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Piano d’azione UE per la sicurezza chimica, biologica, radiologica e nucleare

La comunicazione presenta il piano d’azione dell’UE sulla sicurezza chimica, biologica, radiologica e nucleare (CBRN) che prevede un approccio multirischio, incentrato sulla prevenzione e il rilevamento delle mincacce CBRN nonché sulla preparazione contro tali minacce e sulla capacità di affrontarle.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 24 giugno 2009, sul rafforzamento della sicurezza chimica, biologica, radiologica e nucleare nell’Unione europea – Piano d’azione CBRN dell’UE .

SINTESI

Per ridurre il rischio che un gruppo terroristico possa procurarsi materiali chimici, biologici, radiologici o nucleari (CBRN) è fondamentale un’azione coordinata, basata su un approccio multirischio e finalizzata a prevenire e a individuare questi casi. Varie misure in materia sono state portate avanti recentemente sia dagli Stati membri che a livello di Unione europea.

Recenti sviluppi

La responsabilità di rispondere alle minacce CBRN incombe principalmente agli Stati membri. Molti di essi sono relativamente ben preparati per coordinare la azioni a livello nazionale. Per le crisi aventi ripercussioni transfrontaliere sono stati predisposti a livello UE strumenti e procedure a sostegno degli Stati membri, ovvero il Meccanismo comunitario di protezione civile e i Dispositivi di coordinamento di crisi (CCA). Inoltre, il Comitato di sicurezza sanitaria e il Centro europeo di prevenzione e di controllo delle malattie (CEPCM) offrono sostegno nell’ambito dei rischi legati alla salute.

I primi passi per contrastare la minaccia CBRN a livello UE sono stati mossi col Consiglio europeo di Gand del 2001 e sono stati seguiti dall’adozione nel 2002 del “Programma inteso a migliorare la cooperazione nell'Unione europea per prevenire e limitare le conseguenze di minacce rappresentate dall'uso di mezzi chimici, biologici, radiologici o nucleari a fini terroristici”. A tale programma ha poi fatto seguito il Programma di solidarietà dell’Unione europea sulle conseguenze delle minacce e degli attacchi terroristici, adottato nel 2004, il quale è stato incorporato nella Strategia e piano d'azione di lotta antiterrorismo del 2005. Gli strumenti utilizzati nel quadro delle relazioni esterne dell’UE sono, in particolare, la Strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa (strategia dell'UE sulle ADM), nonché lo strumento per la stabilità, lo strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare (INSC) e lo strumento di assistenza preadesione (IPA).

Il piano d’azione CBRN dell’UE

Per preparare una strategia d’azione nel settore CBRN, nel febbraio 2008 la Commissione ha istituito la task force CBRN. La relazione finale della task force del gennaio 2009 sta alla base del piano d’azione CBRN dell’UE. L’obiettivo principale della politica CBRN è ridurre al minimo, per i cittadini dell’UE, la minaccia di incidenti CBRN, e i danni da essi derivanti, attraverso:

  • l’applicazione di un approccio alla sicurezza basato sui rischi;
  • un’efficace protezione dei materiali CBRN;
  • un maggiore scambio di informazioni fra gli Stati membri sulle questioni di sicurezza;
  • un maggiore sviluppo dei sistemi di rilevamento nell’UE;
  • la fornitura degli strumenti necessari per la gestione degli incidenti CBRN.

A tale scopo, viene attuato un piano d’azione UE coerente, che fissa delle priorità e vede la partecipazione di tutte le parti interessate. I tre principali settori di attività del piano sono:

  • la prevenzione che, in quanto perno del piano d’azione, dovrebbe innanzitutto ricorrere alla valutazione dei rischi per dare priorità ai materiali CBRN ad alto rischio, e successivamente, dovrebbe concentrarsi sulla sicurezza e il controllo di questi materiali e delle relative strutture;
  • il rilevamento, considerato un complemento indispensabile della prevenzione, fondamentale anche per garantire una reazione adeguata. Di conseguenza, dovrebbero essere installati sistemi di rilevamento sia all’interno di ogni Stato membro che alle frontiere esterne dell’Unione. A livello UE saranno elaborate norme minime in materia di rilevamento CBRN, saranno introdotte procedure di sperimentazione, test e certificazione e verranno rafforzati gli scambi di buone prassi;
  • la preparazione e reazione, le cui misure esistenti dovrebbero essere rafforzate, accordando specifica attenzione ai piani per le situazioni d’emergenza, al miglioramento dei flussi di informazione, agli strumenti di modellizzazione, al rafforzamento delle capacità di approntare contromisure e delle capacità investigative.

Questi settori di attività sono sostenuti da varie azioni orizzontali.

L’attuazione del piano d’azione sarà portata avanti principalmente nell’ambito delle strutture già esistenti, quali il meccanismo comunitario di protezione civile e lo strumento finanziario per la protezione civile. Sarà inoltre avviato un programma di resilienza UE nel settore CBRN che raggrupperà le varie attività della protezione civile incluse nel piano d’azione. Sarà creato un gruppo consultivo CBRN per consentire alla Commissione e alla task force CBRN di continuare a collaborare nella fase di attuazione.

L’attuazione del piano d’azione sarà sostenuta dai programmi di finanziamento esistenti, in particolare dai programmi specifici “Prevenzione, preparazione e gestione delle conseguenze in materia di terrorismo e di altri rischi correlati alla sicurezza” e “Prevenzione e lotta contro la criminalità”. Ulteriori fondi potrebbero provenire dallo strumento finanziario per la protezione civile, dal settimo programma quadro per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione e dal programma UE 2008-2013 in materia di salute. L’attuazione sarà oggetto di un monitoraggio periodico e di relazioni, e il piano d’azione sarà rivisto nel 2013.

Relazioni esterne

L’elemento principale dell’attuale politica dell’UE in materia di relazioni esterne legata alla minaccia CBRN è la strategia dell’UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa adottata nel dicembre 2003. La strategia è stata successivamente rivista giungendo all’adozione delle “Nuove linee d’azione dell’Unione europea nella lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e relativi vettori”, adottate nel dicembre 2008. Attraverso lo strumento per la stabilità in particolare, la Commissione aiuta i paesi terzi. Inoltre, saranno istituiti centri di eccellenza CBRN regionali e una struttura di sostegno fornito dagli esperti al fine di affrontare i rischi CBRN a livello internazionale. Anche negli accordi con i paesi terzi figurano clausole standard antiterrorismo e in materia di ADM.

Ultima modifica: 18.12.2009
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