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Strategia per il mercato interno - Priorità 2003-2006

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L'obiettivo della strategia è quello di potenziare il mercato interno al fine di trarre pieno profitto da un mercato allargato di 25 Stati membri. A tale scopo, la strategia stabilisce un elenco di priorità ed un calendario di lavoro per il periodo 2003-2006.

ATTO

Strategia per il mercato interno - Priorità 2003-2006 [COM(2003) 238 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La strategia punta al rafforzamento degli elementi di base e delle fondamenta del mercato interno: è necessario rimuovere gli ostacoli agli scambi di beni e servizi e assicurare che la legislazione europea sia attuata correttamente. La strategia stabilisce, quindi, un elenco di priorità e un calendario delle azioni da realizzare. Deve essere considerata come un programma di lavoro comune che Consiglio, Parlamento e Stati membri s'impegnano con forza a realizzare.

Priorità

Agevolare la libera circolazione delle merci. Ostacoli tecnici continuano ad intralciare la libera circolazione delle merci tra gli Stati membri e gli scambi transfrontalieri restano più costosi e complessi che gli scambi all'interno di uno stesso Stato membro. La libera circolazione delle merci (e dei servizi) è basata soprattutto sulla fiducia nei controlli da parte degli altri Stati membri. Pertanto è necessario adottare provvedimenti che aumentino la fiducia nel funzionamento del contesto giuridico che garantisce la libera circolazione.

La Commissione propone l'adozione di un nuovo regolamento comunitario che stabilisca i principi fondamentali del riconoscimento reciproco e, in particolare, la comunicazione obbligatoria del rifiuto del riconoscimento. La Commissione procederà in primo luogo ad un'ampia consultazione di tutte le parti in causa. Per quanto riguarda il nuovo approccio dell' armonizzazione tecnica, la Commissione ha esposto i miglioramenti previsti in una recente comunicazione sul nuovo approccio. Una migliore cooperazione tra gli organismi europei di normalizzazione potrebbe accelerare l'elaborazione di norme europee. La Commissione nel 2003 firmerà contratti di partenariato e contratti per il conseguimento di determinati risultati con tali organismi. In merito allo sviluppo economico sostenibile, la Commissione prevede di adottare provvedimenti che garantiscano che le esigenze ambientali non siano di ostacolo alla libera circolazione, in particolare prevede l'adozione di una comunicazione e di una direttiva quadro. Per quanto concerne la sicurezza dei prodotti, nel 2006 la Commissione redigerà un rapporto sull'applicazione della nuova direttiva rafforzata.

Integrare i mercati dei servizi. La circolazione dei servizi è ostacolata da importanti differenze ancora esistenti tra le legislazioni degli Stati membri. Questi ostacoli si presentano in tutte le fasi del processo commerciale, dall'avviamento dell'attività fino alle attività di assistenza post vendita. Ciò scoraggia le imprese, soprattutto le piccole e medie imprese (PMI), dall'operare in un altro Stato membro.

Il Consiglio e il Parlamento dovrebbero adottare la proposta di regolamento sulla promozione delle vendite e la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali. Nel 2003 la Commissione ha proposto una direttiva sui servizi nel mercato interno che definirà un quadro giuridico chiaro ed equilibrato. Se i risultati del relativo studio di fattibilità saranno positivi, la Commissione prevede di proporre l'estensione del meccanismo di screening ai progetti di regolamenti tecnici nazionali (per estenderne l'applicazione a servizi diversi da quelli della società dell'informazione). Dovrebbero essere adottate anche le altre misure del piano d'azione per i servizi finanziari (PASF) e in particolare le direttive sui prospetti informativi, sui servizi d'investimento, sulla trasparenza, sul credito al consumo (castellanodeutschenglishfrançais) e sui servizi finanziari al dettaglio. Inoltre per il 2003 sono previsti una comunicazione sulla compensazione e regolamenti sullo spazio europeo dei pagamenti e sulla negoziazione transfrontaliera di titoli azionari. All'inizio del 2004 la Commissione proporrà una nuova direttiva sull'adeguatezza patrimoniale.

Realizzare industrie di rete di alta qualità. Negli ultimi dieci anni si è assistito ad una notevole apertura dei mercati delle industrie di rete dovuta al progresso tecnico e alla legislazione comunitaria. Tutte le "industrie di rete" sono soggette all'obbligo specifico di fornire servizi essenziali a tutta la popolazione. La Commissione pubblicherà prossimamente un libro verde inteso ad avviare un ampio dibattito sui problemi da risolvere in questo settore. Saranno necessari investimenti massicci per elevare la qualità delle infrastrutture in Europa, in particolare nei paesi di nuova adesione. e a tal fine sarebbe utile giungere ad un più stretto partenariato tra settore pubblico e settore privato, sebbene esistano ancora alcuni problemi da risolvere.

In merito al settore dei trasporti, il Parlamento e il Consiglio dovrebbero adottare rapidamente il "secondo pacchetto per le ferrovie", la proposta relativa alla concorrenza regolata nel settore dei trasporti pubblici, il pacchetto destinato a creare un cielo europeo comune e la proposta relativa all'accesso ai servizi portuari. La Commissione dovrebbe negoziare un accordo "cieli aperti" con gli Stati Uniti. e prevede di proporre l'apertura del mercato del trasporto passeggeri. Il Consiglio dovrebbe adottare rapidamente e attuare il "pacchetto energia" che prevede la liberalizzazione completa dei mercati del gas e dell' energia entro il 2007. Inoltre la Commissione procederà ad un'analisi della situazione nei settori idrico e delle acque reflue. La direttiva sull'apertura alla concorrenza di settori sostanziali del mercato dei servizi postali dovrebbe essere completamente recepita.

Ridurre l'incidenza degli ostacoli fiscali. L'esistenza di venticinque diversi regimi d'imposizione delle società rappresenta un problema per il buon funzionamento del mercato interno. Difficoltà come l'attuale sistema dell' IVA, i trasferimenti tra due società dello stesso gruppo, le differenze d'imposizione tra Stati membri (per esempio sui dividendi), scoraggiano gli impegni transfrontalieri nel mercato interno.

Per ridurre gli ostacoli fiscali, la Commissione propone di modificare la direttiva sulle società madri e figlie e la direttiva sulle fusioni. A lungo termine, la Commissione intende introdurre una base consolidata comune per l'imposta sulle società a livello dell'UE. Per quanto riguarda l'IVA, la Commissione pubblicherà una comunicazione riguardante le iniziative volte ad ammodernare e semplificare il regime esistente. Per quanto riguarda la tassazione degli autoveicoli, essa raccomanda di sopprimere gradualmente la tassa d'immatricolazione. In merito ai dividendi, la Commissione adotterà misure che garantiscano un trattamento non discriminatorio.

Aumentare le opportunità di appalti pubblici. La partecipazione transfrontaliera alle procedure di aggiudicazione dei contratti è limitata. La scarsa concorrenza nel campo degli appalti pubblici sfocia in una perdita di opportunità commerciali e, soprattutto, nell'utilizzo poco efficace del denaro dei contribuenti. I diversi regolamenti nazionali relativi alle procedure delle gare d'appalto dovrebbero, dunque, essere semplificati e armonizzati, mentre i partenariati tra settore pubblico e settore privato dovrebbero essere incoraggiati.

Il Consiglio e il Parlamento europeo dovrebbero adottare il pacchetto legislativo sugli appalti pubblici. Il recepimento di questi atti nella legislazione nazionale potrebbe offrire agli Stati membri un'eccellente opportunità per razionalizzare e semplificare la legislazione e le procedure in essi vigenti. La Commissione proporrà agli Stati membri di conferire ad un'autorità di vigilanza nazionale esistente (o ad un altro organismo nazionale) il potere di adire un organo di ricorso o un tribunale in vista dell'attuazione di mezzi di ricorso efficaci. La rete di appalti pubblici di recente istituzione dovrebbe essere estesa a tutti gli Stati membri e agli Stati dello Spazio economico europeo (SEE). Gli Stati membri devono assicurare che tutti i loro sistemi operativi per le procedure elettroniche di aggiudicazione degli appalti siano perfettamente conformi alle disposizioni del pacchetto legislativo, fin dalla sua entrata in vigore. Per quanto riguarda gli appalti pubblici della difesa, la Commissione presenterà nel 2004 una comunicazione interpretativa delle ultime sentenze della Corte di giustizia in materia e un libro verde relativo agli appalti pubblici nel settore della difesa europea.

Migliorare le condizioni in cui operano le imprese. Le misure strategiche necessarie a promuovere l'imprenditorialità e l'innovazione sono per lo più di competenza diretta degli Stati membri. La Commissione organizza uno scambio di esperienze e di migliori prassi nel settore tramite il programma BEST. Tuttavia le politiche del mercato interno intendono promuovere l'imprenditorialità e l'innovazione in un'economia che si basa sempre più sulla conoscenza.

Il Consiglio dovrebbe adottare in tempi brevi la versione definitiva del regolamento che istituisce il brevetto comunitario. Dovrebbero anche essere rapidamente adottate la direttiva intesa a rafforzare l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale e la direttiva sulla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici. Gli aiuti di Stato dovrebbero essere ridotti. La Commissione adotterà un piano d'azione relativo al diritto societario e alla gestione delle società nell'UE. Le misure a breve termine di questo piano riguardano il diritto societario, le fusioni transfrontaliere e i trasferimenti transfrontalieri della sede. Anche la direttiva sulle offerte pubbliche di acquisto (OPA) dovrebbe essere adottata quanto prima.

Affrontare la sfida demografica. L'invecchiamento della popolazione pone grossi problemi ai sistemi pensionistici, alla crescita economica, alle finanze pubbliche e ai sistemi sanitari. L'adozione di provvedimenti comunitari nel settore delle pensioni professionali può avere effetti positivi, in particolare per quanto riguarda la definizione di un quadro prudenziale grazie al quale i fondi pensione possano operare in modo efficiente nel mercato interno.

La direttiva sui fondi pensione dovrebbe essere attuata dagli Stati membri, come previsto. A seguito di una consultazione con le parti sociali, la Commissione esaminerà l'opportunità di proporre una direttiva sulla trasferibilità delle pensioni professionali. La Commissione inoltre continuerà ad adoperarsi per combattere le discriminazioni contro i fondi pensione costituiti in altri Stati membri. Per quanto riguarda la sanità, su cui si ripercuote la libera circolazione delle persone nel mercato interno, la Commissione avvierà un processo consultivo con gli Stati membri per definire una concezione comune.

Semplificare il contesto normativo. Il miglioramento e la semplificazione del quadro normativo sono essenziali per la competitività e sono aspetti importanti da considerare anche all'atto del recepimento della legislazione europea nella normativa nazionale degli Stati membri.

La Commissione avvierà un'ampia riflessione e una vasta consultazione sull'architettura legislativa del mercato interno e pubblicherà le sue conclusioni nel 2004. Sosterrà la proposta del Parlamento e del Consiglio relativa all'introduzione di un "test di compatibilità" con il mercato interno, volto ad offrire al legislatore nazionale un orientamento per ridurre, a termine, i rischi di frammentazione del mercato interno. La Commissione invita il Consiglio a istituire un gruppo di lavoro orizzontale su una "migliore regolamentazione", con il quale poter interagire. In collaborazione con gli Stati membri saranno elaborati indicatori per misurare i progressi compiuti, in particolare nella riduzione degli oneri amministrativi.

Applicare le norme. Gli Stati membri devono svolgere un ruolo attivo nella gestione quotidiana del mercato interno per garantire l'efficace applicazione dei provvedimenti adottati. Per risolvere un problema esistono solo due possibilità: presentare una denuncia alla Commissione che potrebbe condurre ad una procedura d'infrazione contro lo Stato membro interessato, oppure adire un tribunale nazionale. Ma queste possibilità comportano procedure lente e a volte costose. La Commissione ha sviluppato l'iniziativa SOLVIT destinata a migliorare l'applicazione della normativa relativa al mercato interno.

Gli Stati membri dovrebbero fissare obiettivi di recepimento più ambizioni per mantenere elevata la pressione politica in merito. La Commissione presenterà una raccomandazione sulle migliori prassi e intensificherà il dialogo preventivo con gli Stati membri. Potrebbe inoltre risultare utile l'obbligo per gli Stati membri di comunicare le misure elettronicamente e di fornire alla Commissione tabelle di concordanza. Si potrebbe definire un periodo di recepimento fisso (due anni) ed elaborare clausole standard sulle sanzioni e clausole che rafforzino la cooperazione amministrativa. Infine, la Commissione invita gli Stati membri a ridurre le infrazioni del 50% entro il 2006.

La Commissione introdurrà nel sito web EUROPA una sezione speciale per informare i cittadini e le imprese sulla difesa dei loro diritti conformemente alla legislazione comunitaria. Per una più efficace tutela dei consumatori, la Commissione proporrà un regolamento che istituirà una rete di autorità pubbliche responsabili dell'applicazione della normativa in materia.

Migliorare la politica d'informazione. I cittadini e le imprese hanno la necessità di conoscere i loro diritti e le loro possibilità sul mercato interno per poterlo sfruttare appieno. Pertanto, per farlo progredire è essenziale la politica dell'informazione.

Gli Stati membri dovrebbero elaborare piani nazionali per sensibilizzare i propri cittadini e le proprie imprese alle opportunità offerte dal mercato interno. A tal proposito un'attenzione speciale va rivolta ai nuovi paesi membri dove gli strumenti informativi esistenti saranno progressivamente ampliati. Saranno costituiti nuovi portali Internet e la rete degli eurosportelli sarà estesa affinché esista almeno un Centro europeo dei consumatori in ogni Stato membro.

Sfruttare appieno i vantaggi del mercato interno ampliato

L'integrazione dell'acquis comunitario e l'attuazione della legislazione comunitaria nei nuovi paesi membri sono compiti di portata considerevole. Durante il periodo di post-adesione, si presenteranno inevitabilmente dei problemi che dovranno tuttavia essere risolti fin dal loro insorgere per evitare l'applicazione della clausola di salvaguardia. La Commissione può far ricorso a tale clausola, tesa alla protezione del buon funzionamento del mercato interno, fino al 1° maggio 2007.

I paesi aderenti possono comunicare alla Commissione le misure già attuate prima dell'adesione, facilitando così il processo di comunicazione e di monitoraggio della conformità alla normativa comunitaria. La Commissione invita i paesi aderenti a concludere rapidamente l'esame della loro legislazione abrogando le norme discriminatorie. Le autorità competenti e i funzionari responsabili dell'applicazione sulle implicazioni dell'allargamento devono essere ben informati e la Commissione promuove la partecipazione dei funzionari dei paesi aderenti a stage di breve durata.

Contesto internazionale del mercato interno

Con l'ampliamento si presenta all'UE la grande sfida di sviluppare relazioni più strette con i "nuovi vicini": Russia, Ucraina, Moldavia, Bielorussia e i paesi del Mediterraneo meridionale. Si potrebbe offrire un miglior accesso ai mercati europei a condizione che vi sia un allineamento progressivo della legislazione. In un'economia fortemente mondializzata, una legislazione adottata in un paese terzo può avere ripercussione sull'UE. Appare perciò necessario un approccio più sistematico nel dialogo tra legislatori europei e legislatori dei principali paesi partner.

Per attuare il programma "nuovi vicini" si potrebbero concludere con questi paesi nuovi accordi che integrino gli accordi di partenariato e cooperazione e gli accordi di associazione che esistono già. La Commissione continuerà a promuovere e a difendere l'approccio normativo dell'UE nell'ambito degli organismi internazionali quali l'OMC e la WIPO e rafforzerà il dialogo con gli Stati Uniti relativo ai mercati finanziari. Infine si adopererà per migliorare i controlli alle frontiere esterne grazie ad un approccio comune alla gestione dei rischi.

Monitoraggio

La strategia sarà oggetto di un monitoraggio a tre livelli: in primo luogo si deve verificare che le misure proposte siano adottate nei tempi previsti. In secondo luogo è necessario controllare che le misure adottate siano attuate correttamente. Infine, deve essere valutato l'impatto delle misure, ossia il loro effetto sui mercati, sulle imprese e su altri operatori economici.

La Commissione dispone già di indicatori per misurare l'efficacia delle politiche in settori specifici. Verrà elaborata una relazione di attuazione della strategia per il mercato interno che si aggiungerà alla relazione sul funzionamento dei mercati dei prodotti e dei capitali (relazione Cardiff), alla relazione sulla politica di concorrenza e ai vari quadri di valutazione della Commissione.

L'allegato alla Comunicazione comprende alcune tabelle contenenti le misure previste nel quadro di questa strategia e un calendario di programmazione.

Contesto. La strategia per il mercato interno è uno degli strumenti chiave per il coordinamento delle politiche economiche a livello dell'Unione europea (UE), accanto agli Indirizzi di massima per le politiche economiche e agli Orientamenti per l' occupazione. Questa strategia costituisce anche un importante contributo ai lavori del nuovo Consiglio "competitività". Infine essa esaudisce le richieste del Parlamento europeo concernenti una nuova iniziativa volta ad accelerare la realizzazione delle principali riforme.

La nuova strategia per il mercato interno imprime un nuovo impulso alla realizzazione dell'ambizioso obiettivo del processo di Lisbona, da raggiungere entro il 2010; inoltre, a un anno dall'allargamento, il mercato interno deve essere rafforzato per evitare ogni rischio di frammentazione e per sfruttare appieno le opportunità che tale mercato allargato offre agli Stati membri. Infine la strategia deve aiutare a conseguire le riforme strutturali per aumentare la capacità di crescita delle economie europee.

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione "Seconda relazione sull'attuazione della strategia per il mercato interno (2003-2006)" [COM(2005) 11 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]

La seconda relazione sull'attuazione della strategia per il mercato interno (2003-2006) rileva che, nel 2004, il ritmo d'integrazione del mercato interno ha avuto un periodo di rallentamento. La Commissione sottolinea l'importanza di rafforzare l'integrazione del mercato nell'Unione dei 25, in quanto ci sono margini per un significativo incremento degli scambi e degli investimenti a breve e medio termine. Le misure adottate nel campo dei servizi finanziari, delle industrie in rete e del diritto societario nel mercato interno allargato cominceranno presto a produrre effetti positivi sul campo.

Per quanto riguarda il quadro giuridico nel mercato interno, i due terzi delle misure legislative di miglioramento auspicate dalla Commissione nel 2004 sono state adottate integralmente. Tuttavia la relazione fa notare che numerose proposte importanti della Commissione devono ancora essere adottate dal Consiglio e dal Parlamento europeo, in particolare il brevetto comunitario, la semplificazione nel riconoscimento delle qualifiche professionali e la promozione delle vendite paneuropee.

La Commissione mette in evidenza quattro punti prioritari che meritano un'attenzione particolare:

  • completare l'assetto giuridico;
  • gestire al meglio l'assetto esistente;
  • garantire la coerenza e le sinergie con le altre politiche comunitarie;
  • assicurare una migliore armonizzazione dell'assetto giuridico del mercato interno con la situazione economica mondiale.

Comunicazione della Commissione "Relazione sull'attuazione della Strategia per il mercato interno (2003-2006)" [COM(2004) 22 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]

Nel gennaio del 2004, la Commissione ha presentato la sua prima relazione sull'attuazione della strategia per il mercato interno 2003-2006. In generale, la Commissione ha constatato che i risultati registrati nei primi otto mesi successivi all'adozione della strategia sono interlocutori. Le azioni che dovevano essere svolte entro la fine del 2003 sono state per lo più adottate entro il termine previsto. Per contro, molte delle azioni che hanno fatto registrare un ritardo riguardano dossier legislativi importanti o addirittura fondamentali per la futura competitività dell'Europa.

La Commissione ha quindi proposto un'azione urgente nel corso del 2004 vertente su due soggetti distinti:

Secondo la Commissione, un successo permetterà di conferire un nuovo slancio alla "Strategia di Lisbona" e di potenziare le basi del mercato interno (più commercio intraeuropeo, più concorrenza, migliore produttività...).

Ultima modifica: 13.02.2006

Vedi anche

Per ulteriori informazioni, consultare:

Il testo integrale della Strategia per il mercato interno 2003-2006 (pdf )

Il sito della Direzione generale Mercato interno sulla Strategia per il mercato interno (DE), (EN), (FR).

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