche e per permettere loro di adempiere ai loro obblighi. In particolare, possono chiedere il sostegno finanziario e pratico tramite fondi dell'UE e rivolgersi all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo o all'agenzia Frontex che può dispiegare squadre di intervento rapido sulle frontiere esterne.

D'altra parte, la Commissione ha proposto di rafforzare il meccanismo di valutazione Schengen. Tale meccanismo consente di monitorare l'attuazione corretta delle norme dello spazio Schengen da parte dei paesi dell'UE. In base al nuovo approccio proposto, la vigilanza sarebbe svolta attraverso visite da parte di squadre della Commissione e degli Stati membri. Su tali visite sarà stilata una relazione contenente le misure che il paese interessato dovrà assumere. Sarà prevista una procedura di controllo successivo per verificare l'applicazione delle raccomandazioni.

Inoltre la Commissione presenterebbe due volte all'anno una relazione sul funzionamento dello spazio Schengen. Tale relazione potrebbe fungere da base per rafforzare la cooperazione nello spazio Schengen e consentire di accrescere la reciproca fiducia tra gli Stati membri, tenuti tutti a garantire l'applicazione efficace del complesso delle norme di Schengen.

Nei casi in cui la valutazione di uno Stato membro rivelasse gravi lacune in materia di controllo alle frontiere esterne o di procedure per il rimpatrio di immigrati nei paesi d'origine, sono proposte misure di sostegno specifiche. Se tali lacune persistono, e come ultima istanza, viene proposto un meccanismo europeo che mira a ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne.

Attuare un meccanismo europeo in caso di circostanze eccezionali

Il codice frontiere Schengen già prevede che uno Stato membro possa ripristinare i controlli alle frontiere interne in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna. Si tratta tuttavia di una decisione assunta esclusivamente a livello nazionale.

Le ripercussioni umane ed economiche di tale decisione, che interesserebbe tutte le persone che vivono nello spazio Schengen, non si limiterebbero però al solo Stato interessato. Per tenere conto degli interessi di tutta l'Unione, la Commissione propone l'attuazione di un meccanismo europeo che consentirebbe l'assunzione della decisione da parte dell'UE e non unilateralmente da parte di un solo Stato membro.

La decisione di ripristinare i controlli alle frontiere interne di uno Stato membro sarebbe adottata dalla Commissione per periodi rinnovabili di 30 giorni e, in linea di principio, per un massimo di 6 mesi. Deve trattarsi di una misura assunta a titolo eccezionale, qualora le altre misure si siano rivelate inefficaci. La decisione potrebbe ancora essere adottata unilateralmente qualora uno Stato membro debba fronteggiare una grave minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna. Può anche trattarsi:

  • di una situazione di breve durata e sostanzialmente localizzata (ad esempio grandi eventi sportivi, riunioni politiche di alto livello, attentati terroristici);
  • di una situazione con implicazioni più ampie e di lungo termine, in particolare in caso di inadempienza grave nel controllo di uno Stato membro alle sue frontiere esterne.

In situazioni urgenti, i paesi dell'Ue conserveranno comunque la possibilità di ripristinare unilateralmente controlli alle loro frontiere interne per un periodo limitato a 5 giorni.

Nel caso di ripristino dei controlli, i paesi interessati devono tuttavia garantire ai cittadini europei e ai cittadini di paesi terzi che risiedano legalmente nello spazio Schengen, il diritto di circolare e soggiornare liberamente sul territorio dell'UE. Tali persone potranno quindi comunque entrare sul territorio di un altro Stato membro su semplice presentazione del passaporto, della carta di identità o di documento di viaggio.

ATTI COLLEGATI

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 562/2006 al fine di introdurre norme comuni sul ripristino temporaneo del controllo di frontiera alle frontiere interne in circostanze eccezionali [COM(2011) 560 definitiva – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2011, che istituisce un meccanismo di valutazione e monitoraggio per verificare l'applicazione dell'acquis di Schengen [COM(2011) 559 definitiva – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 4 maggio 2011, dal titolo "Comunicazione sulla migrazione" [COM(2011) 248 – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 21.02.2012
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