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Appalti pubblici nei settori della difesa e della sicurezza

La presente direttiva ha lo scopo di far applicare le regole europee degli appalti pubblici ai prodotti legati ai settori della difesa e della sicurezza.

ATTO

Direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di forniture e di servizi nei settori della difesa e della sicurezza da parte delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (Testo rilevante ai fini del SEE). [Atto(i) modificatore(i)].

SINTESI

La presente direttiva si applica agli appalti pubblici aggiudicati nei settori della difesa e della sicurezza relativi:

  • alla fornitura di materiale militare;
  • alla fornitura di materiale sensibile;
  • ai lavori e servizi per fini specificatamente militari, o lavori e servizi sensibili.

Appalti pubblici

Gli operatori economici, siano essi persone fisiche o persone giuridiche, possono partecipare all’aggiudicazione degli appalti pubblici nei suddetti settori. I raggruppamenti di operatori economici sono ugualmente autorizzati a partecipare agli appalti. Al raggruppamento selezionato può essere imposto di assumere una forma giuridica specifica una volta che gli sia stato aggiudicato l’appalto.

Soglie degli appalti ed esclusioni

La presente direttiva si applica agli appalti il cui valore stimato, al netto dell’IVA, è pari o superiore alle soglie indicate di seguito:

  • 400 000 euro per gli appalti di forniture e servizi;
  • 5 000 000 per gli appalti di lavori.

Esclusioni

La presente direttiva non si applica a taluni appalti specifici, tra i quali:

  • gli appalti disciplinati da norme procedurali specifiche in base a un accordo o intesa internazionale conclusi tra uno o più Stati membri e uno o più paesi terzi; gli appalti disciplinati da norme procedurali specifiche di un’organizzazione internazionale che acquista per lo svolgimento delle sue missioni;
  • gli appalti per i quali l’applicazione della direttiva obbligherebbe uno Stato membro a divulgare alcune informazioni la cui divulgazione sarebbe contraria ai suoi interessi fondamentali in materia di sicurezza;
  • gli appalti aggiudicati nel quadro di un programma di cooperazione per lo sviluppo di un nuovo prodotto;
  • gli appalti per attività d’intelligence;
  • gli appalti aggiudicati in un paese terzo, quando le forze operano al di fuori del territorio dell’Unione europea (UE) e le transazioni hanno luogo nell’area delle operazioni;
  • gli appalti di beni immobili;
  • gli appalti aggiudicati da un governo a un altro governo.

Procedure

Per aggiudicare gli appalti pubblici, le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori applicano le procedure nazionali adeguate ai fini della direttiva e hanno la facoltà di ricorrere alla procedura ristretta o alla procedura negoziata con pubblicazione di un bando di gara, mentre non può essere utilizzata la procedura aperta.

Gli Stati membri hanno la facoltà di aggiudicare gli appalti particolarmente complessi mediante un dialogo competitivo. Le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori avviano con i candidati selezionati un dialogo finalizzato all’individuazione e alla definizione dei mezzi più idonei a soddisfare le proprie necessità.

In alcuni casi eccezionali il ricorso alla procedura negoziata può avvenire senza la pubblicazione di un bando di gara.

Le procedure sono adeguate ai fini specifici della direttiva soprattutto proponendo norme specifiche per la sicurezza delle informazioni, la sicurezza dell’approvvigionamento e il sub-appalto.

Le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori possono anche concludere degli accordi quadro, la cui durata è di massimo sette anni. Tali accordi quadro non devono tuttavia distorcere la concorrenza.

Disposizioni in materia di pubblicità e di trasparenza

Le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori possono pubblicare preventivamente l’avviso di preinformazione sul loro "profilo di committente" o su Tenders Electronic Daily (TED). Esse sono obbligate a pubblicare un bando di gara su TED con la sola eccezione della procedura negoziata eccezionale senza pubblicazione di tale bando.

Nel caso di procedure ristrette o negoziate, le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori invitano i candidati selezionati a presentare le loro offerte. Nella procedura negoziata saranno invitati anche a negoziare. Questo invito include in particolare un capitolato d’oneri, un termine ultimo per la ricezione delle offerte e l’indicazione dei documenti eventualmente da allegare.

Per ogni appalto e accordo quadro, l’amministrazione aggiudicatrice/l’ente aggiudicatore redige un verbale che include la procedura di aggiudicazione prescelta e le informazioni relative ai candidati.

Criteri di aggiudicazione dell’appalto

I criteri sui quali si basano le amministrazioni aggiudicatrici/gli enti aggiudicatori per aggiudicare gli appalti sono:

  • l’offerta economicamente più vantaggiosa. L’attribuzione si basa su diversi criteri collegati all’oggetto dell’appalto in questione, quali, ad esempio, la qualità, il prezzo, il pregio tecnico); o
  • esclusivamente il prezzo più basso.

Subappalti

Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori possono obbligare l’aggiudicatario ad organizzare una gara trasparente e non discriminatoria per l’attribuzione di subappalti a terzi.

Inoltre, gli Stati membri possono permettere o imporre alle proprie amministrazioni aggiudicatrici/enti aggiudicatori di richiedere che i contratti di subappalto che rappresentano una determinata quota del valore di mercato (massimo 30 %) siano attribuiti a terzi nel quadro di una concorrenza trasparente e non discriminatoria.

Ricorso

È possibile presentare un ricorso contro una decisione presa da un’amministrazione aggiudicatrice/ente aggiudicatore, in caso di violazione del diritto comunitario. Gli Stati membri devono verificare che tutti gli operatori lesi abbiano accesso a diritti di ricorso rapidi ed efficaci. Gli Stati membri possono esigere che gli operatori che desiderano avvalersi di una procedura di ricorso ne abbiano informato l’amministrazione aggiudicatrice o che presentino in primo luogo un ricorso presso la medesima.

In una procedura di ricorso possono essere adottati provvedimenti provvisori o definitivi. In entrambi i casi, è previsto il risarcimento danni alle persone lese dalla violazione.

Contesto

Il Libro verde "Gli appalti pubblici della difesa" del 2005 aveva sottolineato la necessità di creare un mercato europeo dei materiali di difesa. La presente direttiva è un quadro legislativo adeguato, nella misura in cui essa risponde ai requisiti particolari dei beni e dei servizi nei settori della difesa e della sicurezza.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo di recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2009/81/CE

21.8.2009

21.8.2011

GU L 216, 20.8.2009

Atto(i) modificatore(i)Entrata in vigoreTermine ultimo di recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 1177/2009

1.1.2010

-

GU L 314, 1.12.2009

Regolamento (UE) n. 1251/2011

2.12.2011

-

GU L 319, 2.12.2011

Le successive modifiche e correzioni alla direttiva 2009/81/CE sono state integrate al testo di base. La presente versione consolidata ha unicamente un valore documentale.

Ultima modifica: 15.02.2012
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