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S70002

Il completamento del mercato interno dei servizi postali è stato raggiunto in termini legislativi nel 2008, con l'adozione della direttiva 2008/6/CE. L'apertura graduale del mercato e la liberalizzazione dei servizi postali comunitari sono entrati in una fase decisiva. Gli Stati membri sono tenuti a garantire la fornitura di servizi postali universali di elevata qualità e accessibili su tutto il territorio comunitario. La creazione di autorità nazionali di regolamentazione indipendenti è il pilastro principale della riforma postale comunitaria. La direttiva delinea inoltre il quadro normativo per la definizione, tra le altre cose, degli obblighi di servizio universale e dei principi tariffari, fissando regole comuni di trasparenza contabile per i fornitori di servizi universali, stabilendo e garantendo altresì il rispetto delle norme di questo servizio.

ATTO

Direttiva 2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, che modifica la direttiva 97/67/CE per quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari [Cfr atti modificativi].

SINTESI

Contesto

Il quadro comunitario per i servizi postali dell'Unione europea (UE) è delineato nella direttiva 97/67/CE, modificata dalla direttiva 2002/39/CE e dalla direttiva 2008/6/CE, che completa la riforma postale comunitaria avviata nel 1992 da un libro verde. La direttiva 97/67/CE ha avviato il processo di liberalizzazione, approfondito dalla direttiva 2002/39/CE, e portato avanti un'ulteriore graduale apertura del mercato.

Tale direttiva stabiliva una calendario per la liberalizzazione progressiva in due fasi: 1° gennaio 2003 per gli invii di corrispondenza con peso inferiore a 100 grammi (oppure se il prezzo è pari o superiore a tre volte la tariffa pubblica per l’invio di lettere normali), e 1° gennaio 2006 per gli invii di corrispondenza con peso inferiore a 50 grammi (oppure se il prezzo è pari o superiore a due volte e mezzo la tariffa pubblica per l’invio di lettere normali).

La direttiva 2008/6/CE stabilisce il termine ultimo per la completa apertura del mercato al 31 dicembre 2010 per la maggioranza degli Stati membri (il 95 % del mercato postale comunitario, in termini di volume) e al 31 dicembre 2012 per i restanti Stati membri.

Obblighi di servizio universale

Gli Stati membri garantiscono che gli utilizzatori godano del diritto a un servizio universale corrispondente ad un'offerta di servizi postali di qualità determinata forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti.
A tal fine, gli Stati membri provvedono affinché la densità dei punti di contatto e di accesso tenga conto delle esigenze degli utenti e affinché il servizio universale sia garantito per almeno cinque giorni lavorativi a settimana, almeno una raccolta e una consegna presso l’abitazione o la sede commerciale (articolo. 3).

Ciascuno Stato membro provvede affinché sia garantita la fornitura del servizio generale, notificando alla Commissione le misure adottate per adempiere a tale obbligo. e, in particolare, l'identità del suo/dei suoi fornitore/i del servizio universale. Gli Stati membri sono tenuti a designare una o più imprese per fornire servizi universali a copertura dell'interno territorio nazionale, subordinatamente a un riesame periodico (articolo 4). Ciascun Stato membro definisce e pubblica i diritti e gli obblighi del/dei fornitore/i di servizio universale, nel rispetto del diritto comunitario e comunica l’identità del/dei fornitore/i di servizio universale alla Commissione europea.

Ciascuno Stato membro fa sì che la fornitura del servizio universale risponda alle seguenti esigenze (articolo 5):

  • offrire un servizio che garantisca il rispetto delle esigenze essenziali;
  • offrire agli utenti, in condizioni analoghe, un trattamento identico;
  • fornire un servizio senza discriminazioni, soprattutto di ordine politico, religioso o ideologico;
  • fornire un servizio che non possa essere sospeso o interrotto, salvo casi di forza maggiore;
  • evolvere in funzione contesto degli sviluppi tecnici, economici e sociali, nonché delle esigenze degli utenti.

Gli Stati membri provvedono affinché i fornitori del servizio universale diano regolarmente agli utenti informazioni sufficientemente precise e aggiornate sulle caratteristiche dei servizi universali offerti (art. 6).

Salvaguardia della fornitura di servizio postale universale

La direttiva 2008/6/CE completa il quadro legislativo per l'apertura graduale del mercato rendendolo obbligatorio per gli Stati membri, non concedendo o mantenendo vigenti alcun diritto esclusivo o speciale in fatto di istituzione e fornitura di servizi postali.

Se il fornitore del servizio universale sostiene e dimostra che la fornitura del servizio universale rappresenta un onere finanziario eccessivo, la direttiva 2008/6/CE prevede una compensazione da parte degli Stati membri come le procedure di appalto pubblico, fondi pubblici o un meccanismo condiviso tra fornitori di servizi e/o utenti o qualsiasi altro mezzo compatibile con il Trattato.

Qualsiasi reclamo per onere finanziario eccessivo deve essere valutato e approvato dall'autorità nazionale di regolamentazione indipendente (articolo 7).

Fornitura di servizi postali e regimi di licenza

Per i servizi postali che rientrano nel campo di applicazione del servizio universale gli Stati membri possono introdurre procedure di autorizzazione, comprese licenze individuali, per garantire la conformità alle esigenze essenziali e per garantire la fornitura del servizio universale. Per i servizi postali che esulano dal campo di applicazione del servizio universale, gli Stati membri possono introdurre autorizzazioni generali per garantire la conformità con le esigenze essenziali.

Tutte le procedure, gli obblighi e i requisiti in materia di licenze per i fornitori di servizi postali, devono essere trasparenti, accessibili, non discriminatori, proporzionati, precisi e chiari, resi pubblici in anticipo e basati su criteri oggettivi (articolo 9).

Tariffe e trasparenza contabile

Gli Stati membri provvedono affinché le tariffe di ciascuno dei servizi che fanno parte della fornitura del servizio universale siano fissate nel rispetto dei seguenti criteri:

  • i prezzi debbono essere ragionevoli e tali da permette a tutti gli utenti, a prescindere dalla loro collocazione geografica e alla luce di specifiche condizioni nazionali, abbia accesso ac questi servizi,
  • i prezzi debbono essere correlati ai costi e incentivare una fornitura di servizio universale efficiente;
  • l'applicazione di una tariffa unica non esclude il diritto del/dei fornitore/i del servizio universale di concludere con i clienti accordi individuali in materia di prezzi;
  • le tariffe debbono essere trasparenti e non discriminatorie;
  • se un fornitore del servizio universale applica tariffe speciali, dovrà applicare i principi di trasparenza e di non discriminazione rispetto sia alle tariffe che alle condizioni inerenti(art. 12).

Per garantire la fornitura transfrontaliera del servizio universale, gli Stati membri incoraggiano i loro fornitori di servizio universale al rispetto dei seguenti principi:

  • fissazione delle spese terminali in relazione ai costi di trattamento e di distribuzione della posta transfrontaliera in entrata;
  • collegamento dei livelli di remunerazione con la qualità di servizio;
  • garanzia di spese terminali trasparenti e non discriminatorie (art. 13).

ll fornitore o i fornitori del servizio universale nella loro contabilità interna tengono conti separati per distinguere chiaramente tra i singoli servizi ed i prodotti che fanno parte del servizio universale e quelli che non ne fanno parte. Tali sistemi di contabilità interna operano sulla base di principi di contabilità dei costi applicati coerentemente e obiettivamente giustificabili. (art. 14).

Qualità del servizio

Gli Stati membri assicurano che in relazione al servizio universale siano fissati e pubblicati obiettivi in materia di qualità al fine di garantire un servizio postale di buona qualità.
Le norme di qualità riguardano in particolare i tempi di instradamento, la regolarità e l'affidabilità dei servizi (art. 16).

Le norme di qualità iniziali dei servizi transfrontalieri intracomunitari (cfr. allegato II alla direttiva) sono le seguenti: D + 3 per l’85 % degli invii della più rapida categoria normalizzata, e D + 5 per il 97 % degli stessi invii, dove D rappresenta la data di deposito e n il numero di giorni lavorativi tra tale data e quella di consegna.
Gli Stati membri stabiliscono norme di qualità per il traffico postale nazionale e assicurano che tali norme siano compatibili con quelle fissate per i servizi transfrontalieri intracomunitari.
Gli Stati membri comunicano le loro norme di qualità per i servizi nazionali alla Commissione, che provvederà alla loro pubblicazione, come avviene per le norme relative ai servizi transfrontalieri intracomunitari (artt. 17 e 18).

Gli Stati membri garantiscono l'attuazione di procedure di reclamo trasparenti, semplici ed economiche da parte di tutti i fornitori del servizio postale.

Gli Stati membri garantiscono che tali procedure consentano una risoluzione delle controversie in maniera equa e celere. Gli Stati membri incoraggiano anche lo sviluppo di sistemi extragiudiziali indipendenti per la soluzione delle controversie fra fornitori di servizi postali e utenti (articolo 19).

L'armonizzazione delle norme tecniche viene effettuata tenendo conto, in particolare, dell'interesse degli utenti.
La fissazione delle norme tecniche applicabili al settore postale è affidata al Comitato europeo di normalizzazione sulla base di mandati, conformemente alla direttiva 83/189/CEE del Consiglio che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche (art. 20).

Commissione europea e autorità nazionali di regolamentazione

La Commissione è assistita da un comitato (art. 21).

Ciascuno Stato membro designa una o più autorità nazionali di regolamentazione per il settore postale, giuridicamente distinte e funzionalmente indipendenti dagli operatori postali. Gli Stati membri che mantengono la proprietà o il controllo di fornitori di servizi postali provvedono alla effettiva separazione strutturale delle funzioni di regolamentazione dalle attività inerenti alla proprietà o al controllo.

Gli Stati membri comunicano alla Commissione le autorità nazionali di regolamentazione designate per svolgere i compiti che derivano dalla presente direttiva (art. 22).

Comunicazione delle informazioni

Gli Stati membri assicurano che i fornitori di servizi postali forniscano tutte le informazioni, anche di carattere finanziario e attinenti alla fornitura del servizio universale, necessarie ai fini seguenti: affinché le autorità nazionali di regolamentazione assicurino la conformità alle disposizioni della presente direttiva o alle decisioni adottate ai sensi della presente direttiva; a fini statistici chiaramente definiti (articolo 22a).

Relazioni sullo sviluppo del mercato postale interno

Ogni quattro anni, non oltre il 31 dicembre 2013, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente direttiva.

Data di attuazione

Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 2010.

In deroga all’obbligo di cui sopra, i seguenti Stati membri possono posticipare l’attuazione della presente direttiva 2008/6/CE fino al 31 dicembre 2012.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 97/67/CE [approvazione codecisione COD/1995/0221]

10.2.1998

9.2.1999

GU 15 del 21.01.1998

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 2002/39/CE

5.7.2002

31.12.2002

GU L 15 del 5.7.2002

Direttiva 2008/6/CE

27.2.2008.

31.12.2010/31.12.2012

GU L 52 del 28.2.2008

Regolamento (CE) N. 1882/2003

20.11.2003

-

GU L 284 del 31.10.2003

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 22 dicembre 2008, sull'applicazione della direttiva postale [Direttiva97/67/CEmodificata dalla direttiva 2002/39/CE) COM (2008)884 def. - non pubblicata nella GU].
La quarta relazione di applicazione fornisce una valutazione completa del recepimento della direttiva postale negli Stati membri, anche per quanto riguarda l'applicazione degli elementi chiave della direttiva, gli sviluppi normativi nonché le tendenze di mercato specifiche (inclusi gli aspetti economici, tecnici, sociali, occupazionali e di qualità dei servizi). La relazione illustra i principali sviluppi intervenuti dall'ultima relazione sull'applicazione adottata nell'ottobre 2006 e copre il periodo 2006 – 2008.

Durante il periodo di riferimento, si sono registrati i seguenti sviluppi normativi.

  • La Germania ha completamente liberalizzato il mercato postale il 1°gennaio 2008.
  • I Paesi Bassi, che prevedevano la piena apertura del mercato, hanno ora posticipato la liberalizzazione senza stabilire date precise a tal fine.
  • Per quanto riguarda lo sviluppo della concorrenza nel settore postale, si registra attualmente una tendenza all'accesso (obbligatorio o negoziato) alla rete di recapito da parte dei concorrenti.
  • I progressi verso la riduzione degli ostacoli giuridici all'ingresso e la parificazione delle condizioni sono disomogenei. L'effetto distorsivo delle esenzioni IVA nel settore postale sulla concorrenza persiste in larga misura, benché la Commissione abbia proposto un'apposita modifica della sesta direttiva IVA nel 2003. La mancanza di accesso alle cassette postali da parte di operatori concorrenti rimane una questione decisiva in alcuni Stati membri. Le procedure di autorizzazione e di licenza e le condizioni ivi connesse non sempre contribuiscono allo sviluppo della concorrenza.

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 18 ottobre 2006, sull'applicazione della direttiva postale [Direttiva97/67/CEmodificata dalla direttiva 2002/39/CE) COM (2006) 595 def. - non pubblicata nella GU].
La terza relazione accompagnava la proposta della terza direttiva postale e si basava sulla conclusione che i servizi postali erano un elemento importante del mercato interno dei servizi e rientrano nel quadro della strategia di Lisbona come fonte di crescita economica e stimolo alla creazione di posti di lavoro.

La terza relazione concludeva che sono stati conseguiti tutti i risultati intermedi previsti dalla direttiva postale nel periodo di riferimento (2005-2005): in primo luogo, i monopoli sono stati progressivamente ridotti grazie all’attuazione del calendario di graduale apertura del mercato fissato nella direttiva postale (es. riduzione del settore riservato a 50g il 1° gennaio 2006) o all’apertura di nuovi segmenti importanti del mercato (come la pubblicità diretta per corrispondenza) o ancora alla piena apertura del mercato postale (UK, SE, FI). In secondo luogo, la concorrenza è aumentata e negli Stati membri più avanzati le quote di mercato degli operatori storici sono state ridotte a circa il 90 % e in generale il grado di concorrenza apparente è cresciuto fra il 2000 e il 2005. In terzo luogo, i fornitori del servizio universale si sono ristrutturati e adeguati con successo alle evoluzioni regolamentari e del mercato, come conferma la tendenza generalmente positiva della crescita globale delle entrate e della redditività. In quarto luogo, come si è già detto, la qualità del servizio è migliorata, il livello di soddisfazione dei consumatori è elevato e il servizio universale è stato mantenuto.

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 23 marzo 2005, sull’applicazione della direttiva postale (direttiva 97/67/CE modificata dalla direttiva 2002/39/CE) [COM(2005) 102 def. – Gazzetta ufficiale C 123 del 21.05.2005].
Questa seconda relazione conferma che, globalmente, la riforma del settore postale in seno all’UE è ben avanzata. Sebbene non ancora ultimata, ha già prodotto un certo numero di miglioramenti significativi, in particolare trattandosi della qualità del servizio, del rendimento delle imprese e della separazione tra le autorità di regolamentazione e gli operatori. Tuttavia, l’applicazione di certi criteri regolamentari più complessi della direttiva postale (controllo tariffario, trasparenza dei conti, autorizzazioni e licenze) richiede ancora qualche sforzo. Peraltro, per quanto concerne lo stato del mercato dei servizi postali, la Commissione prende atto che la concorrenza deve ancora svilupparsi e che è necessario, a livello regolamentare, contrastare le asimmetrie ancora marcate tra gli Stati membri, soprattutto in materia di obblighi fiscali. Per quanto concerne le prospettive future, è indispensabile: che tutti gli operatori colgano le molteplici possibilità offerte per proseguire nella modernizzazione di questo settore; che il calendario stabilito dalla direttiva sia rispettato; che vengano stabiliti un controllo regolamentare e una collaborazione efficace a livello degli Stati membri e a quello della Commissione; che si organizzi una discussione di fondo per l’elaborazione di una futura politica postale.

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione della direttiva postale (Direttiva 97/67/CE) [COM (2002) 632 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Nel 2000, le entrate postali nell'UE sono sta te di circa € 85 miliardi. L'occupazione diretta nel settore postale contava oltre 1,6 milioni di posti di lavoro.
La direttiva postale ha influenzato notevolmente lo sviluppo del mercato dei servizi postali. Istituendo un servizio postale universale minimo, essa garantisce il mantenimento di un servizio d’interesse generale nell’ambito dell’evoluzione futura del mercato. Inoltre, incoraggiando una maggiore qualità di servizio mediante misure come la definizione degli obiettivi di servizio (si noti che nel 2001 il 92,3 % della corrispondenza prioritaria transfrontaliera nell’UE è stata recapitata entro D + 3) e delle norme europee comuni, la direttiva postale ha contribuito al miglioramento della qualità del servizio e alla riduzione di tutti gli effetti "frontiera". Nonostante il fatto che permangono problemi di conformità riguardanti l’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione, la direttiva postale ha realizzato anche un’armonizzazione minima del mercato. La direttiva postale inoltre ha preparato il terreno per un’apertura più vasta del mercato. Tale prospettiva ha permesso di accelerare le riforme postali a livello nazionale e la ristrutturazione del settore postale al fine di conseguire una maggiore efficacia e redditività del servizio.

Risoluzione del Consiglio, del 7 febbraio 1994, sullo sviluppo dei servizi postali comunitari[Gazzetta ufficiale C 48 del 16.02.1994].

Ultima modifica: 03.02.2009
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