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Lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile

L'Unione europea (UE) adotta una legislazione per la lotta contro i reati sessuali a danno di minori. La direttiva riguarda gli aspetti che vanno dalla sanzione alla prevenzione passando attraverso il sostegno alle vittime. In particolare sono previste disposizioni specifiche in caso di pornografia infantile su internet e di turismo sessuale.

ATTO

Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio.

SINTESI

La presente direttiva armonizza in tutta l’Unione europea (UE) i reati in materia di abuso sessuale ai danni di minori, sfruttamento sessuale dei minori e pornografia infantile. Essa stabilisce anche sanzioni minime. Le nuove norme prevedono anche disposizioni volte a combattere la pornografia infantile su internet e il turismo sessuale. Mirano inoltre a interdire ai pedofili già condannati l’esercizio di attività professionali che comportano contatti regolari e diretti con minori.

Reati e sanzioni

La direttiva definisce una ventina di reati, suddivisi in quattro categorie:

  • reati di abuso sessuale, come compiere attività sessuali con un minore che non ha raggiunto l’età del consenso sessuale o costringerlo a compiere tali attività con un’altra persona;
  • reati di sfruttamento sessuale, come ad esempio costringere un minore a prostituirsi o a partecipare a spettacoli pornografici;
  • reati di pornografia minorile: possedere, accedere, distribuire, fornire e produrre materiale pedopornografico;
  • reati di adescamento di minori su internet per scopi sessuali: proporre su Internet un incontro con un minore con l’intento di commettere abusi sessuali o incoraggiarlo, con lo stesso mezzo, a fornire materiale pornografico che ritragga tale minore.

A livello nazionale, le pene detentive massime devono almeno essere superiori a talune soglie, che vanno da uno a dieci anni in relazione alla gravità dei fatti e al fatto che il minore abbia raggiunto o meno l’età del consenso sessuale. Parimenti, l’istigazione a commettere questi reati è punibile.

Una persona giuridica può essere ritenuta responsabile e sanzionata qualora il reato sia commesso per suo conto da una persona che eserciti potere decisionale.

Sono previste diverse circostanze aggravanti, in particolare quando il reato è commesso nei confronti di un minore in situazione di particolare vulnerabilità o da un familiare del minore, o da una persona che ha abusato della sua posizione di fiducia o di autorità, o ancora quando l'autore è già stato condannato per reati della stessa indole.

Per quanto concerne le attività sessuali consensuali, la direttiva lascia gli Stati membri liberi di decidere se certe pratiche sono o meno punibili quando coinvolgono persone vicine per età, grado di maturità fisica e psicologica simile e che possono essere considerate come la normale scoperta della sessualità.

Attività professionali a contatto con i minori

Per evitare il rischio di recidiva, gli autori di uno dei reati ai sensi della direttiva dovrebbero essere interdetti dall’esercizio di attività professionali che comportano contatti regolari e diretti con minori. I datori di lavoro hanno il diritto di essere informati dell’esistenza di una condanna o delle misure interdittive esistenti. Tali informazioni devono inoltre essere trasmesse agli altri Stati membri onde evitare che un pedofilo possa usufruire della libera circolazione dei lavoratori nell’UE per lavorare con minori in un altro paese.

Turismo sessuale

L’organizzazione di viaggi finalizzati a commettere i reati di abuso sessuale, sfruttamento sessuale su minori o ancora di pornografia infantile, deve essere vietata. Poiché questi crimini restano spesso impuniti nei paesi dove avvengono, la direttiva prevede che lo Stato membro possa giudicare i suoi cittadini per reati di questo tipo commessi all’estero.

Inoltre, al di là della sua giurisdizione, quando il reato è commesso sul suo territorio o da uno dei propri cittadini, lo Stato membro può anche ampliare la sua giurisdizione ai reati commessi all'estero quando l'autore del reato risiede abitualmente nel suo territorio, o se il reato è stato commesso per conto di una persona giuridica che ha sede nel suo territorio o ancora quando la vittima è uno dei suoi cittadini.

La pornografia infantile su internet

Gli Stati membri devono garantire la tempestiva rimozione delle pagine web che contengono o diffondono materiale pedopornografico ospitate nel loro territorio e si adoperano per ottenere la rimozione di pagine ospitate al di fuori del loro territorio. In determinate condizioni di trasparenza e di informazione degli utenti internet, hanno altresì facoltà di bloccare l’accesso a tali siti

Indagini, azioni penali e giurisdizione

Le indagini e le azioni legali relative a questi reati non devono essere subordinate alla querela o alla denuncia formulate dalla vittima e il procedimento penale deve continuare , anche se la persona ha ritirato la sua dichiarazione. Inoltre per i reati più gravi, l’azione penale dovrebbe essere consentita per un congruo periodo di tempo dopo che la vittima ha raggiunto la maggiore età.

Assistenza, sostegno e protezione delle vittime

In conformità con le disposizioni previste dalla direttiva relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale, si deve assicurare un’assistenza e un sostegno alle vittime prima, durante e dopo il procedimento penale. Le vittime minorenni dei reati di abuso sessuale, sfruttamento sessuale e pornografia infantile sono considerate vittime particolarmente vulnerabili e devono essere trattate nel modo più adeguato alla loro situazione.

Particolari misure di protezione saranno adottate soprattutto nel caso in cui l’aggressore sia un familiare del minore. Inoltre, le giovani vittime devono avere accesso immediato alla consulenza legale e all’assistenza legale, se necessario, e a titolo gratuito. Inoltre, l'assistenza e il sostegno fornito non devono dipendere dalla loro volontà di collaborare all’indagine o al processo.

Prevenzione

Programmi specifici per ridurre il rischio di recidiva dovrebbero essere offerti alle persone condannate o perseguite per reati sessuali contro i minori. Tali persone devono inoltre essere valutate per determinare il pericolo che esse rappresentano e il rischio di recidiva.

Contesto

La presente direttiva sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI. Dal momento che alcune vittime della tratta di esseri umani sono anche vittime minorenni di abusi sessuali o di sfruttamento sessuale, la direttiva dovrebbe essere complementare alla direttiva concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 2011/93/UE

17.12.2011

18.12.2013

GU L 335 del 17.12.2011

Ultima modifica: 01.02.2012
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