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Protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima

Il presente protocollo mira a prevenire e combattere questo tipo di traffico, a promuovere la cooperazione tra gli Stati firmatari e a tutelare i diritti delle vittime. È stato aggiunto alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata, al fine di disporre di uno strumento internazionale contro il traffico clandestino di migranti.

ATTO

Decisioni 2006/616/CE e 2006/617/CE del Consiglio, del 24 luglio 2006, relative alla conclusione del protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima, allegato alla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale.

SINTESI

Il presente protocollo alla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale si pone l'obiettivo di prevenire e combattere il traffico clandestino di migranti nonché di promuovere la cooperazione tra gli Stati in questo settore.

Gli Stati firmatari devono qualificare come reati, qualora siano commessi al fine di ottenere un vantaggio finanziario o materiale, i seguenti atti:

  • il traffico clandestino di migranti, ossia il procurare l'ingresso illegale di una persona in un Stato parte di cui la persona non è cittadino o residente;
  • la produzione di documenti di viaggio o d'identità fraudolenti;
  • l'utilizzo di documenti di identità da parte di una persona diversa dal legittimo titolare;
  • il conseguimento e il rilascio di documenti fraudolenti;
  • il fatto di permettere a una persona di soggiornare in uno Stato senza ottemperare ai requisiti necessari per un soggiorno legale.

Mettere a rischio la sicurezza o la vita dei migranti, o infliggere loro trattamenti inumani o degradanti devono essere considerati come circostanze aggravanti. Inoltre, le vittime del traffico dei migranti non possono essere perseguite penalmente.

Il protocollo si applica alla prevenzione, alle indagini e ai procedimenti relativi a tali reati qualora essi siano di natura transnazionale e che un gruppo criminale organizzato ne sia coinvolto. Mira parimenti a tutelare i diritti delle vittime di questi reati.

Provvedimenti per combattere il traffico di migranti per via marittima

Qualora uno Stato sospetti che una nave senza nazionalità sia coinvolta nel traffico di migranti per via marittima, può fermare e ispezionare la nave.

Se uno Stato sospetta che una nave immatricolata all'estero sia coinvolta nel traffico di migranti per via marittima, lo notifica allo Stato di bandiera e chiede conferma dell'iscrizione nel registro. A questa richiesta deve esser data risposta senza ritardo e, se i sospetti sono confermati, lo Stato richiedente può fermare e ispezionare la nave, nonché adottare le misure opportune in relazione alla nave, alle persone e al carico a bordo. Deve altresì garantire la sicurezza e il trattamento umano delle persone a bordo. Salvo in caso di pericolo imminente, nessuna decisione può essere presa senza previa autorizzazione dello Stato di bandiera.

Solo le navi al servizio dello Stato sono autorizzate a eseguire le operazioni di fermo e di ispezione.

Cooperazione internazionale

Gli Stati parti operano per il rafforzamento delle loro frontiere e hanno il diritto di rifiutare l'ingresso alle persone coinvolte in un traffico di migranti.

I paesi che hanno confini comuni o che sono situati lungo gli itinerari utilizzati ai fini del traffico di migranti sono tenuti a scambiarsi talune informazioni, come quelle riguardanti i luoghi di imbarco e di destinazione utilizzati dai trafficanti, le rotte e i mezzi di trasporto utilizzati, i metodi di occultamento dei migranti, ecc.

I funzionari dei servizi di immigrazione e gli altri funzionari competenti, devono ricevere una formazione specifica nel settore della prevenzione del traffico, del trattamento umano dei migranti e del rispetto dei loro diritti. A tal fine, gli Stati membri cooperano tra di loro e con le organizzazioni internazionali, le organizzazioni non governative e le altre organizzazioni competenti, nonché con altri elementi della società civile per garantire una formazione adeguata.

Inoltre, gli Stati che hanno esperienza nel settore e le risorse tecniche adeguate forniscono assistenza agli Stati che sono paesi di origine o di transito dei migranti.

Misure di prevenzione, protezione, assistenza e rimpatrio

Ogni Stato realizza campagne di informazione con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e promuove inoltre programmi di sviluppo e di cooperazione a livello nazionale, regionale e internazionale per lottare contro le cause socio-ecnomiche sottostanti a questo tipo di tratta, in particolare la povertà e il sottosviluppo.

Inoltre, gli Stati adottano le misure necessarie per tutelare i diritti dei migranti vittime di traffico tenendo conto delle particolari esigenze delle donne e dei bambini. Essi devono fornire un'adeguata protezione contro qualsiasi forma di violenza che può essere loro inflitta e un'adeguata assistenza ai migranti la cui vita o sicurezza sia in pericolo per il fatto di essere stati oggetto del traffico.

Infine, e fatti salvi eventuali diritti riconosciuti dalla legge dello Stato membro ospitante alle persone che hanno subito un atto di traffico, gli Stati parti del protocollo si impegnano a facilitare il rimpatrio dei loro cittadini e delle persone che hanno il diritto di risiedere sul loro territorio e che sono state vittime di tale traffico. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per effettuare il rimpatrio in modo ordinato e nel rispetto della sicurezza e della dignità della persona.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Decisioni 2006/616/CE e 2006/617/CE

24.7.2006

-

GU L 262 del 22.9.2006

ATTI COLLEGATI

Decisioni 2006/618/CE e 2006/619/CE del Consiglio, del 24 luglio 2006, relative alla conclusione del protocollo allegato alla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare donne e bambini [Gazzetta ufficiale L 262 del 22.9.2006].
Il protocollo ha lo scopo di prevenire e di combattere la tratta di persone, in particolare donne e bambini, e di proteggere e aiutare le vittime della tratta. Per raggiungere questi obiettivi, promuove la cooperazione internazionale.

Direttiva 2004/81/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, riguardante il titolo di soggiorno da rilasciare ai cittadini di paesi terzi vittime della tratta di esseri umani o coinvolti in un'azione di favoreggiamento dell'immigrazione illegale che cooperino con le autorità competenti [Gazzetta ufficiale L 261 del 6.8.2004].

Direttiva 2002/90/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, volta a definire il favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno illegali [Gazzetta ufficiale L 328 del 5.12.02].

Decisione quadro 2002/946/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2002, relativa al rafforzamento del quadro penale per la repressione del favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno illegali [Gazzetta ufficiale L 328 del 5.12.02].

Ultima modifica: 22.12.2011

Vedi anche

  • Sito della direzione generale degli Affari interni della Commissione europea:
    1. Lotta contro il traffico degli esseri umani (EN)
    2. Lotta contro l'immigrazione clandestina (EN)
  • Sito dell'Unione europea sulla lotta contro la tratta degli esseri umani (DE) (EN) (FR)
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