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Rafforzare l'approccio globale in materia di migrazione

La presente comunicazione fa seguito alla comunicazione “Una politica d'immigrazione comune per l'Europa”, presentata dalla Commissione il 17 giugno 2008, e costituisce uno dei primi fondamenti del patto europeo sull'immigrazione e l'asilo, anch'esso adottato nell'ottobre 2008. La comunicazione invoca un maggiore coordinamento e maggiori sinergie fra l'Unione europea (UE) e i paesi terzi al fine di rendere più efficace e coerente l'applicazione pratica dell'approccio globale in materia di migrazione.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dell'8 ottobre 2008 – Rafforzare l'approccio globale in materia di migrazione: aumentare il coordinamento, la coerenza e le sinergie [COM(2008) 611 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente comunicazione riferisce in merito all'attuazione dell'approccio globale in materia di migrazione, presentandone le prospettive future e suggerendo i possibili miglioramenti per aumentare il coordinamento, la coerenza e le sinergie. La comunicazione si concentra sia sullo sviluppo tematico che sugli aspetti geografici dell'approccio globale.

Migrazione economica legale

La collaborazione con i paesi terzi dovrebbe essere ampliata per affrontare le esigenze dell'Unione europea (UE) in termini di manodopera. I potenziali migranti dovrebbero quindi essere informati sulle norme e procedure per accedere legalmente all'UE e sui rischi legati alla migrazione irregolare. A questo scopo sarà istituito a tempo debito un portale sull'immigrazione e saranno organizzate apposite campagne d'informazione. È inoltre fondamentale consentire un accesso più flessibile a chi intende immigrare nell'UE per motivi di lavoro nonché agevolare la mobilità a fini di ricerca o per affari. A tal fine, la Commissione intende sviluppare:

  • la prima generazione dei partenariati per la mobilità, al fine di estenderne l'uso per le attività di cooperazione strategica;
  • i centri di informazione e gestione della migrazione;
  • gli strumenti destinati a collegare meglio l’offerta e la domanda di lavoro;
  • lo scambio delle migliori pratiche tra le parti interessate;
  • le misure giuridiche e operative volte a incentivare la migrazione circolare;
  • i centri comuni per la gestione delle domande di visto.

Lotta contro l’immigrazione irregolare

Allo scopo di contrastare l'immigrazione irregolare, l'UE sostiene i paesi terzi nella gestione delle frontiere. Il Consiglio ha invitato la Commissione a valutare l’opportunità di estendere il ruolo di FRONTEX in tale contesto. Per contrastare il traffico dei migranti e la tratta degli esseri umani, la Comunità fornisce inoltre sostegno attraverso strumenti internazionali, piani d’azione nazionali per la lotta contro la tratta e miglioramenti legislativi. La comunicazione sottolinea anche la necessità di proseguire il dialogo e la cooperazione su queste problematiche con i paesi partner. A tale riguardo la Commissione intende sostenere:

  • la raccolta di informazioni sui cambiamenti delle rotte migratorie in direzione dell'UE;
  • lo sviluppo della gestione dell'emigrazione nei paesi terzi strategici;
  • l'adozione e l’attuazione di strategie nazionali di gestione integrata delle frontiere nei paesi terzi;
  • l'istituzione di un’infrastruttura di sorveglianza delle frontiere nel quadro del sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (EUROSUR) attraverso una maggiore collaborazione con i paesi terzi;
  • l'attuazione del piano d’azione di Ouagadougou, nonché lo sviluppo di strategie contro la tratta da parte delle organizzazioni regionali.

Migrazione e sviluppo

L'attività in materia di migrazione e sviluppo deve essere migliorata e intensificata. A tale scopo occorre applicare i principi del Consenso europeo sullo sviluppo, in particolare per affrontare le cause profonde della migrazione. È altresì fondamentale che le politiche migratorie siano integrate in altre politiche pertinenti. La Commissione intende pertanto migliorare:

  • i sistemi per i trasferimenti delle rimesse;
  • la partecipazione dei gruppi di migranti e delle organizzazioni di diaspore alle iniziative politiche intraprese dall'UE;
  • la dimensione coerenza delle politiche per lo sviluppo, con particolare attenzione alla fuga dei cervelli;
  • l'accesso a un'istruzione e formazione professionale di qualità, nonché le condizioni e opportunità di lavoro in regioni caratterizzate da una forte emigrazione;
  • l'applicazione dei principi del "consenso europeo sullo sviluppo" alle questioni occupazionali, alla governance e all’evoluzione demografica;
  • la comprensione dei rapporti tra cambiamenti climatici e migrazione, e dell'impatto attuale e futuro di tali fenomeni.

Rotte migratorie

Per quanto riguarda le rotte migratorie del Sud occorre raggiungere una maggiore coerenza a livello di definizione e attuazione delle politiche. A tale scopo la Commissione intende promuovere la cooperazione tra i paesi africani e lo sviluppo di politiche africane di migrazione. A livello comunitario, la Commissione intende gestire la cooperazione UE-Africa attraverso il gruppo UE incaricato di attuare il partenariato in materia di migrazione, mobilità e occupazione.

La dimensione "migrazione e sviluppo" dovrebbe inoltre essere estesa alla cooperazione fra l'UE e le aree orientali e sudorientali vicine all'UE. Dovrebbero inoltre essere prese in considerazione questioni quali la migrazione per motivi di lavoro, le rimesse, il rimpatrio, la reintegrazione e le reti delle diaspore.

Anche altre regioni, come il Caucaso meridionale, l'Asia centrale, il Medio Oriente, l'Asia, l'America Latina e i Caraibi esercitano un impatto sulla politica migratoria dell'UE in termini di immigrazione irregolare e immigrazione legale per motivi di lavoro. Occorre pertanto adottare un approccio differenziato nei confronti di queste regioni, sia bilaterale che multilaterale, per rafforzare il dialogo e la cooperazione.

Migliore governance

L'approccio globale deve offrire un quadro concreto per una migliore gestione della migrazione. La sua coerenza ed efficacia devono quindi essere migliorate. Occorre altresì rafforzare il coordinamento tra l’UE e i livelli nazionale, regionale e locale e con i paesi terzi. La condivisione di informazioni sugli obiettivi politici dell'UE in materia di migrazione deve far parte del dialogo e della cooperazione con i paesi terzi. Infine, l'UE e i suoi Stati membri dovrebbero assumere un profilo politico più visibile e promuovere l'approccio globale nei vari contesti di cooperazione.

L'efficacia complessiva dell'approccio globale dipende anche in parte dal suo finanziamento. Occorre pertanto riesaminare gli strumenti finanziari comunitari, quelli degli Stati membri e di altre fonti esterne, e migliorare il loro uso.

Ultima modifica: 07.11.2008
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