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Patto europeo sull'immigrazione e l'asilo

Il patto costituisce la base per le politiche comuni in materia di immigrazione e di asilo per l'Unione europea (UE) e i suoi paesi. In uno spirito di reciproca responsabilità e solidarietà tra i paesi dell'UE e di partenariato con altri paesi del mondo, il patto dà un nuovo impulso al costante sviluppo di una politica comune sull'immigrazione e l'asilo, che tenga conto sia degli interessi collettivi dell'UE che delle esigenze specifiche dei suoi paesi.

ATTO

Patto europeo sull'immigrazione e l'asilo del 24 settembre 2008 [Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La migrazione internazionale può contribuire alla crescita economica dell'Unione europea (UE) nel suo complesso, oltre a fornire le risorse per i migranti e i loro paesi d'origine e contribuire così al loro sviluppo. Può essere un'opportunità, in quanto fattore di scambio umano ed economico che permette alle persone di raggiungere le loro aspirazioni. Tuttavia, vi è la necessità di gestire la migrazione in maniera tale da tenere conto delle capacità d'accoglienza dell'Europa sul piano del mercato del lavoro, degli alloggi, dei servizi sanitari, scolastici e sociali, proteggendo i migranti dal rischio di sfruttamento da parte di reti criminali.

Da oltre venti anni, i paesi dell'UE stanno lavorando per armonizzare le loro politiche di immigrazione e di asilo. Notevoli progressi sono già stati fatti in vari ambiti, in particolare nell'ambito dei programmi di Tampere e dell'Aia. Tuttavia, sono necessari ulteriori sforzi per creare una politica veramente comune in materia di immigrazione e di asilo, che tenga conto nel contempo dell'interesse collettivo dell'Unione europea e delle specifiche esigenze di ciascun paese dell'UE. Di conseguenza, il Consiglio europeo ha tradotto i seguenti impegni nel programma di Stoccolma.

Organizzare l'immigrazione legale

L'immigrazione legale dovrebbe essere organizzata in modo tale da tenere conto delle priorità, delle esigenze e delle capacità di accoglienza dei paesi dell'UE e favorire l'integrazione dei migranti. In senso più vasto, l'UE deve:

  • attuare politiche d’immigrazione professionale che tengano conto delle esigenze del mercato del lavoro di ciascun paese;
  • rafforzare l'attrattiva dell'Unione europea per i lavoratori altamente qualificati e adottare nuove misure per facilitare ulteriormente l'accoglienza e la mobilità di studenti e ricercatori;
  • garantire che tali politiche non aggravino la fuga dei cervelli, incoraggiando la migrazione circolare;
  • regolare l'immigrazione familiare più efficacemente;
  • rafforzare ulteriormente lo scambio di informazioni reciproche sulle migrazioni;
  • migliorare l'informazione sulle possibilità e le condizioni di migrazione legale;
  • stabilire politiche ambiziose per favorire l'integrazione armoniosa dei migranti;
  • promuovere lo scambio di pratiche esemplari in materia di accoglienza e integrazione nonché misure comunitarie a sostegno delle politiche nazionali di integrazione.

Combattere l'immigrazione clandestina

Per assicurare ai migranti privi del permesso di soggiorno in un paese dell'UE, il ritorno nel loro paese di origine o di transito, l'UE dovrebbe:

  • limitarsi a regolarizzare caso per caso;
  • concludere accordi di riammissione a livello comunitario o bilaterale con i rispettivi paesi extra-UE e valutare l'efficacia degli accordi comunitari di riammissione;
  • adoperarsi a prevenire i rischi di migrazione clandestina nell'ambito delle politiche di ingresso, di soggiorno, della libera circolazione, ecc.;
  • sviluppare la cooperazione tra i paesi dell'UE sull'allontanamento dei migranti privi di permesso di soggiorno in un paese dell'UE;
  • rafforzare la cooperazione con i paesi di origine e transito, nel quadro dell'approccio globale in materia di migrazione per combattere l'immigrazione clandestina e per fornire una migliore informazione per le comunità minacciate;
  • invitare i paesi dell'UE a dotarsi di dispositivi incentivanti in materia di aiuto per il rimpatrio volontario;
  • lottare con fermezza attraverso sanzioni proporzionate e dissuasive nei confronti di coloro che sfruttano gli immigrati senza permesso di soggiorno in un paese dell'UE;
  • dare piena efficacia all'applicabilità all'interno dell'Unione di una decisione di allontanamento adottata da qualsiasi paese dell'UE.

Migliorare i controlli alle frontiere

Per garantire l'effettivo controllo delle frontiere esterne dell'Unione, l'UE nel suo insieme dovrebbe:

  • mobilitare tutte le risorse disponibili per assicurare un controllo più efficace di tutte le frontiere esterne;
  • generalizzare il rilascio dei visti biometrici a decorrere dal 1° gennaio 2012 e rafforzare la cooperazione consolare dei paesi dell'UE in vista della creazione di servizi consolari comuni per i visti;
  • fornire le risorse necessarie affinché l'agenzia Frontex possa svolgere i suoi compiti;
  • in uno spirito di solidarietà, tenere pienamente conto di quei paesi dell'UE soggetti a un afflusso eccessivo di immigrati;
  • utilizzare gli strumenti delle moderne tecnologie per consentire un'efficace gestione integrata delle frontiere esterne dell'UE;
  • rafforzare la cooperazione con i paesi di origine e di transito nel contesto del controllo delle frontiere esterne e della lotta all'immigrazione clandestina, anche attraverso un maggiore sostegno per la formazione e l'equipaggiamento delle autorità di migrazione;
  • sviluppare ulteriormente il processo di valutazione di Schengen.

Costruire un'Europa dell'asilo

Anche se i paesi dell'UE hanno fatto passi avanti nell'applicazione delle norme minime comuni per l'asilo, alcune disparità continuano ad esistere. Di conseguenza, sono necessari ulteriori sforzi al fine di realizzare pienamente un regime europeo comune in materia di asilo. In senso più vasto, l'UE deve:

  • istituire un Ufficio europeo di sostegno per l'asilo;
  • presentare proposte per una procedura unica in materia di asilo e uno status uniforme per i rifugiati e i beneficiari di protezione sussidiaria;
  • definire le procedure per situazioni di crisi per assistere qualsiasi paese dell'UE che deve far fronte a un afflusso massivo di richiedenti asilo e per promuovere la riallocazione dei beneficiari di protezione internazionale, al fine di assistere i paesi dell'UE il cui regime nazionale di asilo è soggetto a pressioni sproporzionate a causa della loro situazione geografica o demografica;
  • rafforzare la collaborazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati in modo da assicurare una migliore protezione ai richiedenti asilo al di fuori dell'UE;
  • formare il personale di controllo delle frontiere esterne sui diritti e gli obblighi relativi alla protezione internazionale.

Collaborare con i paesi di origine e di transito

Un partenariato globale deve essere creato con i paesi terzi di origine e di transito, onde favorire le sinergie tra migrazione e sviluppo. A tal fine, l'UE dovrebbe:

  • concludere, a livello comunitario o bilaterale, accordi con i paesi di origine e di transito che comportino elementi concernenti la migrazione legale e clandestina, la riammissione nonché lo sviluppo di questi paesi;
  • incoraggiare i paesi dell'UE ad offrire ai cittadini dei paesi partner, sia a est che a sud dell'Europa, possibilità di migrazione legale, in particolare sotto forma di migrazione temporanea o circolare in modo da evitare la fuga dei cervelli;
  • perseguire politiche con i paesi di origine e transito per scoraggiare o prevenire l'immigrazione clandestina, in particolare attraverso il rafforzamento delle capacità;
  • integrare le politiche migratorie e di sviluppo in modo più efficace;
  • promuovere azioni di cosviluppo, come l'adozione di strumenti finanziari specifici per il trasferimento delle rimesse in modo sicuro e più conveniente;
  • attuare con determinazione interventi concordati con le regioni partner, compresi i paesi dell'Africa, dell'est e il sud-est d'Europa, dell'America Latina, dei Caraibi e dell'Asia;
  • accelerare l'implementazione degli strumenti privilegiati dell'approccio globale in materia di migrazione;
  • assicurare nell'attuazione di queste diverse azioni la coerenza con gli altri aspetti della politica di cooperazione allo sviluppo dell'UE e con le altre politiche pertinenti.

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 6 maggio 2010 – Prima relazione annuale sull'immigrazione e l'asilo (2009) [COM(2010) 214 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Documento di lavoro della Commissione del 6 maggio 2010 – Prima relazione annuale sull'immigrazione e l'asilo (2009) che accompagna la Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio – Prima relazione annuale sull'immigrazione e l'asilo (2009) [SEC(2010) 535 def. – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 10 giugno 2009 – Metodo di monitoraggio per il controllo dell'attuazione del Patto europeo sull'immigrazione e l'asilo [COM(2009) 266 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 24.08.2010
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