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Fondi di risoluzione per il settore bancario

In occasione della crisi finanziaria del 2008 consistenti somme di denaro pubblico sono state messe a disposizione delle banche a sostegno della loro attività. I governi hanno però chiaramente indicato che un tale sostegno non potrà essere rinnovato. Ecco perché la Commissione europea si dimostra favorevole alla creazione di fondi di risoluzione che dovrebbero permettere di coprire i costi legati alla risoluzione in caso di nuove difficoltà.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e alla Banca centrale europea, del 26 maggio 2010, intitolata « Fondi di risoluzione per il settore bancario » [COM(2010) 254 def. – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente comunicazione definisce le intenzioni della Commissione europea riguardanti il piazzamento dei fondi di risoluzione per il settore bancario.

Qual è il ruolo dei fondi di risoluzione per il settore bancario ?

I fondi di risoluzione per il settore bancario devono contribuire a finanziare la risoluzione ordinata delle banche in difficoltà. Per fare ciò, essi potrebbero attuare misure quali :

  • il finanziamento di banche-ponte;
  • il finanziamento di un trasferimento totale o parziale delle attività e/o delle passività dall’istituto in sofferenza;
  • il finanziamento della scissione tra: « banca buona » e « banca cattiva ».

I fondi di risoluzione possono anche essere utilizzati per la copertura dei costi amministrativi, delle spese legali e di consulenza.

Tuttavia, essi non devono essere utilizzati come un’assicurazione contro il fallimento o per il salvataggio di banche in sofferenza.

Come finanziare i fondi per il settore bancario ?

La Commissione considera che i meccanismi di finanziamento di un fondo devono raccogliere gli importi necessari per incentivare comportamenti virtuosi.

Tre elementi potrebbero costituire la base per il calcolo del contributo dei fondi per il settore bancario :

  • le attività bancarie possono rappresentare degli indicatori dell’importo necessario per gestire un’eventuale fallimento della banca. Un prelievo può essere basato sulle attività ed equivalere all’imposizione di un ulteriore requisito patrimoniale;
  • le passività bancarie possono anch’esse rappresentare degli indicatori dell’importo necessario per gestire un’eventuale fallimento della banca. Tuttavia, le passività potrebbero risultare degli elementi meno precisi per valutare il grado di rischio;
  • i profitti e i premi possono essere utilizzati come riferimento per il calcolo del prelievo.

I meccanismi di finanziamento devono rispondere ai seguenti criteri:

  • impedire possibili arbitraggi;
  • riflettere opportunamente i rischi;
  • tenere conto della natura sistematica di alcuni istituti finanziari;
  • essere basati sugli importi che potrebbero essere spesi qualora le misure di risoluzione divengano necessarie;
  • impedire distorsioni della concorrenza.

Quale modalità di goverance per i fondi di risoluzione per il settore bancario ?

I fondi di risoluzione per il settore bancario dovrebbero rimanere separati dal bilancio nazionale ed essere dedicati unicamente alla copertura dei costi delle misure di risoluzione.

La gestione di questi fondi dev’essere affidata alle autorità incaricate della risoluzione degli istituti finanziari che garantiscono un ruolo di organismo esecutivo indipendente.

Il ricorso ai fondi di risoluzione deve inoltre avvenire nel rispetto delle norme UE sugli aiuti di Stato.

La Commissione prevede di adottare proposte legislative in materia di gestione delle crisi e di fondi di risoluzione all’inizio del 2011.

Come inserire i fondi di risoluzione per il settore bancario in un nuovo quadro di stabilità finanziaria?

La Commissione ha proposto di rafforzare i requisiti patrimoniali e di riformare la vigilanza finanziaria all’interno dell’UE. Essa intende rafforzare i regimi di garanzia dei depositi, al fine di rafforzare la governance degli istituti finanziari.

La Commissione intende altresì attuare delle misure preventive al fine di attenuare i rischi di fallimenti bancari e di attenuare le garanzie implicite associate agli istituti finanziari considerati troppo grandi per fallire.

Nell’ottobre 2010 la Commissione ha, peraltro, previsto di adottare una tabella di marcia relativa alla creazione di un quadro europeo di gestione delle crisi, Il nuovo quadro proposto mirerà a mettere a disposizione degli Stati membri degli strumenti comuni che permettono una risposta rapida ed efficace in caso di un’eventuale fallimento bancario. Queste misure non devono comportare dei costi per il contribuente.

Sono proposti degli strumenti per integrare l’azione dei fondi di risoluzione:

  • dei piani di ripresa e di risoluzione;
  • la conversione del debito in azioni.

Definire un approccio comune in materia di fondi di risoluzione per il settore bancario.

È opportuno definire un approccio europeo e mondiale per quanto riguarda l’introduzione di fondi di risoluzione per il settore bancario.

Nel quadro di questo nuovo meccanismo, le autorità nazionali continueranno ad essere responsabili della vigilanza giornaliera, quest’ultima dovrà essere inserita in un solido quadro transfrontaliero pronto a far fronte ad un’eventuale crisi.

Un primo passo di questo approccio comune può essere un sistema che si basa sulla creazione di una rete armonizzata di fondi nazionali legati ad un insieme coordinato di gestione delle crisi. Questo sistema sarà oggetto di riesame entro il 2014 allo scopo di creare a lungo termine meccanismi di gestione delle crisi e di vigilanza integrati a livello UE, nonché un fondo di risoluzione UE.

Contesto

Per evitare i fallimenti delle banche dovuti alla crisi finanziaria dell’ottobre 2008, i governi degli Stati membri hanno stanziato somme di denaro pubblico a sostegno del settore finanziario. Questi aiuti hanno pesato gravemente sui contribuenti ed hanno appesantito il debito pubblico degli Stati membri. La creazione di fondi di risoluzione dovrebbe permettere di evitare in futuro il ricorso al sostegno pubblico per risolvere le difficoltà degli istituti finanziari.

Ultima modifica: 18.06.2010
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