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Strategia di sicurezza interna dell'UE

La comunicazione intende porre in azione la strategia di sicurezza interna dell'Unione europea (UE). Essa propone azioni specifiche per il periodo 2011-2014, in materia di criminalità organizzata, terrorismo, criminalità informatica, sicurezza alle frontiere e calamità.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 22 novembre 2010 – La strategia di sicurezza interna dell'UE in azione: cinque tappe verso un'Europa più sicura [COM(2010) 673 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Il Consiglio europeo ha approvato la strategia di sicurezza interna dell'Unione europea (UE) nella sua riunione del 25-26 marzo 2010. La strategia enuncia le sfide, i principi e gli orientamenti per affrontare le minacce alla sicurezza in materia di criminalità organizzata, terrorismo e calamità naturali e provocate dall'uomo. Sulla base della strategia, la Commissione ha adottato questa comunicazione al fine di proporre azioni per attuare la strategia nel periodo 2011-2014.

La comunicazione definisce cinque obiettivi strategici, con azioni specifiche per ciascun obiettivo, per superare le sfide più urgenti al fine di rendere l'UE più sicura.

Smantellare le reti criminali internazionali

Per combattere la criminalità è necessario smantellare le reti criminali ed eliminare l'attrattiva finanziaria che alimenta queste reti. Per raggiungere questo obiettivo, le azioni proposte puntano a:

  • individuare e smantellare le reti criminali: la Commissione presenterà una proposta legislativa sulla raccolta e l'uso dei dati del codice di prenotazione dei passeggeri, una revisione della normativa UE antiriciclaggio e orientamenti sull'uso dei registri nazionali dei conti bancari per seguire i movimenti dei fondi di origine criminale. La Commissione elaborerà una strategia per la raccolta e l'utilizzo di informazioni da parte delle autorità di polizia e delle autorità giudiziarie, rafforzerà il numero di operazioni congiunte e di squadre investigative comuni e migliorerà l'attuazione del mandato d'arresto europeo;
  • proteggere l'economia dall'infiltrazione della criminalità: si prevede di adottare una proposta per seguire e sostenere l'impegno dei paesi dell'UE nella lotta contro la corruzione, di creare una rete di punti di contatto nazionali e di intraprendere azioni per far rispettare i diritti di proprietà intellettuale;
  • confiscare i beni di origine criminale: la Commissione presenterà una proposta legislativa per rafforzare il quadro giuridico in materia di confisca, istituirà gli uffici per il recupero dei beni e svilupperà gli indicatori per la loro valutazione, fornirà orientamenti relativi alle migliori prassi per impedire che i gruppi criminali tornino in possesso dei beni confiscati.

Prevenire il terrorismo e contrastare la radicalizzazione e il reclutamento

Dal momento che la minaccia del terrorismo è in continua evoluzione, anche l'impegno europeo per contrastarla deve evolversi per poter anticipare tali minacce. A tal fine, sono necessari un approccio europeo coerente e azioni preventive:

  • dare alle comunità i mezzi per prevenire la radicalizzazione e il reclutamento: sarà creata una rete UE di sensibilizzazione al problema della radicalizzazione, organizzata una conferenza ministeriale sulla prevenzione della radicalizzazione e del reclutamento, elaborato un manuale per sostenere le azioni dei paesi dell'UE;
  • impedire l'accesso dei terroristi a finanziamenti e materiali e monitorarne le transazioni: sarà elaborato un quadro per bloccare i beni ai fini della prevenzione e della lotta contro il terrorismo, saranno intraprese azioni sia legislative che non legislative per attuare i piani d'azione sulle sostanze esplosive e sulle sostanze chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari, sarà elaborata una politica di estrazione e analisi dei dati di messaggistica finanziaria nell'UE;
  • proteggere i trasporti: la Commissione svilupperà ulteriormente il regime UE per la sicurezza aerea e marittima.

Aumentare i livelli di sicurezza per i cittadini e le imprese nel ciberspazio

Anche la rapida evoluzione delle tecnologie dell'informazione crea nuove forme di minacce. Per combattere la criminalità informatica, i paesi dell'UE devono collaborare a livello comunitario per intraprendere ulteriori azioni:

  • potenziare le capacità delle autorità di polizia e delle autorità giudiziarie: sarà creato un centro UE per la criminalità informatica per la collaborazione tra i paesi dell'UE e le istituzioni dell'UE, saranno sviluppate le capacità operative e investigative dei paesi dell'UE;
  • collaborare con le imprese per dare ai cittadini i mezzi per agire e proteggerli: sarà istituito un sistema per la segnalazione di episodi di criminalità informatica, saranno redatti orientamenti sulla cooperazione per combattere la diffusione di contenuti illegali su Internet;
  • rafforzare la capacità di far fronte agli attacchi informatici: sarà istituita una rete di gruppi di pronto intervento informatico (CERT) nazionali e comunitari e un sistema europeo di condivisione delle informazioni e di allarme (EISAS).

Rafforzare la sicurezza attraverso la gestione delle frontiere

In relazione alla circolazione delle persone, l'UE può guardare alla gestione dell'immigrazione e alla lotta contro la criminalità come a un duplice obiettivo della strategia di gestione integrata delle frontiere. Gli strumenti di miglioramento della sicurezza in relazione alla circolazione delle merci sono parimenti complementari e in costante sviluppo per far fronte ad organizzazioni criminali sempre più sofisticate. In linea con queste tematiche, le azioni proposte puntano a:

  • sfruttare pienamente le potenzialità di EUROSUR: la Commissione presenterà una proposta legislativa riguardante l'istituzione di EUROSUR e attuerà progetti pilota relativi a vari tipi di minacce come il traffico di droga e di esseri umani alle frontiere meridionali o sud-occidentali dell'UE;
  • rafforzare il contributo di Frontex alle frontiere esterne: saranno redatte relazioni annuali su specifici reati transfrontalieri che serviranno da base per le operazioni congiunte;
  • sviluppare la gestione comune dei rischi relativamente alla circolazione delle merci attraverso le frontiere esterne: saranno migliorate le capacità di analisi e di determinazione del rischio a livello UE;
  • migliorare la cooperazione interservizi a livello nazionale: saranno sviluppate analisi comuni dei rischi, sarà migliorato il coordinamento dei controlli di frontiera effettuati dalle varie autorità nazionali e saranno sviluppate le migliori prassi per la cooperazione interservizi.

Aumentare la resilienza dell'Europa alle crisi e alle calamità

Per far fronte alle minacce transettoriali sollevate da crisi e calamità naturali o provocate dall'uomo occorre migliorare l'efficacia e la coerenza delle pratiche tradizionali di gestione delle crisi e delle catastrofi. Per raggiungere questo obiettivo occorre:

  • fare pieno uso della clausola di solidarietà: sarà adottata una proposta sull’applicazione della clausola di solidarietà;
  • sviluppare un approccio multirischio per la valutazione delle minacce e dei pericoli: la Commissione elaborerà degli orientamenti per la gestione delle catastrofi, metterà a punto approcci nazionali, preparerà una panoramica transettoriale dei possibili rischi insieme a una panoramica delle attuali minacce, avvierà un'iniziativa sulla sicurezza sanitaria e definirà una politica di gestione dei rischi;
  • collegare i vari centri di situazione: saranno rafforzati i legami fra i sistemi settoriali di allarme rapido e i meccanismi di cooperazione in caso di crisi, sarà adottata una proposta per un migliore coordinamento delle informazioni riservate tra le istituzioni e gli organismi dell'UE;
  • sviluppare una capacità europea di reazione alle catastrofi: sarà proposta la costruzione di una capacità europea di reazione alle emergenze.
Ultima modifica: 11.02.2011
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