RSS
Indice alfabetico
Questa pagina è disponibile in 5 lingue

We are migrating the content of this website during the first semester of 2014 into the new EUR-Lex web-portal. We apologise if some content is out of date before the migration. We will publish all updates and corrections in the new version of the portal.

Do you have any questions? Contact us.


Prodotti derivati

La crisi finanziaria dell’ottobre 2008 ha messo in luce il carattere eccessivamente rischioso di certi prodotti finanziari quali i derivati. La Commissione ha quindi ritenuto necessario elaborare degli orientamenti in questo campo al fine di allinearsi agli obiettivi enunciati in occasione del summit del G20 a Pittsburgh, nel settembre 2009.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca centrale europea, del 20 ottobre 2009, intitolata «Garantire mercati dei derivati efficienti, sicuri e solidi: azioni strategiche future» [COM(2009) 563 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente comunicazione definisce i mezzi per rendere i mercati dei derivati più efficienti, più sicuri e più solidi. I derivati hanno contribuito in gran parte alle turbolenze finanziarie a causa del loro carattere rischioso e della mancanza di trasparenza dei mercati finanziari. La Commissione ha deciso pertanto di adottare delle misure volte a rendere questi prodotti più efficienti, più sicuri e più solidi.

Funzione dei derivati

I derivati consentono di trasferire i rischi inerenti a talune attività economiche da agenti economici verso altri agenti economici che accettano questi rischi.

I derivati presentano, tuttavia, degli aspetti inaffidabili, in quanto provocano un forte effetto leva e creano delle interconnessioni fra i partecipanti al mercato. Tali aspetti hanno in parte contribuito alla crisi finanziaria del 2008.

Attenuare il rischio di credito di controparte

La crisi del 2008 ha rivelato che i partecipanti al mercato non stabilivano correttamente il prezzo del rischio di credito di controparte. Quest’ultimo può essere gestito bilateralmente tra due controparti o a livello centrale del mercato, mediante una controparte centrale (CCP).

Secondo l’opinione della Commissione, condivisa anche dal G20, la CCP è lo strumento principale per gestire il rischio di controparte. Tuttavia, le controparti centrali sono attualmente disciplinate dalle legislazioni nazionali. Per tale ragione la Commissione intende proporre un quadro europeo per le CCP fissando delle norme in materia di sicurezza, di regolamentazione e di funzionamento.

Il quadro europeo delle CCP deve inglobare le molteplici categorie di attività per le quali le CCP forniscono dei servizi. Queste categorie di attività comprendono generalmente titoli azionari, obbligazioni e derivati.

Tuttavia, non tutti i derivati sono adatti al principio della compensazione centrale. Pertanto la Commissione intende presentare una proposta che impone alle imprese finanziarie di fissare un margine iniziale in funzione delle caratteristiche della controparte e un margine di variazione in funzione dell’oscillazione del valore del contratto.

Inoltre la Commissione vaglia l’idea di sottoporre i contratti non compensati a livello centrale a requisiti patrimoniali più elevati.

La Commissione intende inoltre rendere obbligatoria la compensazione tramite CCP per i contratti standardizzati.

Ridurre il rischio operativo

Il rischio operativo comprende il rischio giuridico oltre che il rischio di perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di processi interni o da eventi esogeni.

La Commissione intende adottare delle misure per ridurre il rischio operativo favorendo la standardizzazione dei contratti in termini di trattamento e di clausole giuridiche minime.

Rafforzare la trasparenza

I mercati dove la maggior parte delle negoziazioni avviene fuori borsa (over the counter o OTC) sono caratterizzati da una mancanza di trasparenza relativamente ai prezzi, alle transazioni e alle posizioni. La scarsa trasparenza ha impedito alle autorità di vigilare efficacemente sui mercati dei derivati.

Pertanto, è necessario trasmettere tutte le transazioni effettuate ai repertori di dati e istituire nuovi obblighi di comunicazione per i partecipanti al mercato. Questi organismi dovrebbero essere soggetti ad una regolamentazione pubblica e seguire un quadro giuridico comune. La Commissione ritiene che l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati deve essere incaricata della sorveglianza di questi organismi.

Il G20 tenutosi a Pittsburgh nel settembre 2009 ha convenuto che tutti i contratti di derivati OTC standardizzati dovranno essere negoziati in borsa o, se del caso, su piattaforme elettroniche di negoziazione.

A livello europeo, queste negoziazioni devono avvenire in sedi organizzate. Appare necessario rafforzare la trasparenza delle negoziazioni in queste sedi.

Rafforzare l’integrità e la vigilanza del mercato

La Commissione prevede di riesaminare la direttiva sugli abusi di mercato affinché le disposizioni pertinenti si applichino efficacemente ai mercati dei derivati.

Inoltre, la Commissione intende proporre delle norme per dare alle autorità di regolamentazione la possibilità di contrastare concentrazioni di posizioni speculative e variazioni di prezzo eccessive.

Contesto

Visto lo sviluppo considerevole dei derivati sul mercato mondiale, è opportuno garantire un quadro normativo internazionale solido e convergente. La presente comunicazione si inserisce negli obiettivi definiti il 25 settembre 2009 in occasione del G20 dove si esortava a migliorare i mercati dei derivati OTC.

Ultima modifica: 22.12.2009
Avviso legale importante | Informazioni su questo sito | Ricerca | Per contattarci | Inizio pagina