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Relazione intermedia sul mercato unico del XXI secolo

La relazione preliminare al Consiglio europeo della primavera 2007 riguarda il mercato unico e ne presenta la visione della Commissione europea per il XXI secolo. Viene descritta una prima serie di orientamenti allo scopo di lanciare il riesame completo del mercato unico e di stimolare proposte di azioni supplementari.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, del 21 febbraio 2007, dal titolo "Il mercato unico per i cittadini – Relazione intermedia per il Consiglio europeo della primavera 2007" [COM(2007) 60 definitivo – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La relazione intermedia presenta una visione del mercato unico del XXI secolo. Il mercato unico è uno dei più importanti successi concreti dell'Unione europea (UE). È grazie ad esso che l'Europa dispone di un'economia più dinamica e competitiva in cui i diritti sociali sono garantiti, e gode di livelli elevati di salute, sicurezza e tutela ambientale.

Il mercato unico apporta benefici sia ai consumatori che alle imprese:

  • i consumatori hanno una più vasta scelta di beni e di servizi a prezzi più bassi e di più elevata qualità/sicurezza;
  • le imprese operano in un contesto di regole comuni e hanno a disposizione un mercato di 500 milioni di consumatori.

Tuttavia, il mercato unico è una realtà in costante evoluzione: non sarà mai "realizzato" o "compiuto". Occorre pertanto far fronte ai nuovi tipi di ostacoli e di sfide (globalizzazione, cambiamenti strutturali, allargamento dell'UE, ecc.) che emergono man mano che il mercato evolve. Per questo il mercato unico del XXI secolo dovrebbe migliorare il funzionamento dei mercati e creare vantaggi ancora più concreti per i cittadini europei in un'Unione allargata.

Una visione per il XXI secolo

La vera sfida del XXI secolo per il mercato unico consiste nell'adattare l'applicazione del quadro regolamentare vigente e nel rispondere in maniera idonea al dinamismo dell'economia mondiale. Il documento individua sei aspetti principali:

  • un mercato unico per i consumatori e per i cittadini
    I vantaggi per i consumatori devono essere resi ancora più tangibili in un quadro di maggiore tutela e di più elevata qualità dei beni e dei servizi europei e d'importazione;
  • un mercato unico per un'economia integrata
    Un mercato unico integrato è indicato come essenziale per assicurare condizioni di parità tra le imprese. Un ruolo maggiore delle PMI, la creazione di un mercato europeo del lavoro, la diffusione dell'euro, mercati finanziari paneuropei più profondi e gli investimenti nelle reti transeuropee contribuiranno a rafforzare l'integrazione dell'economia europea;
  • un mercato unico per la società basata sulla conoscenza
    Occorrerà sostenere i mercati dei beni e dei servizi a forte intensità di conoscenza e di tecnologia, contrastandone la frammentazione;
  • un mercato unico per un'Europa ben regolamentata
    È opportuno esaminare in che modo è attuato l'insieme di norme applicabili in tutta la Comunità, verificare se hanno gli effetti previsti in origine e, se necessario, apportare le dovute modifiche;
  • un mercato unico per un'Europa sostenibile
    È essenziale riconoscere e sostenere gli aspetti sociali e ambientali del mercato unico, anticipando e accompagnando il processo della globalizzazione;
  • un mercato unico, aperto al mondo
    L'Europa deve continuare a incoraggiare l'elaborazione di norme successivamente adottate a livello mondiale nel settore degli scambi commerciali e degli investimenti.

Tradurre la visione in realtà

Per tradurre in realtà la visione del mercato unico, l'UE utilizzerà tutta una serie di strumenti in vari settori di intervento (mercato interno, concorrenza, imposizione fiscale e dogane, ecc.) con maggiore coerenza ed efficacia, riducendo i costi amministrativi inutili.

L'UE dovrà adottare nuovi approcci basati su una migliore valutazione dei bisogni dei protagonisti del mercato unico e dell'impatto sociale della maggiore integrazione.

Vista l'accresciuta diversità in un'Unione di 27 Stati membri occorrerà utilizzare una gamma diversificata e flessibile di strumenti (armonizzazione-riconoscimento reciproco delle norme, direttive-regolamenti), appoggiandosi maggiormente sulle reti e migliorando il sentimento di appropriazione del mercato unico a livello periferico.

Le possibilità offerte dal mercato unico devono essere comunicate meglio e rese più accessibili ai cittadini, alle imprese e alle autorità locali e regionali. Inoltre, le priorità del mercato unico vanno correlate al contesto mondiale, inclusi i recenti negoziati commerciali bilaterali.

L'UE potrà ricorrere alla politica di vicinato, rafforzerà l'analisi comparativa e la cooperazione bilaterale in materia di regolamentazione e verificherà che i vantaggi derivanti dall'apertura dei mercati mondiali vadano a profitto dei consumatori.

L'allegato alla comunicazione contiene esempi concreti di realizzazioni del mercato unico.

Contesto

La presente relazione intermedia ha lo scopo di presentare primi orientamenti per un riesame approfondito ed una nuova visione del mercato unico nel futuro. Il documento si basa sui risultati di una consultazione pubblica, su vari sondaggi dell'Eurobarometro e su un'audizione pubblica, nonché sui contributi di altre istituzioni dell'UE. Il riesame completo del mercato unico, basato su vari studi e analisi, verrà concluso alla fine del 2007.

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni dal titolo "L'interesse europeo: riuscire nell'epoca della globalizzazione – Contributo della Commissione alla riunione di ottobre dei capi di Stato e di governo" [COM(2007) 581 definitivo – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].
La comunicazione, elaborata in preparazione della riunione informale del 18 e 19 ottobre 2007 dei capi di Stato e di governo, indica il cammino che l'Europa deve percorrere per far fronte alla globalizzazione e illustra in che modo la strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione costituisca la pietra angolare di un tale approccio.

Ultima modifica: 11.04.2008
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