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Reati terroristici

Dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, l’Unione europea (UE) intende intensificare la lotta contro il terrorismo. A tal fine ha adottato una decisione quadro con cui chiede agli Stati membri di armonizzare le loro legislazioni e stabilisce norme minime sui reati terroristici. Delimitato il concetto di reato terroristico, la decisione precisa le sanzioni che gli Stati membri devono prevedere nella legislazione nazionale.

ATTO

Decisione quadro 2002/475/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, sulla lotta contro il terrorismo [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

La decisione quadro armonizza la definizione di reati terroristici in tutti gli Stati membri, introducendo una definizione specifica e comune. Il concetto di terrorismo è una combinazione di due elementi:

  • un elemento obiettivo, riferendosi ad un elenco di casi di grave condotta criminale (omicidio volontario, lesioni personali, cattura di ostaggi, estorsione, fabbricazione di armi, commettere attacchi o minacciare di compiere una delle precedenti azioni, ecc.);
  • un elemento soggettivo, dal momento che tali atti sono considerati reati terroristici se commessi con l’obiettivo di terrorizzare gravemente una popolazione, costringendo ingiustamente un governo o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere qualsiasi atto, o destabilizzando o distruggendo gravemente le strutture politiche, costituzionali, economiche e sociali alla base di un paese o di un’organizzazione internazionale.

La decisione quadro definisce un’organizzazione terroristica come un’associazione strutturata di più di due persone, costituita già da tempo, che agisce secondo modalità concertate. Secondo la stessa il comando di un’organizzazione terroristica e la partecipazione alle sue attività costituisce un reato in relazione ad un’organizzazione terroristica.

Inoltre gli Stati membri devono garantire che taluni atti intenzionali siano punibili come reati connessi ad attività terroristiche anche se non è stato perpetrato alcun reato terroristico. Tali atti includono:

  • provocazione pubblica a commettere un reato terroristico;
  • reclutamento e addestramento a fini terroristici;
  • furto aggravato, estorsione e falsificazione di documenti amministrativi con l’intenzione di commettere un reato terroristico.

Per punire gli atti terroristici, gli Stati membri devono prevedere nella loro legislazione nazionale sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive, che possono comportare l’estradizione. Inoltre, gli Stati membri devono garantire che le sanzioni siano comminate contro le persone giuridiche, nel caso che la persona fisica autrice del reato abbia potere di rappresentanza di tale persona giuridica che ha commesso un reato terroristico.

Gli Stati membri devono adottare di tutte le misure necessarie per:

  • stabilire la propria giurisdizione in relazione agli atti terroristici;
  • stabilire la propria giurisdizione qualora non autorizzino l’estradizione di una persona sospettata o condannata per tale reato in un altro Stato membro o paese terzo;
  • quando più Stati membri sono competenti, coordinare la propria azione e stabilire la propria giurisdizione al fine di centralizzare le azioni legali in un solo Stato membro.

Inoltre, devono garantire un’assistenza adeguata alla vittima del reato e alla sua famiglia (oltre alle misure già previste dalla decisione quadro 2001/220/GAI).

Contesto

Gli attentati terroristici di settembre 2001 hanno indotto l’Unione europea (UE) a rafforzare l’azione in questo ambito. L’obiettivo della decisione quadro è quindi rendere più efficace, a livello dell’UE, la lotta contro il terrorismo. Il problema era già stato sollevato in occasione del Consiglio europeo di Tampere dell’ottobre 1999 e del Consiglio europeo di Santa Maria da Feira del giugno 2000.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTrasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Decisione quadro 2002/475/GAI

22.6.2002

31.12.2002

GU L 164 del 22.6.2002

Atto/i modificatore/i)Entrata in vigoreTrasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Decisione quadro 2008/919/GAI

9.12.2008

9.12.2010

GU L 330 del 9.12.2008

ATTI CONNESSI

Relazione della Commissione, del 6 novembre, a norma dell’articolo 11 della decisione quadro del Consiglio, del 13 giugno 2002, sulla lotta contro il terrorismo [COM(2007) 681 definitivo – Gazzetta ufficiale C 9 del 15.1.2008].
Questa seconda relazione indica che la maggior parte degli Stati membri che sono stati oggetto di una prima valutazione hanno proceduto in maniera soddisfacente all'attuazione dei principali elementi della decisione quadro anche se rimangono certe lacune. Quanto agli Stati che sono stati oggetto di una seconda valutazione, le ulteriori informazioni inviate alla Commissione hanno permesso di concludere che, in via generale, esiste un elevato livello di conformità. Tuttavia persistono un gran numero di carenze constatate nella prima valutazione. Le preoccupazioni principali della Commissione riguardano l’attuazione carente, da parte di taluni Stati membri, delle disposizioni che stabiliscono una definizione comune di terrorismo e l’armonizzazione delle sanzioni per i reati connessi ad organizzazioni terroristiche e la responsabilità penale delle persone giuridiche in caso di reato di terrorismo.

Relazione della Commissione, dell’8 giugno 2004, a norma dell’articolo 11 della decisione quadro del Consiglio, del 13 giugno 2002, sulla lotta contro il terrorismo [COM(2004) 409 def. – Gazzetta ufficiale C 321 del 28.12.2004].
La relazione fa il punto della situazione in termini di trasposizione negli Stati membri della decisione quadro sulla lotta contro il terrorismo. Secondo la relazione, la maggior parte degli Stati membri ha attuato le misure necessarie per rispettare le disposizioni principale del suo strumento legale. Sono state tuttavia evidenziale talune lacune.

Ultima modifica: 18.08.2010
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