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Strategia di lotta antiterrorismo

Il terrorismo è una vera e propria minaccia agli Stati e alla popolazione. Per affrontarla, l'Unione europea (UE) ha sviluppato una strategia di lotta antiterrorismo basata sulla prevenzione, la protezione, il perseguimento e la risposta.

ATTO

Consiglio dell'Unione europea, del 30 novembre 2005 – Strategia antiterrorismo dell'Unione europea

SINTESI

Di fronte all'attuale minaccia terrorista, l'Unione europea (UE) e l'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) hanno elaborato una strategia globale. La strategia adottata a livello dell'UE promuove la democrazia, il dialogo e la buona gestione degli affari pubblici per contrastare le cause della radicalizzazione.

Per combattere efficacemente il terrorismo l'UE propone di organizzare la sua azione attorno a quattro obiettivi: la prevenzione, la protezione, il perseguimento e la risposta.

Prevenzione

Il pilastro "prevenzione" intende lottare contro la radicalizzazione e il reclutamento di terroristi individuando i metodi, la propaganda e gli strumenti utilizzati dai terroristi. Anche se sono gli Stati membri a dover affrontare queste sfide, l'UE contribuisce a coordinare le politiche nazionali, a riconoscere le buone pratiche e a scambiare le informazioni.

Le priorità previste in materia di prevenzione sono:

  • elaborare azioni comuni per individuare e combattere i comportamenti pericolosi;
  • frenare l'incitamento alla violenza e il reclutamento nei luoghi più propizi alla loro diffusione (carceri, luoghi di culto, ecc.);
  • instaurare un dialogo interculturale;
  • spiegare al meglio le politiche europee;
  • favorire con programmi di assistenza la buona gestione degli affari pubblici, la democrazia, l'insegnamento e la prosperità economica;
  • proseguire le ricerche in questo settore e condividere le esperienze e le analisi.

Protezione

Il pilastro "protezione" mira a ridurre la vulnerabilità dei bersagli di attentati e a limitare le conseguenze di questi ultimi. Propone un'azione collettiva a livello della protezione delle frontiere, dei trasporti e di tutte le strutture transfrontaliere.

Per controllare al meglio le frontiere, gli Stati membri dispongono del sistema d'informazione Schengen II (SIS II) e del sistema d’informazione sui visti (VIS), nonché dell'agenzia FRONTEX. Sono inoltre tenuti a scambiare i dati sui codici di prenotazione dei passeggeri e ad usare i dati biometrici nei documenti d'identità.

Per migliorare la sicurezza dei trasporti, gli Stati membri devono studiare insieme i punti deboli del settore e rafforzare la sicurezza sulle strade, sui treni, negli aeroporti e nei porti marittimi.

L'UE vuole valutare la minaccia e il suo grado di vulnerabilità. Si tratta di elaborare un piano di lavoro, dei metodi per proteggersi dagli attentati e un programma europeo per le infrastrutture critiche. Gli Stati membri devono peraltro rinnovare il loro sforzo di cooperazione nei settori della non proliferazione delle sostanze chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN).

Perseguimento

Il terzo pilastro mira a perseguire i terroristi al di là delle frontiere nel rispetto dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale. L'UE intende in primo luogo ostacolare l'accesso alle attrezzature che permettono di compiere attentati (armi, esplosivi, ecc.), smantellare le reti terroriste e i loro agenti di reclutamento e contrastare l'uso improprio delle associazioni senza scopo di lucro.

Il secondo obiettivo in materia di perseguimento dei terroristi mira a bloccare le fonti di finanziamento del terrorismo conducendo inchieste, congelando i beni e ostacolando il trasferimento di capitali (toccando parimenti l’aspetto “prevenzione”). L'UE sta inoltre attuando una normativa sul riciclaggio di denaro e sul finanziamento del terrorismo.

Il terzo obiettivo consiste nell'impedire la pianificazione di azioni terroristiche ostacolando la comunicazione e la diffusione delle conoscenze tecniche dei terroristi, soprattutto attraverso Internet.

Gli Stati membri mettono a disposizione gli strumenti necessari per ottenere e analizzare le informazioni. Elaborano analisi comuni e si scambiano le loro informazioni tramite Europol e Eurojust. Ciascuno Stato membro rende conto del modo in cui ha migliorato le sue capacità e i suoi meccanismi nazionali.

Gli strumenti utilizzati per realizzare questi obiettivi sono:

  • le analisi effettuate dal Centro di situazione congiunto (SITCEN) e da Europol;
  • il mandato di arresto europeo e il mandato europeo di ricerca delle prove;
  • le squadre investigative comuni;
  • il principio della disponibilità delle informazioni in materia di contrasto;
  • il VIS e il SIS II (per un migliore accesso all'informazione);
  • Il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) (EN) (FR), di cui la Commissione è membro attivo, e che fornisce raccomandazioni la maggior parte delle quali sono attuate dalla legislazione europea.

Risposta

Il rischio di attentati non può essere ridotto a zero. Spetta agli Stati membri affrontarlo quando si presenta. I meccanismi di risposta in caso di attentato terroristico sono spesso gli stessi che in caso di incidente tecnico o catastrofe naturale o provocata dall'uomo. Per prevederli, è opportuno sfruttare le strutture esistenti e i meccanismi europei di protezione civile. Una banca dati dell'UE propone l'inventario delle risorse e dei mezzi che gli Stati membri potrebbero mobilitare in caso di attacco terroristico.

In caso di attentato è fondamentale

  • scambiare rapidamente le informazioni pratiche e le decisioni e assicurare il coordinamento dei mezzi di comunicazione (se si tratta di un incidente transfrontaliero);
  • assicurare a livello nazionale ed europeo: la solidarietà, l'assistenza e il risarcimento delle vittime del terrorismo e delle loro famiglie;
  • fornire assistenza ai cittadini dell'UE nei paesi terzi;
  • proteggere e appoggiare i mezzi civili e militari dispiegati nell'UE in caso di operazioni di gestione delle crisi.

La strategia è integrata da un piano d'azione dettagliato (EN ) che indica le misure da adottare nel quadro di questi quattro pilastri.

ATTI COLLEGATI

Relazione del Consiglio dell’Unione europea (EN ), del 17 gennaio 2011, sul piano d’azione dell’UE sulla lotta contro il terrorismo.

Consiglio dell'Unione europea, 17 luglio 2008 – Strategia riveduta per la lotta al finanziamento del terrorismo .

Decisione 2007/124/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2007, che istituisce per il periodo 2007-2013 il programma specifico "Prevenzione, preparazione e gestione delle conseguenze in materia di terrorismo e di altri rischi correlati alla sicurezza", quale parte del programma generale sulla sicurezza e la tutela delle libertà. [Gazzetta ufficiale L 58 del 24.2.2007].

Ultima modifica: 07.12.2011

Vedi anche

  • il sito della direzione generale Affari interni della Commissione europea - lotta contro il terrorismo (EN)
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