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Decisione quadro relativa alla lotta contro il razzismo e la xenofobia

L’obiettivo di questa decisione quadro è quella di far sì che il razzismo e la xenofobia siano passibili di sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive nell’Unione europea (UE). Essa mira inoltre a migliorare e favorire la cooperazione giudiziaria in questo campo.

ATTO

Decisione quadro 2008/913/GAI, del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale.

SINTESI

La presente decisione quadro, che fa seguito all'azione comune96/443/GAI, prevede il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri per quanto riguarda i reati ispirati al razzismo e alla xenofobia. I comportamenti razzisti e xenofobi devono costituire un reato in tutti gli Stati membri ed essere passibili di sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive della durata massima di almeno uno fino a tre anni di reclusione.

La presente decisione quadro si applica ad ogni reato commesso:

  • sul territorio dell'Unione europea (UE), anche tramite un sistema di informazione;
  • da un cittadino di uno Stato membro o per conto di una persona giuridica avente sede in uno Stato membro. A tale riguardo, la decisione quadro propone criteri per stabilire la responsabilità delle persone giuridiche.

Sono considerati punibili, in quanto reati penali, determinati atti commessi con intento razzista o xenofobo, quali:

  • pubblico incitamento alla violenza o all'odio rivolto contro un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito sulla base della razza, del colore, la religione, l’ascendenza, la religione o il credo o l’origine nazionale o etnica;
  • la diffusione e la distribuzione pubblica di scritti, immagini o altro materiale contenente espressioni di razzismo o xenofobia;
  • la pubblica apologia, la negazione o la minimizzazione grossolana dei crimini di genocidio o contro l'umanità, i crimini di guerra, quali sono definiti nello Statuto della Corte penale internazionale (articoli 6, 7 e 8) e i crimini di cui all’articolo 6 dello statuto del Tribunale militare internazionale, quando i comportamenti siano posti in essere in modo atto a istigare alla violenza o all’odio nei confronti di tale gruppo o di un suo membro.

Saranno passibili di sanzione anche l'incitamento o la partecipazione nel commettere gli atti suddetti.

Riguardo ai reati di cui all’articolo 1, gli Stati membri dovranno stabilire:

  • sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive;
  • pene detentive della durata massima di almeno un anno fino a tre anni.

In ogni caso, la motivazione razzista o xenofoba è considerata circostanza aggravante o, in alternativa, tale motivazione dovrà essere presa in considerazione nel decidere quale sanzione infliggere.

Per quanto riguarda le persone giuridiche, le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive e devono consistere in un’ammenda penale o non penale ed eventuali altre sanzioni quali:

  • esclusione dal beneficio di agevolazioni o sovvenzioni pubbliche;
  • interdizione temporanea o permanente dall’esercizio di un’attività commerciale;
  • collocamento sotto sorveglianza giudiziaria;
  • provvedimento di liquidazione giudiziaria.

L’avvio delle indagini o dell’azione penale per reati di razzismo o xenofobia non deve essere subordinato a una denuncia o un’accusa a opera della vittima.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTrasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Decisione quadro 2008/913/GAI

6.12.2008

28.11.2010

GU L 328 del 6.12.2008

Ultima modifica: 23.03.2009
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