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Lotta contro le frodi e le falsificazioni dei mezzi di pagamento

Con l'adozione di una decisione quadro, il Consiglio dell'Unione europea completa il quadro delle azioni già adottate in materia di lotta contro ogni forma di frode che implichi un mezzo di pagamento diverso dai contanti. La decisione definisce, in particolare, i comportamenti fraudolenti che possono costituire reati sanzionabili in tutta l'Unione.

ATTO

Decisione quadro del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti.

SINTESI

La decisione quadro in oggetto mira a completare una serie di altre misure già adottate dal Consiglio nel campo della lotta alla frode e alla falsificazione relative ai mezzi di pagamento diversi dai contanti, in particolare.

  • l'azione comune 98/428/GAI sull'istituzione di una rete giudiziaria europea;
  • l'azione comune 98/733/GAI relativa alla punibilità della partecipazione ad un'organizzazione criminale negli Stati membri dell'UE;
  • l'azione comune 98/699/GAI sul riciclaggio di denaro e sull'individuazione, il rintracciamento, il congelamento o sequestro e la confisca degli strumenti e dei proventi di reato.

Secondo la decisione quadro in oggetto, ogni frode relativa ad un mezzo di pagamento diverso dai contanti è considerata illecito penale passibile di sanzioni effettive, commisurate e dissuasive in tutti gli Stati membri dell'Unione.

I comportamenti perseguibili

Nella decisione quadro si evita espressamente di utilizzare concetti precisi di diritto penale, poiché quest'ultimo presenta delle differenze a seconda dei paesi. La decisione quadro si limita dunque a stilare una lista dei diversi comportamenti intenzionali che devono essere considerati come illeciti penali in tutta l'Unione. Vengono così definiti diversi comportamenti a seconda che essi si riferiscano allo strumento di pagamento in sé o alla fabbricazione degli strumenti di pagamento, a una o più transazioni di pagamento determinate o al sistema stesso di ordine, di raccolta, di elaborazione e di trattamento delle transazioni di pagamento.

Le sanzioni

Tutti i comportamenti menzionati sono dichiarati illeciti penali in tutti gli Stati membri. Questi ultimi devono dunque disporre sanzioni penali per tali reati, a seconda che siano commessi da persone fisiche o giuridiche. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. Esse non implicano necessariamente la privazione della libertà, tranne per i delitti gravi, che possono dar luogo ad estradizione. Gli Stati membri dispongono di una certa discrezionalità nello stabilire la gravità di un'infrazione e nel determinare la natura e il rigore delle sanzioni applicabili.

Competenza giurisdizionale

Vengono stabiliti dei criteri che conferiscono alle autorità giudiziarie nazionali la competenza giurisdizionale per perseguire i reati contemplati dalla decisione quadro. La giurisdizione di uno Stato membro è acquisita laddove il reato è commesso:

  • nel suo territorio
  • dai suoi cittadini (laddove la competenza extraterritoriale è riconosciuta dallo Stato membro)
  • per conto di una persona giuridica con sede nel territorio di detto Stato membro.

Sono altresì previste misure per assicurare il perseguimento dei reati nei casi di non estradizione da parte di uno Stato membro nei confronti dei suoi cittadini.

Cooperazione

E' prevista una cooperazione tra i servizi, gli organismi pubblici e privati che si occupano della gestione, del controllo e della vigilanza sui sistemi di pagamento e le autorità nazionali responsabili delle indagini e delle sanzioni relative ai reati descritti dalla proposta. Possono essere predisposti meccanismi di cooperazione supplementari tra gli Stati membri, conformemente alle convenzioni, agli accordi bilaterali o multilaterali o ad altre intese applicabili. Entro due anni dall'entrata in vigore della presente decisione quadro, la Commissione riferisce al Consiglio sull'attuazione da parte degli Stati membri delle disposizioni della stessa.

Il presente atto è modificato dalla sentenza C-176/03 ( castellano deutsch english français ) della Corte di giustizia delle Comunità europee relativa alla ripartizione delle competenze in materia penale tra la Commissione europea e il Consiglio dell'Unione europea.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore Data limite di trasposizione negli Stati membri Gazzetta ufficiale
Decisione quadro 2001/413/GAI 02.06.2001 02.06.2003 Gazzetta ufficiale L 149 del 02.06.2001

ATTI COLLEGATI

Seconda relazione basata sull'articolo 14 della decisione-quadro del Consiglio del 28 maggio 2001 relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamenti diversi dai contanti [COM(2006) 65 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

La Commissione presenta, in base alle conclusioni del Consiglio del 25-26 ottobre 2004, questa seconda relazione sulla base delle informazioni complementari fornite dagli Stati membri. La relazione riguarda l'Austria, il Belgio, la Danimarca, la Grecia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, il Portogallo e la Svezia. Essa comprende i nuovi Stati membri entrati nell'Unione europea nel 2004.

La Commissione constata che la maggior parte degli Stati membri oggetto della relazione ottemperano alla decisione-quadro. La Grecia e il Lussemburgo non hanno ancora adottato tutti i provvedimenti necessari per trasporre integralmente la decisione-quadro: il progetto di legge deve ancora essere approvato dal Parlamento nazionale. Cipro non ha fornito informazioni sufficienti per consentire alla Commissione di svolgere una valutazione completa della conformità della sua legislazione nazionale con le disposizioni della decisione-quadro. La Commissione si rammarica che sette Stati membri non abbiano comunicato tutta la loro legislazione ovvero non abbiano ancora terminato la procedura di trasposizione della decisione-quadro alla data di ultimazione della relazione.

Relazione della Commissione basata sull'articolo 14 della decisione quadro del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti [COM(2004) 346 def. - Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

L'articolo 14 della predetta decisione quadro stabilisce che la Commissione europea debba stilare una relazione sulle misure adottate dagli Stati membri per conformarsi alla decisione quadro. La Commissione deplora il fatto che alcuni Stati membri non abbiano trasmesso entro il termine stabilito (2 giugno 2003), le informazioni necessarie a garantire il recepimento nel diritto nazionale degli obblighi derivanti dalla decisione quadro. La relazione si basa pertanto su informazioni incomplete. La Commissione fa il punto sullo stato di avanzamento dell'applicazione della decisione quadro riferendosi alle informazioni specifiche trasmesse da 9 Stati membri.

La Commissione giunge alla conclusione che soltanto 5 Stati membri (Germania, Francia, Italia, Irlanda e Regno Unito) hanno rispettato il termine stabilito per il recepimento delle disposizioni della decisione quadro. Anche Spagna, Finlandia e Svezia hanno comunicato le rispettive misure di recepimento. Il Belgio considera la legislazione nazionale già conforme alle suddette disposizioni, ma non ha provveduto a fornire ulteriori chiarimenti sulla legislazione pertinente. All'epoca della relazione, Austria, Grecia e Lussemburgo erano in procinto di applicare le disposizioni nazionali richieste. I Paesi Bassi hanno adottato misure che non erano ancora in vigore. Danimarca e Portogallo non hanno fatto pervenire alcuna risposta alla Commissione.

La relazione procede quindi ad un'analisi dettagliata delle misure effettivamente adottate dai suddetti Stati membri. La maggior parte delle disposizioni è stata applicata dalla maggioranza degli Stati membri che avevano recepito la decisione quadro, benché in misura diversa soprattutto per quanto attiene alle sanzioni (articolo 6).

Ultima modifica: 06.06.2006
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