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Libera circolazione dei lavoratori: disposizioni generali

I cittadini europei godono del diritto di circolare liberamente nell’Unione europea (UE). Al fine di garantire la mobilità dei lavoratori all'interno dell'UE, il presente regolamento vieta ogni forma di discriminazione basata sulla cittadinanza dei cittadini europei che desiderano un impiego in un altro Stato membro.

ATTO

Regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all'interno dell’Unione (Testo rilevante ai fini del SEE).

SINTESI

Qualsiasi persona originaria di uno Stato membro dell’Unione europea (UE) ha il diritto di accedere a un impiego retribuito e di svolgere tale attività sul territorio di un altro Stato membro.

Allo stesso modo, un datore di lavoro è libero di diffondere offerte, concludere ed eseguire contratti di lavoro con cittadini europei originari di altri Stati membri.

Nessuna legislazione nazionale può limitare l’offerta, l’accesso e l’esercizio dell’impiego da parte dei cittadini europei originari di altri Stati membri, salvo le disposizioni legislative sulle conoscenze linguistiche richieste in relazione alla natura dell'impiego offerto.

Allo stesso modo il regolamento vieta qualsiasi disposizione che sottoponga i cittadini europei originari di altri Stati membri a:

  • procedure speciali di assunzione;
  • limiti nella diffusione delle offerte di impiego;
  • condizioni speciali di assistenza alla ricerca di impiego e all’iscrizione negli uffici di collocamento.

Esercizio del diritto al lavoro e alla parità di trattamento

Il regolamento vieta ogni discriminazione tra i lavoratori nazionali e originari di un altro Stato membro per quanto riguarda:

  • le condizioni di occupazione e di lavoro (licenziamento, retribuzione, reintegrazione nel mercato del lavoro, ecc);
  • i vantaggi fiscali e sociali;
  • l’istruzione e il riorientamento professionale;
  • i contratti collettivi o individuali;
  • l’iscrizione a organizzazioni sindacali e l’esercizio dei diritti sindacali.

Famiglia dei lavoratori

I figli di un lavoratore europeo, che sia o sia stato occupato sul territorio in uno Stato membro diverso da quello di origine, sono ammessi a frequentare i corsi d’insegnamento generale, di apprendistato e di formazione professionale alle stesse condizioni previste per i figli dei cittadini nazionali. Occorre prendere tutte le misure affinché la loro formazione si svolga nelle migliori condizioni possibili.

Messa in contatto e compensazione delle offerte e delle domande di lavoro

Gli Stati membri collaborano e si scambiano informazioni per quanto riguarda le analisi sull’occupazione, il mercato del lavoro e la libera circolazione dei lavoratori nell’UE.

Inoltre, ogni Stato membro predispone un servizio specializzato per l’occupazione dei lavoratori provenienti da altri paesi europei al fine di elaborare le offerte e domande d’impiego che possono essere destinate a tali lavoratori.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (UE) n. 492/2011

16.6.2011

-

GU L 141, 27.5.2011

Ultima modifica: 23.06.2011

Vedi anche

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