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Piano d’azione dell’UE in materia di lotta contro la droga (2005-2008)

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Per fronteggiare il fenomeno della droga a livello sia di protezione della salute sia di repressione, il piano d’azione definisce per tutti gli organi europei interessati orientamenti che consentono di fissare le rispettive priorità. Essi si concentrano su cinque obiettivi: coordinare gli interventi, ridurre la domanda, ridurre l’offerta, intensificare la cooperazione internazionale, nonché promuovere l’informazione, la ricerca e la valutazione.

ATTO

Piano d’azione dell’UE in materia di lotta contro la droga (2005-2008) dell’8 luglio 2005 [Gazzetta ufficiale C 168 dell’8.7.2005].

SINTESI

Il piano d’azione delinea un quadro coerente, a livello dell’Unione europea (UE), per adottare misure repressive e preventive che permettono di ridurre l’offerta e la domanda di droga. Esso si prefigge in definitiva di far calare sensibilmente l’entità del consumo di droga presso la popolazione e di limitare i danni sociali e per la salute, provocati dal consumo e dal commercio di droghe illecite.

Il piano d’azione ricalca la struttura e gli obiettivi della strategia antidroga dell’UE 2005-2012 e mira a conseguire risultati concreti in settori prioritari specifici.

Per ciascun obiettivo la Commissione indica: la o le azioni proposte, il relativo calendario, l’organo competente e lo strumento di valutazione o l’indicatore più consono. Si prevedono un’ottantina di azioni.

Le azioni si articolano su cinque livelli:

  • il coordinamento della politica antidroga a livello dell’Unione;
  • la riduzione della domanda di droga;
  • la riduzione dell’offerta di droga;
  • la cooperazione internazionale;
  • l’informazione e la ricerca in materia di droga, nonché la valutazione delle azioni avviate.

Coordinamento

Il piano d’azione insiste sul carattere essenziale di un coordinamento efficace a livello comunitario e nazionale. Esso prevede in particolare l’adozione di programmi nazionali conformi alla strategia e ai piani d’azione dell’Unione, la designazione di un coordinatore "droga" all’interno di ciascuno Stato membro e della Commissione, nonché un maggiore coinvolgimento della società civile.

Inoltre, il piano d’azione designa il gruppo orizzontale "droga" (HDG) quale principale organo di coordinamento presso il Consiglio in materia di droga e raccomanda di tenere sistematicamente conto della politica di lotta antidroga nelle relazioni e negli accordi con i paesi terzi interessati.

Riduzione della domanda

Gli Stati membri e l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) devono, in particolare, estendere la portata dei programmi di riduzione della domanda di droga e valutarne i risultati, nonché diffondere fattivamente le pratiche rivelatesi più efficaci.

Gli Stati membri devono poi migliorare l’accesso ai programmi di prevenzione nelle scuole e aumentarne l’efficacia. Essi devono anche potenziare i metodi di prevenzione e di individuazione dei fattori di rischio per alcuni gruppi, in particolare i giovani, oltre a diffondere queste informazioni presso gli operatori affinché vengano posti in essere programmi di tempestivo intervento.

Incombe agli Stati membri mettere a disposizione e rendere accessibili programmi di cura, rieducazione e integrazione sociale mirati e diversificati, con strategie psicosociali e farmacologiche di provata efficacia, anche per i tossicomani non raggiunti dai servizi esistenti riservando particolare attenzione ai servizi specializzati per i giovani.

Il piano caldeggia inoltre il ricorso a soluzioni alternative a pene detentive per i tossicomani e l’allestimento di servizi di prevenzione, cura e reintegrazione per i detenuti.

Quanto alla salute dei consumatori di droga, un rapporto della Commissione sull’attuazione della raccomandazione 2003/488/CE del Consiglio, relativa alla prevenzione e alla riduzione dei danni per la salute connessi con la tossicodipendenza, va presentata non oltre il 2006. Gli Stati membri devono a loro volta migliorare l’accesso ai servizi e trattamenti intesi a ridurre gli effetti nocivi, nonché porre in essere programmi per prevenire il propagarsi del virus dell’AIDS, dell’epatite C e di altre malattie trasmissibili per via sanguinea. Essi devono altresì intervenire per ridurre il numero di decessi dovuti all’uso di stupefacenti.

Riduzione dell’offerta

Per ridurre l’offerta occorre migliorare la formazione degli operatori e potenziare la cooperazione di polizia fra Stati membri nonché, ove opportuno, con Europol, Eurojust e i paesi terzi. Il conseguimento di questo obiettivo presuppone in particolare:

  • l’attuazione di progetti operativi in campo repressivo (squadre di investigatori miste, ecc.) e di progetti comuni in materia di intelligence;
  • lo sfruttamento ottimale del potenziale operativo e strategico di Europol, rendendo più sistematica la trasmissione delle informazioni pertinenti all’agenzia e mettendo queste informazioni a disposizione degli Stati membri;
  • l’inasprimento dei controlli alle frontiere esterne dell’Unione;
  • azioni specifiche contro il traffico transfrontaliero di droga.

Il piano d’azione prevede inoltre misure per ridurre la produzione e il traffico di eroina, cocaina e cannabis, nonché di droghe sintetiche, in particolare ponendo in essere progetti operativi comuni di raccolta di informazioni su paesi terzi associati alla produzione e al traffico di tali droghe, scambiando le informazioni e condividendo le migliori pratiche. Si tratta altresì di adottare misure di contrasto della diversione e del contrabbando dei precursori di sostanze stupefacenti, attuando ad esempio progetti come la creazione di un’unità comune europea sui precursori.

Il piano d’azione copre inoltre le attività connesse con l’offerta di droga, segnatamente per mezzo di azioni specifiche di contrasto del riciclaggio di proventi illeciti nonché di confisca e riutilizzazione dei beni accumulati col traffico di droga, soprattutto mettendo in comune informazioni e le pratiche migliori. Nello stesso ordine di idee, alcune azioni mirano a evidenziare i nessi fra il traffico di droga e il finanziamento del terrorismo, nonché a raccogliere dati sull’uso delle tecnologie dell’informazione in attività criminali connesse con la droga.

Cooperazione internazionale

Occorre migliorare il coordinamento, l’efficienza e la visibilità dell’azione dell’Unione nelle organizzazioni e sedi internazionali, come l’ONU, in particolare presentando posizioni comuni e promuovendo la propria strategia in materia di droga.

Iniziative specifiche vanno inoltre prese per migliorare l’assistenza ai paesi candidati, ai candidati potenziali o ai paesi interessati dalla politica di vicinato, per attuare l’acquis comunitario in questo campo o realizzare gli interventi necessari. Questi sforzi presuppongono in particolare un’assistenza tecnica e la conclusione di opportuni accordi con detti paesi.

Pur perseguendo un impegno politico attivo e la cooperazione nei confronti dei paesi terzi investiti dal fenomeno del narcotraffico, l’Unione deve intensificare la propria politica repressiva, prendendo in particolare di mira i paesi produttori e le regioni situate lungo le rotte utilizzate dai narcotrafficanti.

Informazione, ricerca e valutazione

Per comprendere il problema della droga in tutte le sue ramificazioni, il piano d’azione chiede che vengano fornite informazioni affidabili, in particolare applicando cinque indicatori epidemiologici principali. Si tratta poi di individuare le tendenze emergenti, le abitudini di consumo e le caratteristiche dei mercati della droga, soprattutto tramite sondaggi, indirizzi e strumenti comunitari relativi all’individuazione e al monitoraggio delle tendenze emergenti.

Il piano d’azione incentiva la ricerca sui fattori che favoriscono la tossicodipendenza, sugli effetti di determinate droghe e sulle politiche sanitarie più efficaci. Esso promuove altresì la creazione di reti di eccellenza per la ricerca in materia di droga.

Monitoraggio del piano d’azione

Per ogni singola azione sono stati previsti strumenti di valutazione e indicatori. Essi sono stati elaborati con l’aiuto dell’OEDT, oltre che di Europol, e aiuteranno la Commissione a monitorare l’attuazione del piano.

La Commissione procederà a uno studio d’impatto nel 2008 per proporre un secondo piano d’azione relativo al quadriennio 2009-2012. Essa procederà a una valutazione finale della strategia e dei piani d’azione nel 2012.

Contesto

La strategia antidroga dell’Unione, adottata dal Consiglio europeo di Bruxelles nel dicembre 2004, comprende una serie di misure volte a frenare la domanda di droghe, a migliorare il trattamento dei tossicodipendenti e a ridurre la disponibilità di stupefacenti illeciti. Essa sprona gli Stati membri a introdurre maggiore coerenza nella loro politica di repressione del narcotraffico e prevede due piani consecutivi nell’arco del periodo 2005-2012. Tale strategia costituisce un elemento essenziale del programma dell’Aia, programma pluriennale volto a potenziare la libertà, la sicurezza e la giustizia nell’Unione.

ATTI COLLEGATI

Piano d’azione dell’UE di lotta contro la droga 2009-2012del 20 dicembre 2008 [Gazzetta ufficiale C 326 del 20.12.2008].
Il piano d’azione dell’UE di lotta contro la droga per il periodo 2009-2012 fa seguito a quello per il periodo 2005-2008. Alla luce degli insegnamenti tratti dal primo quadriennio, il piano si basa sul quadro definito per ridurre la domanda e l’offerta di droghe.

Documento di lavoro della Commissione che accompagna la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa ad un piano d’azione dell’UE in materia di lotta contro la droga (2009-2012) – Relazione di valutazione finale del piano d’azione dell’UE in materia di lotta contro la droga (2005-2008) [SEC(2008) 2456 – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

Comunicazione della Commissione del 10 dicembre 2007, relativa alla valutazione 2007 sui progressi compiuti in merito all’attuazione del piano d’azione dell’UE in materia di lotta contro la droga (2005-2008) [COM(2007) 781 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La Commissione evidenzia alcuni aspetti positivi, in particolare la convergenza delle politiche nazionali e ulteriori progressi verso il raggiungimento degli obiettivi della strategia. Tuttavia, osserva una mancanza di informazioni sull’impatto esercitato dalle azioni nel quadro della strategia antidroga. La Commissione invoca pertanto la creazione di una metodologia per valutare l’impatto di queste azioni, aggiungendo che occorrerebbe intensificare gli sforzi per quanto riguarda lo scambio di informazioni nazionali e l’allineamento degli indicatori del piano d’azione. La Commissione annuncia la sua intenzione di effettuare una valutazione finale del piano d’azione sulla droga 2005-2008 e di elaborare una proposta sul piano d’azione 2009-2012.

Documento di lavoro dei servizi della Commissione del 21 dicembre 2006 dal titolo “Valutazione 2006 sui progressi compiuti in merito all’attuazione del piano d’azione dell’Unione europea in materia di droga (2005-2008)” [SEC(2006) 1803 – Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 10.06.2009
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