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Programma europeo di ricerca e innovazione in materia di sicurezza

La presente comunicazione rappresenta la prima risposta della Commissione alle principali constatazioni e raccomandazioni del Forum europeo per la ricerca e l'innovazione in materia di sicurezza (ESRIF). L’ESRIF ha definito un programma europeo di ricerca e innovazione in materia di sicurezza (ESRIA) che serve come tabella di marcia strategica comune per la ricerca e l’innovazione in questo settore, nell’ottica di sostenere lo sviluppo della sicurezza europea.

ATTO

Comunicazione della Commissione del 21 dicembre 2009 – “Programma europeo di ricerca e innovazione in materia di sicurezza – Posizione iniziale della Commissione sulle principali constatazioni e raccomandazioni dell’ESRIF” [COM(2009) 691 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Alla luce delle preoccupazioni moderne nel campo della sicurezza, nel 2007 è stato istituito il Forum europeo per la ricerca e l'innovazione in materia di sicurezza (ESRIF) per mettere a punto un Programma europeo di ricerca e innovazione in materia di sicurezza (ESRIA). Nell’ottica di garantire una coerenza a livello di Unione europea (UE), nonché a livello nazionale e regionale, il programma fornisce una tabella di marcia strategica comune per la ricerca e l’innovazione in materia di sicurezza. Questa comunicazione presenta la posizione iniziale della Commissione sulle principali constatazioni e raccomandazioni dell’ESRIF per quanto concerne il programma.

Sicurezza e capacità di ripresa della società

Gli aspetti umani e sociali della sicurezza devono essere al centro della ricerca svolta in materia di sicurezza. L’UE deve potenziare la dimensione giuridica ed etica di tutte le soluzioni relative alla sicurezza per garantire i diritti e le libertà dei singoli individui, in particolare la tutela della vita privata. Inoltre, deve rafforzare la dimensione sociale delle tecnologie di sicurezza per garantire che esse consentano alle società di rispondere in modo efficace a rischi e perdite (“capacità di ripresa delle società”).

Politica industriale

L’industria UE della sicurezza ha sofferto in passato per la frammentazione dei mercati che l’ha portata ad avere una dimensione nazionale o persino regionale. L’UE deve perseguire lo sviluppo di una base scientifica e tecnologica solida e indipendente, per salvaguardare gli interessi dei propri cittadini e garantire un’industria della sicurezza competitiva. L'UE dovrebbe cercare di ottenere una posizione preminente nel mercato della sicurezza globale, promuovendo l’idea di un’iniziativa di mercato guida nel settore della sicurezza. A tal fine, l’UE deve investire in una politica industriale ambiziosa che consentirà di:

  • superare la frammentazione del mercato, attraverso la creazione di meccanismi di certificazione, convalida e normazione (incluso un “marchio di sicurezza europeo”), l’armonizzazione del quadro normativo e lo sviluppo di norme di interoperabilità tecnica e organizzativa per migliorare gli scambi di informazioni soprattutto per quanto riguarda i problemi di sicurezza transfrontalieri;
  • potenziare la base industriale, attraverso il rilevamento delle competenze della base industriale e tecnologica della sicurezza europea (ESTIB), il sostegno alla politica dell’innovazione inserendo i settori più innovativi della sicurezza nell’iniziativa di mercato guida e accelerando gli appalti precommerciali, la promozione di un approccio alla sicurezza sin dalla progettazione per ogni nuovo progetto o sistema (“sicurezza sin dalla progettazione”) e rafforzando la complementarità e la cooperazione in ambiti specifici tra le tecnologie civili e quelle di difesa.

Tabella di marcia per la ricerca e sviluppo (R&S) in materia di sicurezza

Poiché non è possibile prevedere con precisione le future minacce per la sicurezza, l’UE dovrebbe concentrare la propria ricerca sul rafforzamento della propria capacità di resistenza alle crisi e della propria capacità di ripresa, da un punto di vista sia tecnologico che sociale. Suddiviso in cinque gruppi, l’ESRIA è caratterizzato da un approccio integrato per quanto riguarda il sostegno della R&S alle attuali missioni di sicurezza:

  • classico ciclo della sicurezza comprendente prevenzione, protezione, preparazione, risposta e ripresa;
  • opposizione a vari metodi di attacco;
  • protezione di beni e infrastrutture critici;
  • sicurezza del controllo dell’identità, dell’accesso e della circolazione di persone e merci;
  • facilitatori trasversali, soprattutto le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC).

Per le missioni di sicurezza future, le misure di R&S devono essere ulteriormente valutate. L’ESRIF raccomanda di attribuire un’elevata priorità ad alcune aree di ricerca che sono state escluse dal suo mandato, ma che sono destinate ad acquisire una crescente importanza in futuro, in particolare la dimensione esterna della sicurezza. La Commissione ritiene che sia opportuno approfondire anche la riflessione volta ad ampliare i programmi di R&S in materia di sicurezza per includervi settori quali la protezione civile, la prevenzione dei conflitti e la stabilizzazione post crisi.

Affinché le soluzioni future corrispondano alle reali esigenze degli utilizzatori finali pubblici e privati, questi ultimi, come pure tutti gli operatori dell’offerta e della domanda, devono essere attivamente consultati durante l’intero ciclo di pianificazione, applicazione e riesame delle politiche di ricerca nell’ambito della sicurezza. Inoltre, l’ESRIF incoraggia l’elaborazione di un approccio strategico e coordinato alla cooperazione transeuropea nonché la creazione di un fondo per la scurezza interna che metta a disposizione risorse per la R&S nel campo della sicurezza. Infine, l’istruzione e la formazione dovrebbe essere sfruttata meglio per sensibilizzare il pubblico su tutte le problematiche relative alla sicurezza.

Ultima modifica: 11.05.2010

Vedi anche

  • Sito web dell’ESRIF (EN)
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