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Mezzi di ricorso: appalti di forniture, di lavori e di servizi

La direttiva mira ad aumentare le garanzie di trasparenza e di non discriminazione nell’aggiudicazione degli appalti pubblici nella Comunità (CE) nei settori delle forniture, dei lavori e dei servizi. Essa dota le imprese di un livello equivalente di garanzie giuridiche in materia di ricorsi in tutti gli Stati membri.

ATTO

Direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative all'applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione di appalti pubblici di forniture e di lavori [Vedere atti modificativi].

SINTESI

La direttiva mira a garantire l’effettiva applicazione delle disposizioni della direttiva 2004/18/CE relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, prevedendo l’obbligo per gli Stati membri di attuare procedure nazionali di ricorso efficaci e rapide in caso di violazione di tali disposizioni. Tali procedure sono accessibili perlomeno a chiunque abbia o abbia avuto interesse a ottenere un determinato appalto pubblico e sia stato o rischi di essere leso da una violazione presunta.

Le decisioni prese dalle amministrazioni aggiudicatrici in violazione del diritto comunitario in materia di appalti pubblici formano oggetto di ricorsi efficaci e rapidi. Le procedure di ricorso, in tutti gli Stati membri, devono prevedere la possibilità di:

  • prendere, applicando la procedura per direttissima, provvedimenti provvisori (quali la sospensione della procedura d’aggiudicazione incriminata);
  • annullare le decisioni illegittime o le specifiche tecniche economiche e finanziarie discriminatorie che figurano nel bando di gara;
  • risarcire le persone lese da una violazione.

Gli stati membri possono stabilire che, in caso di richiesta di risarcimento danni in relazione a una decisione illegittima, la decisione contestata debba in primo luogo essere annullata da un’istanza che disponga della competenza necessaria.

Termini

Per favorire il corretto funzionamento del sistema di ricorso, la direttiva stabilisce taluni termini. La conclusione del contratto deve avere luogo almeno quindici giorni (o dieci se si utilizzano mezzi elettronici) dopo l’aggiudicazione dell’appalto. Analogamente, la legislazione nazionale può fissare un termine minimo per la presentazione del ricorso pari a quindici giorni (o dieci se si utilizzano strumenti informatici) a decorrere dall’aggiudicazione dell’appalto.

Se gli Stati membri fissano un termine per la presentazione del ricorso, esso deve essere di almeno 30 giorni successivo alla pubblicazione dell’avviso di aggiudicazione dell’appalto.

In ogni caso, il ricorso può essere presentato unicamente nei sei mesi successivi alla conclusione del contratto.

Assenza di effetti

Un contratto può essere dichiarato privo di effetti a seguito di un ricorso indipendente e gli impegni contrattuali annullati con valore retroattivo. Inoltre, gli Stati membri possono punire la violazione mediante sanzioni finanziarie o la riduzione della durata dell’appalto.

Meccanismo correttivo

Se prima della conclusione del contratto la Commissione ritiene che sia stata commessa una violazione chiara e manifesta delle disposizioni comunitarie in materia di appalti pubblici, può chiederne la correzione allo Stato membro interessato.

Riesame

La Commissione esaminerà l’attuazione della presente direttiva entro il 20 dicembre 2012.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 89/665/CEE

3.1.1991

21.12.1991

GU L 395 del 30.12.1989

Atto(i) modificativo(i)Data di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Direttiva 2007/66/CE

9.1.2008

20.12.2009

GU L 335 del 20.12.2007

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo, del 28 maggio 2003 — Politica globale dell’EU contro la corruzione [COM(2003) 317 definitivo — Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La presente comunicazione fa il punto su quanto è stato fatto a livello UE in materia di lotta contro la corruzione e precisa i miglioramenti necessari per renderla più efficace. Obiettivo della Commissione è ridurre la corruzione a tutti i livelli e in modo coerente all’interno delle istituzioni della UE, negli Stati membri e al di fuori dell’Unione.

Ultima modifica: 02.06.2008
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