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Titolo di soggiorno per le vittime della tratta di esseri umani

La presente direttiva introduce un titolo di soggiorno destinato ai cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri umani o coinvolti in un'azione di favoreggiamento dell'immigrazione illegale. Il titolo di soggiorno mira ad incoraggiare tali cittadini di paesi terzi a cooperare con le autorità competenti e a fornire alle vittime una protezione adeguata.

ATTO

Direttiva 2004/81/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, riguardante il titolo di soggiorno da rilasciare ai cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri umani o coinvolti in un'azione di favoreggiamento dell'immigrazione illegale che cooperino con le autorità competenti.

SINTESI

A livello europeo la presente direttiva completa una serie di iniziative intese a lottare contro la tratta di esseri umani, ovvero la decisione quadro 2002/629/GAI del Consiglio sulla lotta alla tratta degli esseri umani e la direttiva 2002/90/CE del Consiglio volta a definire il favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno illegali.

Essa definisce le condizioni per la concessione di titoli di soggiorno di durata limitata ai cittadini di paesi terzi che sono vittime della tratta di esseri umani o coinvolti in un'azione di traffico di esseri umani, i quali cooperino alla lotta contro tali crimini. Il titolo può essere rilasciato a cittadini di paesi terzi anche se sono entrati illegalmente nel territorio di un paese dell'UE. La sua durata è collegata alla lunghezza delle relative procedure nazionali.

La presente direttiva riguarda i cittadini di paesi terzi che hanno raggiunto la maggiore età quale definita nel diritto del paese dell’UE interessato. I paesi dell’UE possono tuttavia decidere di applicare la presente direttiva ai minori, conformemente alle condizioni previste dal diritto nazionale. Misure specifiche saranno previste per i minori non accompagnati, ad esempio in materia di accesso all’istruzione e alla rappresentanza legale.

La persona interessata deve essere informata dalle autorità competenti del relativo paese dell’UE circa le possibilità offerte dalla direttiva. Per poter decidere consapevolmente sulla propria collaborazione con le autorità inquirenti, i cittadini di paesi terzi hanno diritto a un periodo di riflessione che gli consenta di ristabilirsi e di sottrarsi all'influenza degli autori dei reati. Durante il periodo di riflessione, il cittadino di paesi terzi interessato:

  • non può essere oggetto di un provvedimento di allontanamento;
  • beneficia di un alloggio nonché di cure mediche ed eventualmente psicologiche;
  • beneficia di assistenza linguistica, se del caso;
  • beneficia di assistenza legale gratuita, se previsto dall’ordinamento giuridico nazionale.

Alle autorità competenti spetterà la responsabilità di valutare:

  • l'utilità della presenza della vittima ai fini dell’indagine;
  • se la vittima mostra una chiara volontà di cooperare;
  • se la vittima ha rotto qualsivoglia legame con i presunti autori degli illeciti in causa.

Il titolo di soggiorno di breve durata viene rilasciato ove siano soddisfatte le suddette tre condizioni, con la riserva che la persona non costituisca una minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza interna.

Il titolo di soggiorno ha una validità minima di sei mesi e può essere rinnovato, qualora risultino ancora soddisfatte le condizioni previste per il rilascio. Esso consente al beneficiario di accedere al mercato del lavoro, alla formazione professionale e all'istruzione, alle condizioni stabilite nella legislazione nazionale. I cittadini di paesi terzi interessati hanno altresì diritto ad accedere a un programma di reinserimento, finalizzato alla loro integrazione nel paese di accoglienza oppure a favorire il loro ritorno nel paese d'origine. I paesi dell'UE possono vincolare il rilascio del titolo di soggiorno alla partecipazione a tali programmi.

Inoltre, i paesi dell’UE devono tenere in particolare considerazione la situazione di talune categorie di soggetti più deboli (quali le donne incinte, i disabili, le vittime di stupro o di altre forme di violenza).

Il titolo di soggiorno non sarà rinnovato se non risultano più soddisfatte le condizioni della presente direttiva o se il relativo procedimento è stato chiuso. Allo scadere del titolo di soggiorno, si applica il diritto ordinario riguardante gli stranieri.

Motivi attinenti all'ordine pubblico e alla sicurezza interna, abusi e frodi possono giustificare il ritiro del titolo di soggiorno. Esso può anche essere ritirato se la vittima ristabilisce contatti con i presunti autori dei reati o se cessa di cooperare o quando il caso è archiviato.

Contesto

Nella sua riunione speciale di Tampere del 15 e 16 ottobre 1999, il Consiglio europeo ha espresso la propria determinazione a combattere l'immigrazione clandestina alla fonte, in particolare colpendo i responsabili della tratta di esseri umani e dello sfruttamento economico dei migranti.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore Data limite di trasposizione negli Stati membri Gazzetta ufficiale
Direttiva 2004/81/CE

6.8.2004

5.8.2006

GU L 261, 6.8.2004

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 15 ottobre 2010, sull'applicazione della direttiva 2004/81/CE riguardante il titolo di soggiorno da rilasciare ai cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri umani o coinvolti in un’azione di favoreggiamento dell’immigrazione illegale che cooperino con le autorità competenti [COM(2010) 493 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La presente relazione fornisce una panoramica sull'applicazione della direttiva 2004/81/CE da parte dei paesi dell'UE che sono tenuti ad osservarla. Tutti questi paesi dell'UE hanno comunicato le loro misure di recepimento, tuttavia, sussistono delle lacune nella corretta applicazione della direttiva.
Il numero delle vittime della tratta di esseri umani è palesemente molto più elevato rispetto al numero di titoli di soggiorno temporanei rilasciati annualmente sulla base di questa direttiva. Di conseguenza, l'impatto della direttiva sulla protezione delle vittime e lo smantellamento delle reti dei trafficanti sembra essere insufficiente.
I paesi dell'UE dovrebbero offrire alle vittime un accesso migliore alle informazioni sulle opportunità offerte dalla direttiva. Inoltre, essi dovrebbero rispettare in toto le disposizioni relative al trattamento delle vittime durante il periodo di riflessione. Ciò potrebbe aiutare a superare il problema delle vittime riluttanti a fare affidamento sui meccanismi previsti.
La Commissione prenderà in considerazione una modifica della direttiva onde migliorare la protezione delle vittime e la lotta contro la tratta di esseri umani. Particolare attenzione sarà rivolta a:

  • il rilascio di titoli di soggiorno temporanei sulla base della situazione di vulnerabilità della vittima, e non necessariamente in cambio della cooperazione con le autorità competenti;
  • la determinazione di una specifica durata del periodo di riflessione per le vittime;
  • il rafforzamento del quadro giuridico relativo al trattamento delle vittime, in particolare per i minori;
  • il potenziamento dell'obbligo di informare le vittime.
Ultima modifica: 18.01.2011
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