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Direttiva "servizi"

Per creare un vero mercato interno dei servizi , la direttiva "servizi" mira ad agevolare la libertà di stabilimento dei prestatori di servizi in altri Stati membri e la libertà di prestazione di servizi tra gli Stati membri. Questa direttiva mira altresì ad allargare la scelta offerta ai destinatari dei servizi e a migliorare la qualità dei servizi per i consumatori e per le imprese utenti di servizi.

ATTO

Direttiva 2006/123/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno [Gazzetta ufficiale L 376 del 27.12.2006].

SINTESI

La presente direttiva stabilisce un quadro giuridico generale favorevole all'esercizio della libertà di stabilimento dei prestatori di servizi nonché della libera circolazione dei servizi, garantendo nel contempo un livello di qualità elevato dei servizi.

La direttiva si basa sui quattro pilastri seguenti:

  • facilitare la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione di servizi nell'UE;
  • rafforzare i diritti dei destinatari dei servizi in quanto utenti di tali servizi;
  • promuovere la qualità dei servizi;
  • stabilire una cooperazione amministrativa effettiva tra gli Stati membri.

Campo di applicazione

La direttiva stabilisce un quadro giuridico generale per qualsiasi servizio fornito dietro corrispettivo economico (ad eccezione dei settori esclusi), tenuto conto della specificità di talune attività o professioni.

La presente direttiva copre un grande numero di attività di servizi che rappresenta circa il 40 % del PIL dell’UE e dell’occupazione. Riguarda servizi quali:

  • l’edilizia e l’artigianato;
  • il commercio al dettaglio;
  • la maggior parte delle professioni regolamentate (avvocati, architetti, ingegneri e contabili, ad esempio);
  • i servizi collegati alle imprese (manutenzione degli uffici, consulenze relative alla gestione e alla pubblicità, ad esempio);
  • il turismo;
  • i servizi immobiliari;
  • l’insegnamento privato.

Sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva numerosi tipi di servizi e in particolare:

  • i servizi finanziari;
  • le reti di telecomunicazioni;
  • i trasporti;
  • i servizi sanitari;
  • le attività di azzardo;
  • taluni servizi sociali.

La direttiva si applica nei due casi seguenti:

  • In occasione dell’istituzione permanente di imprese, cioè quando un imprenditore privato o un’impresa vuole istituire uno stabilimento permanente (impresa o succursale) nel suo paese o in un altro paese dell’UE;
  • In occasione della prestazione transfrontaliera di servizi, cioè quando un’impresa già stabilita in un paese dell’UE, desidera fornire servizi in un altro paese dell’UE, senza creare uno stabilimento permanente o quando un consumatore, che risiede in un paese dell’UE, desidera ottenere un servizio da un prestatore stabilito in un altro paese dell’UE.

Inoltre, la direttiva permette anche ai destinatari di servizi, in particolare ai consumatori e alle imprese, di avere una maggiore scelta e un migliore accesso ai servizi nell’UE nella misura in cui:

  • i beneficiari sono meglio informati sui fornitori di servizi e sulle garanzie postvendita o la riparazione;
  • la direttiva vieta qualunque discriminazione fondata sulla nazionalità o sulla residenza del beneficiario del servizio.

Semplificazione amministrativa

La direttiva obbliga gli Stati membri a semplificare tutte le procedure relative all’istituzione e alla realizzazione di un’attività di servizio. Devono essere eliminati requisiti formali quali l’obbligo di presentazione dei documenti originali, le traduzioni certificate o le copie di certificati conformi, fatte salve alcune eccezioni. Dal dicembre 2009 le imprese e i privati devono poter espletare per via elettronica tutte le formalità necessarie mediante gli “sportelli unici”.

Gli sportelli unici sono dei portali di amministrazione elettronica realizzati dall’amministrazione nazionale di ogni paese dell’UE. Essi possono essere utilizzati dai fornitori di servizi per:

  • ottenere informazioni dettagliate sull’imprenditoria all’estero o nel loro paese d’origine;
  • espletare per via elettronica le formalità amministrative relative alla creazione di un’impresa;
  • espletare per via elettronica le formalità amministrative relative alla fornitura transfrontaliera di servizi.

Eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi allo sviluppo delle attività di servizi

Per facilitare la libertà di stabilimento, la direttiva prevede:

  • l'obbligo di valutare la compatibilità dei regimi di autorizzazione alla luce dei principi di non discriminazione e di proporzionalità e di rispettare taluni principi quanto alle condizioni e procedure di autorizzazione applicabili al settore dei servizi;
  • il divieto di taluni requisiti giuridici che esistono nelle legislazioni di determinati Stati membri e non possono essere giustificati, ad esempio i requisiti di nazionalità;
  • l'obbligo di valutare la compatibilità di un certo numero di altri requisiti giuridici alla luce dei principi di non discriminazione e di proporzionalità.

Facilitare la libera prestazione temporanea di servizi transfrontalieri

Per rafforzare la libera prestazione di servizi, la direttiva prevede che gli Stati membri devono garantire il libero accesso a un'attività di servizi nonché il suo libero esercizio sul loro territorio. Lo Stato membro nel quale il prestatore di servizi si reca potrà imporre il rispetto dei propri requisiti solo a condizione che siano non discriminatori, proporzionati e giustificati per ragioni relative all'ordine pubblico, alla pubblica sicurezza, alla salute pubblica o alla tutela dell'ambiente.

La direttiva prevede altresì un certo numero di deroghe importanti a questo principio, ad esempio in materia di qualifiche professionali, di distacco dei lavoratori e per i servizi di interesse economico generale.

Rafforzare i diritti dei consumatori in quanto utenti di servizi

Nel quadro della tutela dei diritti dei destinatari dei servizi, la direttiva:

  • precisa il diritto dei destinatari ad utilizzare servizi in altri Stati membri;
  • stabilisce il diritto dei destinatari ad ottenere informazioni sulle regole applicabili ai prestatori qualunque sia il loro luogo di stabilimento e sui servizi offerti da un prestatore di servizi.

Garantire la qualità dei servizi

Nel quadro della qualità dei servizi, la direttiva mira a:

  • rafforzare la qualità dei servizi incoraggiando ad esempio la certificazione volontaria delle attività o l'elaborazione di carte di qualità;
  • incoraggiare l'elaborazione di codici di condotta europei, in particolare da parte di organismi o associazioni professionali.

Stabilire una cooperazione amministrativa effettiva tra Stati membri

Per facilitare lo stabilimento e la libera circolazione dei servizi nell'Unione europea, la direttiva:

  • stabilisce un obbligo legale vincolante per gli Stati membri di collaborare con le autorità di altri Stati membri per garantire un controllo efficace delle attività di servizi nell'Unione, evitando una moltiplicazione dei controlli. È altresì creato un meccanismo di allerta tra Stati membri;
  • costituisce la base per lo sviluppo di un sistema elettronico di scambio di informazioni tra Stati membri, indispensabile alla realizzazione di una cooperazione amministrativa effettiva tra Stati membri.

Contesto

I servizi rivestono un ruolo di motore dell’economia europea. Essi rappresentano circa il 70 % dell’occupazione e del PIL europeo e in questo settore si creano circa nove nuovi posti di lavoro su dieci. Nel quadro della "strategia di Lisbona" la Commissione ha risposto all'invito del Consiglio europeo ad elaborare una politica volta a sopprimere gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi e alla libertà di stabilimento dei prestatori di servizi. La direttiva reagisce alla constatazione che il mercato unico dei servizi non offre ancora tutti i vantaggi che i cittadini hanno diritto di aspettarsi. Nonostante l’onnipresenza dei servizi nell’economia europea, i servizi rappresentano soltanto circa un quinto degli scambi intra-UE totali. La direttiva «servizi» è stata adottata dal Parlamento e dal Consiglio nel dicembre 2006. Gli Stati membri hanno a disposizione un periodo di tempo di tre anni per applicare le disposizioni a livello nazionale. Il termine ultimo per il recepimento è scaduto il 28 dicembre 2009.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore - Data di scadenza Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Direttiva 2006/123/CE

28.12.2006

28.12.2009

GU L376/68 del 27.12.2006

ATTI COLLEGATI

Decisione 2011/130/UE della Commissione, del 25 febbraio 2011, che istituisce requisiti minimi per il trattamento transfrontaliero dei documenti firmati elettronicamente dalle autorità competenti a norma della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno [GU L 53 del 26.2.2011].
La presente decisione ha lo scopo di facilitare la verifica delle firme elettroniche utilizzate in:

  • documenti originali;
  • copie certificate conformi;
  • traduzioni autenticate conformi.

Gli Stati membri devono dotarsi degli strumenti tecnici necessari che consentono loro di trattare i documenti presentati dai prestatori di servizi tramite gli sportelli unici e che sono firmati elettronicamente con una firma elettronica avanzata XML, CMS o PDF.

Comunicazione della Commissione del 27 gennaio 2011 intitolata «Verso un migliore funzionamento del mercato unico dei servizi – basarsi sui risultati del processo di valutazione reciproca previsto dalla direttiva servizi» [COM(2011) 20 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 26.04.2011

Vedi anche

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