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Mercati degli strumenti finanziari (MiFID) e servizi d'investimento

L'Unione europea (UE) istituisce un quadro normativo globale che disciplina l'esecuzione organizzata delle transazioni degli investitori da parte delle borse, degli altri sistemi di negoziazione e delle imprese di investimento. A questo titolo viene fra l’altro istituita un'unica autorizzazione per le imprese di investimento in modo da permettere loro di operare in tutta l'UE seguendo un minimo di formalità, rafforzando al contempo la tutela degli investitori.

ATTO

Direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio [Gazzetta ufficiale L 145 del 30.4.2004] [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

Conformemente al Piano d'azione per i servizi finanziari, l’UE ha adottato una direttiva volta a rafforzare il quadro normativo comunitario dei servizi d'investimento e dei mercati regolamentati, al fine di raggiungere con più incisività due grandi obiettivi:

  • tutelare gli investitori e salvaguardare l'integrità del mercato, fissando requisiti armonizzati per l'attività degli intermediari autorizzati;
  • promuovere l'equità, la trasparenza, l'efficienza e l'integrazione dei mercati finanziari.

Condizioni e procedure per l'autorizzazione

La direttiva impone agli Stati membri di armonizzare le norme che regolano i servizi e l'esercizio delle attività di investimento. A tal scopo gli Stati membri devono istituire un sistema di autorizzazione che permetta alle imprese d'investimento di offrire i propri servizi su tutto il territorio dell'UE. Tali imprese devono essere registrate e il registro deve essere accessibile al pubblico. Tutte le autorizzazioni devono essere notificate all’Autorità europea per i valori mobiliari (ESA).

L’ESA può elaborare progetti di norme tecniche e di regolamentazione e assiste anche la Commissione nell’ambito delle sue relazioni con i paesi terzi e nella valutazione dei loro mercati.

In altri termini, la direttiva deve permettere alle imprese d'investimento, alle banche e alle borse, di proporre i propri servizi oltre le frontiere, sulla base dell'autorizzazione concessa dall'autorità competente dello Stato membro d'origine *. Rispondendo alle stesse condizioni di concessione in tutti gli Stati membri, l'autorizzazione è a favore dell'armonizzazione delle norme che regolano le imprese d'investimento.

In questo contesto, la direttiva cerca di armonizzare le normative nazionali relative alla fornitura di servizi d'investimento e al funzionamento delle borse, al fine ultimo di creare un unico quadro normativo europeo per i valori mobiliari *. La direttiva serve gli interessi degli investitori, degli emittenti e degli altri operatori del mercato, promuovendo mercati efficienti e concorrenziali.

Valutazione prudenziale

La presente direttiva è volta inoltre ad armonizzare le regole procedurali e i criteri di valutazione relativi all'acquisizione di una partecipazione qualificata *. Mira inoltre ad armonizzare al massimo le soglie per la notifica di un progetto di acquisizione o di una cessione di una partecipazione qualificata, la procedura di valutazione e l’elenco dei criteri di valutazione.

Nel quadro di un progetto di acquisizione, la valutazione prudenziale di azionisti e dirigenti risponde a criteri specifici e viene condotta di concerto dalle autorità competenti.

La direttiva prevede poi che tali autorità valutino la qualità del candidato acquirente e la solidità finanziaria del progetto di acquisizione sulla base di tutti i criteri seguenti:

  • la reputazione e l’esperienza di tutte le persone che, in esito al progetto di acquisizione, dirigeranno l’attività dell’impresa di assicurazione;
  • la solidità finanziaria del candidato acquirente;
  • l’esistenza di motivi ragionevoli per sospettare che sia in corso o abbia avuto luogo un’operazione o un tentativo di riciclaggio di proventi di attività illecite o di finanziamento del terrorismo.

Tutela degli investitori

La direttiva è inoltre volta a rafforzare la tutela degli investitori, stabilendo norme di comportamento per la fornitura di servizi d’investimento ai clienti, norme minime sul mandato e sui poteri di cui possono disporre le autorità competenti nazionali. La direttiva stabilisce inoltre dei meccanismi efficaci di cooperazione in tempo reale per istruire i casi di infrazione alla direttiva e avviare dei procedimenti.

Trasparenza e integrità del mercato

La direttiva stabilisce l'obbligo di preservare l'integrità del mercato, di segnalare le operazioni effettuate e di conservarne la registrazione. L’ESA ha accesso a queste informazioni.

In particolare prevede un obbligo di trasparenza precedente alla negoziazione (pre-negoziazione). Secondo tale obbligo, gli operatori che praticano l' «internalizzazione» (negoziazione di strumenti finanziari da parte di un operatore per conto proprio * eseguendo ordini dei clienti al di fuori di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione *) devono divulgare i prezzi a cui sono pronti ad acquistare o a vendere ai loro clienti. Tuttavia tale obbligo di divulgazione dei prezzi è limitato alle transazioni al di sotto di una dimensione standard di mercato, ovvero la dimensione media degli ordini eseguiti sul mercato.

Ogni Stato membro deve stilare un elenco dei mercati regolamentati e lo trasmette agli altri Stati membri e all’ESA.

A queste condizioni, i mercati europei all'ingrosso non sono soggetti a tale regola di trasparenza pre-negoziazione e i negoziatori per conto proprio e per conto terzi all'ingrosso non sono minacciati nel loro ruolo di market maker.

Protezione degli operatori

La direttiva prevede una serie di misure di protezione degli operatori che «internalizzano» qualora siano obbligati a fissare un prezzo, in modo che possano fornire questo servizio essenziale ai loro clienti senza correre rischi eccessivi. In particolare hanno la possibilità di aggiornare e di revocare questi prezzi.

La direttiva crea anche un mercato equo per i piccoli investitori. Vieta agli istituti finanziari di creare una discriminazione tra questi, offrendo ad alcuni di loro, ad esempio, un prezzo migliore di quello pubblico divulgato.

Designazione delle autorità competenti

Gli Stati membri devono designare le loro autorità competenti e trasmettere le informazioni necessarie alla Commissione, all’ESA e alle autorità competenti degli altri Stati membri. Le autorità competenti fungono da punto di contatto negli Stati membri. L’ESA aggiorna l’elenco di queste autorità, le quali sono tenute ad operare in stretta collaborazione con l’ESA.

Gli Stati membri e l’ESA possono concludere accordi di cooperazione riguardanti:

  • la vigilanza sugli enti creditizi;
  • le procedure di liquidazione o fallimento delle imprese;
  • le procedure di revisione legale dei conti delle imprese di investimento;
  • la vigilanza sugli organismi coinvolti nella liquidazione e fallimento delle imprese di investimento;
  • la vigilanza sulle persone responsabili della revisione legale dei conti delle imprese di assicurazione, degli enti creditizi, delle imprese di investimento e di altre istituzioni finanziarie.

Disposizioni finali

La direttiva intende migliorare la regolamentazione comunitaria relativa ai mercati dei valori mobiliari. Espone pertanto gli obblighi generali che le autorità degli Stati membri devono fare rispettare.

In tale contesto la Commissione, dopo aver consultato i partecipanti del mercato degli Stati membri e tenuto conto del parere del comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari, istituirà misure esecutive e redigerà relazioni e revisioni.

Termini chiave dell’atto
  • Stato membro di origine: in caso di imprese di investimento: se l'impresa di investimento è una persona fisica, Stato membro in cui tale persona ha la propria amministrazione centrale; se l'impresa di investimento è una persona giuridica, Stato membro in cui si trova la sua sede statutaria o Stato membro in cui è situata la sua amministrazione centrale (se, in base al diritto nazionale cui è soggetta, la persona giuridica non ha sede statutaria); in caso di mercati regolamentati: Stato membro in cui è registrato il mercato regolamentato o se, in base al diritto nazionale di tale Stato membro detto mercato non ha una sede statutaria, lo Stato membro in cui è situata la sua amministrazione centrale.
  • Valori mobiliari: categorie di valori, esclusi gli strumenti di pagamento, che possono essere negoziate nel mercato dei capitali, ad esempio: azioni di società e altri titoli equivalenti ad azioni di società, di partnership o di altri soggetti e certificati di deposito azionario; obbligazioni ed altri titoli di credito compresi i certificati di deposito relativi a tali titoli; qualsiasi altro valore mobiliare che permetta di acquisire o di vendere tali valori mobiliari o che comporti un regolamento a pronti determinato con riferimento a valori mobiliari, valute, tassi di interesse o rendimenti, merci o altri indici o misure.
  • Partecipazione qualificata: partecipazione in un'impresa di investimento, diretta o indiretta, non inferiore al 10 % del capitale sociale o dei diritti di voto, o qualsiasi altra possibilità di esercitare una notevole influenza sulla gestione dell'impresa in cui è detenuta una partecipazione.
  • Negoziazione per conto proprio: contrattazione ai fini della conclusione di operazioni riguardanti uno o più strumenti finanziari nelle quali il negoziatore impegna posizioni proprie.
  • Sistema multilaterale di negoziazione: sistema multilaterale gestito da un'impresa di investimento o da un gestore del mercato che consente l'incontro - al suo interno ed in base a regole non discrezionali - di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2004/39/CE

30.4.2004

31.1.2007

GU L 145, 30.4.2004

Atto/i modificatore/iData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2006/31/CE

28.4.2006

31.1.2007

GU L 114, 27.4.2006

Direttiva 2007/44/CE

21.9.2007

20.3.2009

GU L 247, 21.9.2007

Direttiva 2008/10/CE

20.3.2008

-

GU L 76, 19.3.2008

Direttiva 2010/78/UE

4.1.2011

31.12.2011

GU L 331, 15.12.2010

Le modifiche e correzioni successive della direttiva 2004/39/CE sono state integrate nel testo di base. Questa versione consolidata ha solo valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui gestori di fondi di investimento alternativi, che modifica le direttive 2004/39/CE e 2009/…/CE [COM(2009) 207 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La presente proposta è intesa a stabilire norme di disciplina e di vigilanza dei fondi speculativi, dei fondi di private equity e di altri operatori di mercato aventi importanza sistemica. Tale proposta risponde all'esigenza di rafforzare la regolamentazione e la vigilanza dei gestori, in seguito alle turbolenze finanziarie del 2007-2008.
Si applica ai gestori di portafogli di fondi di investimento alternativi al di sopra della soglia di 100 milioni di euro.
Essa definisce un quadro relativo a:

  • diritti e obblighi imposti ai gestori;
  • condizioni operative e autorizzazione iniziale in materia di liquidità;
  • trattamento degli investitori;
  • cooperazione in materia di vigilanza, scambio di informazioni e mediazione.

Procedura di codecisione (2009/0064/COD)

Direttiva 2006/73/CE della Commissione, del 10 agosto 2006, recante modalità di esecuzione della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i requisiti di organizzazione e le condizioni di esercizio dell’attività delle imprese di investimento e le definizioni di taluni termini ai fini di tale direttiva [Gazzetta ufficiale L 241 del 2.9.2006].
La direttiva è intesa ad istituire un quadro armonizzato dei requisiti di organizzazione e delle condizioni di esercizio che regolano le imprese di investimento.

Ultima modifica: 06.04.2011
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