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Risarcimento alle vittime di reati

Obiettivo della presente direttiva è stabilire un sistema di cooperazione volto a facilitare alle vittime di reato l’accesso all’indennizzo nelle situazioni transfrontaliere. Il sistema dovrebbe operare sulla base dei sistemi degli Stati membri in materia di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori.

ATTO

Direttiva 2004/80/CE del Consiglio del 29 aprile 2004 relativa all’indennizzo delle vittime di reato.

SINTESI

Le vittime di reato hanno il diritto di ottenere un indennizzo equo e adeguato per le lesioni subite, indipendentemente dal luogo dell’Unione europea (UE) in cui il reato è stato commesso. Questa direttiva contribuisce a tale scopo nel modo seguente:

  • richiede agli Stati membri di prevedere nella rispettiva legislazione nazionale un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori;
  • istituisce un sistema volto a facilitare alle vittime di reato l’accesso all’indennizzo nelle situazioni transfrontaliere (possibilità di fare domanda di indennizzo nello Stato membro di residenza, designazione di punti di contatto centrali negli Stati membri, ecc.).

Garantire un indennizzo adeguato alle vittime di reato in tutta l’UE

Per una vittima è difficile ottenere riparazione o perché l’autore del reato non dispone delle risorse finanziarie necessarie o perché non è stato possibile identificare o citare in giudizio l’autore del reato (la possibilità di ottenere riparazione dell’autore del reato è contemplata dalla decisione quadro relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale). Consapevoli di ciò, tredici Stati membri hanno introdotto sistemi di risarcimento con fondi pubblici i quali, però, presentano considerevoli disparità. Tali disparità creano notevoli divergenze dal punto di vista della copertura completa di tutti i cittadini dell’Unione e dell’importo dell’indennità.

Dopo l’entrata in vigore della direttiva, l’indennizzo dovrà funzionare nelle situazioni transfrontaliere o nazionali, indipendentemente dallo Stato di residenza della vittima e dallo Stato membro in cui è stato commesso il reato. Il calcolo dell’importo versato alla vittima è lasciato alla discrezionalità dello Stato membro in cui è stato commesso il reato, purché l’indennizzo sia equo e adeguato.

Agevolare le domande di indennizzo delle vittime nelle situazioni transfrontaliere

La direttiva stabilisce un sistema di cooperazione volto a facilitare alle vittime di reato l’accesso all’indennizzo nelle situazioni transfrontaliere, che dovrebbe operare sulla base dei sistemi degli Stati membri in materia di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori. Tutti gli Stati membri devono pertanto istituire un meccanismo di indennizzo e provvedere affinché le normative nazionali prevedano l’esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati entro il 1º luglio 2005.

Provvedere all’istituzione di un sistema di indennizzo e rafforzare la cooperazione fra gli Stati membri

Tutti gli Stati membri provvedono affinché la rispettiva normativa nazionale disponga l’esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, che garantisca un indennizzo equo ed adeguato delle vittime.

La direttiva stabilisce un sistema di cooperazione tra le autorità degli Stati membri per facilitare l’accesso all’indennizzo nelle situazioni transfrontaliere. Le vittime di reati commessi al di fuori dello Stato membro in cui risiedono abitualmente possono rivolgersi a un’autorità dello Stato membro di residenza (autorità di assistenza) per ottenere informazioni su come introdurre la domanda di indennizzo. L’autorità dello Stato membro di residenza trasmette direttamente la domanda all’autorità dello Stato membro in cui è stato commesso il reato (autorità di decisione) che è competente per l’esame della domanda e del versamento dell’indennizzo.

La Commissione ha predisposto moduli standard per la trasmissione delle domande e delle decisioni relative all’indennizzo delle vittime (vedere "Atti collegati").

Come disposizioni d’applicazione, la direttiva prevede che sia elaborato e pubblicato su Internet un manuale per le autorità di assistenza. La direttiva stabilisce anche che sia istituito un sistema di punti di contatto centrali in ciascuno Stato membro, inteso a facilitare la cooperazione nelle situazioni transfrontaliere. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web dell’Atlante giudiziario europeo in materia civile.

Entro e non oltre il 1º gennaio 2006 gli Stati membri sono tenuti a mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva.

Entro il 1º gennaio 2009, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sull’applicazione della presente direttiva.

Contesto

La Commissione ha presentato, nel 1999, una comunicazione sulle vittime di reati volta a migliorare la posizione delle vittime di reati all’interno dell’UE. Inoltre, in occasione del Consiglio europeo di Tampere, gli Stati membri hanno riconosciuto la necessità di stabilire norme minime per la protezione delle vittime della criminalità nell’Unione (UE). Il Consiglio ha adottato, il 15 marzo 2001, una decisione quadro relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale. La decisione quadro prevede l’obbligo per gli Stati membri di garantire alle vittime di reati il diritto di ottenere un risarcimento da parte dell’autore del reato. Tuttavia, a parte ciò, la questione del risarcimento delle vittime di reato non viene trattata.

Successivamente, il 28 settembre 2001, la Commissione ha presentato un Libro verde sul risarcimento alle vittime di reati, il quale presenta due settori d’intervento principali potenziali:

  • l’adozione di norme minime relative al risarcimento delle vittime a livello europeo, obbligando gli Stati membri a garantire alle vittime un livello ragionevole di risarcimento attraverso fondi pubblici;
  • l’adozione di misure che agevolino l’accesso al risarcimento nella pratica, indipendentemente dal luogo, all’interno dell’UE, in cui si sia subito il reato.

Questa direttiva fa seguito al Libro verde. Dopo gli attacchi terroristici verificatisi a Madrid nel marzo del 2004, la Commissione, nella sua dichiarazione sulla lotta al terrorismo, ha invitato ad adottare la direttiva entro il 1° maggio 2004.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 2004/80/CE

26.8.2004

1.1.2006

GU L 261 del 6.8.2004

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo, del 20 aprile 2009, sull’applicazione della direttiva 2004/80/CE del Consiglio relativa all’indennizzo delle vittime di reato [COM(2009) 170 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La presente relazione valuta l’applicazione della direttiva negli Stati membri nel periodo 1 gennaio 2006 – 31 dicembre 2008. Solo 15 Stati membri hanno rispettato il termine per il recepimento della direttiva (1 gennaio 2006). Successive notifiche sono pervenute da 11 Stati membri. La valutazione è pertanto incompleta.
Ciononostante, 25 Stati membri hanno predisposto sistemi che consentono alle vittime di presentare domanda, hanno istituito le autorità competenti e hanno attuato le disposizioni sulle procedure amministrative. La maggior parte degli Stati ha anche notificato le proprie misure e i propri metodi per fornire ai richiedenti informazioni sui sistemi di indennizzo.
Il numero delle domande e delle azioni transfrontaliere si è mantenuto molto basso a causa dell’attuazione piuttosto recente della direttiva in alcuni Stati membri, delle barriere linguistiche incontrate da alcuni paesi e della mancanza di conoscenza dell’ordinamento giuridico e delle procedure di altri Stati membri. Inoltre, la capacità di esaminare e di trasmettere le domande e le decisioni varia notevolmente all’interno dell’Unione europea.
Tutti gli Stati membri, salvo uno, dispongono di sistemi di indennizzo nazionali equi e adeguati. La maggior parte degli Stati prevede un indennizzo alle vittime di lesioni personali, disabilità a lungo termine e decesso, nonché ai parenti prossimi in caso di omicidio, ma esclude le lesioni colpose. Tuttavia, i reati devono essere stati denunciati alla polizia. La maggior parte degli Stati membri impone limiti temporali alle domande e un limite massimo per gli indennizzi e prevede un indennizzo ridotto ove la vittima abbia contribuito alle circostanze in cui è stata lesa.
Solo 13 Stati membri hanno comunicato alla Commissione tutti i dettagli delle autorità di assistenza e di decisione, le lingue in cui le informazioni possono essere trasmesse fra queste autorità, le misure per fornire informazioni ai richiedenti e i moduli necessari per fare domanda di indennizzo. Di conseguenza, il manuale contenente tali dati, pubblicato nell’Atlante, sarà aggiornato regolarmente.

Decisione della Commissione 2006/337/CE, del 19 aprile 2006, che adotta un formulario tipo per la trasmissione delle domande e delle decisioni conformemente alla direttiva 2004/80/CE del Consiglio relativa all’indennizzo delle vittime di reato [Gazzetta ufficiale L 125 del 12.5.2006].
La Commissione ha adottato formulari tipo per la trasmissione delle domande e delle decisioni relative all’indennizzo. Questi formulari figurano in allegato alla decisione.

Ultima modifica: 10.11.2009
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