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Quadro per la gestione delle crisi nel sistema finanziario

In seguito alla crisi finanziaria del 2008, i governi hanno dovuto concedere degli aiuti agli istituti bancari. L'importo di tali aiuti rappresenta il 30% del PIL dell'Unione europea (UE). Affinché una tale situazione non si riproduca mai più, la presente comunicazione propone un quadro europeo che dovrebbe permettere alle banche di poter fallire al pari di ogni altra attività, senza che ciò comporti rischi per la stabilità finanziaria.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca centrale europea, del 20 ottobre 2010, intitolata «Un quadro dell'UE per la gestione delle crisi nel settore finanziario» [COM(2010) 579 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente comunicazione presenta i risultati della riflessione condotta dalla Commissione europea sul percorso da seguire al fine di dotare l'Unione europea (UE) di un quadro per la gestione delle crisi nel settore finanziario.

Attività interessate e obiettivi del quadro per la gestione delle crisi

Il quadro per la gestione delle crisi nel settore finanziario si applica a:

  • tutti gli enti creditizi;
  • alcune imprese di investimento, in particolare quelle il cui fallimento potrebbe compromettere il sistema finanziario.

Lo scopo di questo quadro è garantire che il sistema finanziario resti stabile anche in caso di fallimento di un istituto, nonché di:

  • porre in primo piano la prevenzione e la preparazione per limitare i rischi per il sistema finanziario;
  • fornire strumenti di risoluzione credibili;
  • consentire un'azione veloce e decisa;
  • attenuare il rischio morale;
  • contribuire a una risoluzione ordinata dei gruppi transfrontalieri in modo da limitare le turbative sul mercato interno;
  • garantire la certezza giuridica;
  • limitare le distorsioni della concorrenza.

Elementi del quadro per la gestione delle crisi

Il quadro proposto dalla Commissione comprende misure nei seguenti settori d’intervento:

  • Autorità responsabili della gestione delle crisi: conformemente alla direttiva relativa all'adeguatezza patrimoniale e alla direttiva relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi, le autorità di vigilanza prudenziali sono dotate di poteri per un intervento precoce. Tuttavia, ciascuno Stato membro dovrà individuare un'autorità preposta alla risoluzione, indipendente rispetto alle autorità di vigilanza.
  • Misure preparatorie e preventive: queste misure comprendono l'istituzione di un programma di vigilanza per ogni singolo istituto vigilato, frequenti ispezioni di vigilanza in loco e una valutazione più approfondita della vigilanza. È importante inoltre agevolare la gestione della liquidità all'interno dei gruppi per preservare la stabilità finanziaria degli Stati membri nei quali sono stabilite le entità all'origine dei trasferimenti e per proteggere i diritti dei creditori e degli azionisti.
  • Soglie di intervento: nei casi in cui una banca o un'impresa d'investimento non soddisfi i requisiti della direttiva relativa all'adeguamento patrimoniale o all'accesso all'attività degli enti creditizi, va prevista una soglia di intervento precoce.
  • Intervento precoce: questa categoria di misure prevede di ampliare e di chiarire i poteri delle autorità di vigilanza. Le banche e le imprese sarebbero tenute a presentare un piano per agevolare la ripresa dell'istituto in caso di difficoltà finanziarie.
  • Risoluzione: la Commissione sottolinea la necessità di riformare la normativa in materia di insolvenza bancaria in modo che gli enti creditizi in fallimento siano liquidati secondo procedure ordinarie di insolvenza.
  • Riduzione del debito: si tratta di permettere a un istituto in difficoltà di proseguire le sue attività o di farne cessare alcune al fine di minimizzare i rischi di contagio ad altri istituti.

Gestione transfrontaliera delle crisi

Secondo la Commissione, la gestione transfrontaliera delle crisi deve avvenire attraverso un quadro di coordinamento basato su strumenti di risoluzione armonizzati. Le autorità di vigilanza sarebbero tenute a consultarsi e a cooperare tra di loro attraverso collegi di risoluzione, nonché dispositivi di risoluzione di gruppi.

Finanziamento della risoluzione

La Commissione intende attuare la comunicazione sulla creazione di fondi nazionali di risoluzione per il settore bancario. Essa intende stabilire un forte legame tra il nuovo quadro di risoluzione e i meccanismi di finanziamento. In taluni Stati membri, i sistemi di garanzia dei depositi potrebbero finanziare taluni fondi di risoluzione.

I fondi di risoluzione devono beneficiare di una base di calcolo armonizzata dei contributi. Le banche soggette al quadro per la gestione delle crisi contribuiscono a tali fondi, in forma di distribuzione delle responsabilità.

Ultima modifica: 10.01.2011
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