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Migliorare il sistema dei brevetti in Europa

Proteggere la proprietà intellettuale favorisce l'innovazione e rafforza la competitività dell'Unione europea. In questo contesto i brevetti possono svolgere un ruolo centrale, ma è indispensabile adottare riforme sostanziali a livello europeo. Fare del brevetto comunitario una realtà e migliorare il sistema esistente di risoluzione delle controversie, con le misure di accompagnamento, dovrebbe rendere il sistema dei brevetti più accessibile e consentire di realizzare economie per tutti.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo ed al Consiglio, del 3 aprile 2007, intitolata "Migliorare il sistema dei brevetti in Europa" - [COM(2007) 165 finale - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La comunicazione sottolinea che l'attuale sistema europeo dei brevetti è considerevolmente più costoso dei sistemi americano e giapponese. Un brevetto comunitario sarebbe molto più interessante del presente sistema di brevetti europei, che è un insieme di brevetti nazionali. Un brevetto europeo che designa 13 Stati è 11 volte più costoso di un brevetto americano e 13 volte più costoso di un brevetto giapponese. Il sistema esistente di risoluzione delle controversie nell'UE, con il rischio di controversie multiple in un certo numero di Stati sulla stessa questione in materia di brevetto, produce dei costi inutili per le parti interessate e causa una mancanza di certezza giuridica.

Le difficoltà incontrate nel settore dei brevetti ed in particolare nella creazione di un brevetto comunitario hanno indotto la Commissione a lanciare nel 2006 un'ampia consultazione di tutte le parti interessate sul futuro sistema dei brevetti in Europa. I risultati della consultazione non lasciano alcun dubbio sulla necessità urgente di creare un sistema di brevetti in Europa che sia semplice, economico e di qualità.

La presente comunicazione è volta a definire le conclusioni operative della consultazione delle parti interessate e a permettere al Consiglio di avviare i lavori sulla riforma del sistema dei brevetti, in particolare sul brevetto comunitario e le disposizioni giurisdizionali. Inoltre, essa propone parecchie misure di accompagnamento per un sistema di brevetti migliore, come la qualità del brevetto, il trasferimento delle conoscenze e le questioni di applicazione del diritto.

Brevetto comunitario

Molte parti interessate continuano a sostenere il brevetto comunitario, inteso come l'opzione che può apportare il maggiore valore aggiunto per l'industria europea nell'ambito della strategia di Lisbona. L'approccio politico comune adottato dal Consiglio nel 2003 è tuttavia criticato a causa degli elevati costi di traduzione e dell'eccessiva centralizzazione del sistema giurisdizionale proposto.

La Commissione ritiene che un brevetto comunitario realmente concorrenziale e attraente possa essere realizzato a condizione che ci sia la volontà politica in tal senso. Le preoccupazioni per una giurisdizione eccessivamente centralizzata dovrebbero essere prese in considerazione nella creazione di un sistema giurisdizionale dei brevetti su scala europea. Per quanto riguarda i costi di traduzione, la Commissione esplorerà con gli Stati membri le modalità per migliorare il regime linguistico con l'obiettivo di ridurre i costi di traduzione pur migliorando la certezza del diritto.

Sistema giurisdizionale

Attualmente ogni controversia sollevata da un brevetto europeo rilasciato dall'Ufficio europeo dei brevetti (EPO) (FR) può essere portata dinanzi ai tribunali nazionali. La ragione è che ciascuno di questi brevetti rappresenta di per sé un insieme di brevetti nazionali, brevetti che sono soggetti alle norme degli Stati contraenti dell'EPO designati nella domanda di brevetto. In mancanza di una giurisdizione unitaria, i conflitti sono trattati in base alle diverse leggi e procedure nazionali.

Questa situazione dà luogo a difficoltà che vanno a scapito della certezza del diritto ed ostacolano le decisioni economiche relative ai prodotti brevettati:

  • controversie multiple: la stessa questione può essere sollevata dinanzi a più tribunali nazionali, il che comporta una situazione complessa da gestire per qualsiasi concorrente;
  • costi sostanziali: le parti interessate devono pagare le spese legali nonché gli avvocati e gli esperti in tutti i paesi in cui è sollevata la questione;
  • incoerenze: i tribunali trattano i casi in funzione della giurisdizione nazionale, il che può portare a risultati diversi ed a volte contraddittori;
  • la scelta del forum: avendo la possibilità di scegliere la giurisdizione applicabile, le parti tendono a favorire quella che con maggiore probabilità tratterà la questione in senso favorevole ai loro interessi.

Il vantaggio principale di un ordinamento giudiziario unificato per il brevetto risiede nei risparmi realizzati dalle parti coinvolte in una controversia. Attualmente i costi delle controversie sono eccessivi e sensibilmente variabili in funzione di vari fattori, in particolare la complessità del caso, l'aspetto tecnico e le somme in gioco. Questi costi influiscono soprattutto sui singoli inventori e le PMI, che possono così essere scoraggiate dal brevettare e, in modo più generale, dall'investire nella ricerca e nello sviluppo.

Dibattito sul nuovo sistema giurisdizionale

Gli Stati membri concordano nel riconoscere la necessità di organizzare un sistema giurisdizionale dei brevetti su scala europea, sistema che garantirebbe una buona relazione costi-efficacia, la certezza del diritto e la prossimità con gli utenti. Tuttavia, le discussioni svoltesi in materia hanno messo in evidenza pareri diversi sul modo di procedere.

Da recenti discussioni con gli Stati membri risulta una disparità di vedute sulle disposizioni giurisdizionali: da un lato, gli Stati membri che sostengono il progetto di accordo sulla risoluzione delle controversie in materia di brevetti europei (EPLA) (DE), (EN), (FR) nel quadro della convenzione sul brevetto europeo, che mira a creare un sistema unico per le controversie sui brevetti europei; dall'altro gli Stati membri che favoriscono l'istituzione di una giurisdizione comunitaria specifica per le controversie sui brevetti europei e comunitari sulla base del trattato.

In queste circostanze la Commissione ritiene che il consenso potrebbe basarsi su un approccio integrato che combina le caratteristiche dell'EPLA e quelle di una giurisdizione comunitaria. Questa via potrebbe portare ad un sistema giurisdizionale unico competente per le controversie sui brevetti europei ed i futuri brevetti comunitari. Tale sistema giudiziario potrebbe ispirarsi al modello dell'EPLA e permettere un'integrazione armoniosa nella giurisdizione comunitaria. Inizialmente il lavoro dovrebbe concentrarsi sulla costruzione di un consenso fra gli Stati membri attorno a questi principi.

La giurisdizione dovrebbe avere competenza per conoscere di azioni per violazione e di ricorsi di invalidità nonché delle connesse rivendicazioni, quali i danni. La giurisdizione dovrebbe garantire un grado adeguato di prossimità alle parti interessate e constare di un numero limitato di Camere di prima istanza e di una Corte di appello pienamente centralizzata che assicuri l'uniformità dell'interpretazione. Le Camere potrebbero avvalersi delle strutture nazionali esistenti, ma dovrebbero formare parte integrante del sistema giurisdizionale unico.

La Corte di appello e le Camere di prima istanza dovrebbero operare in conformità di un regolamento comune basato sulle migliori pratiche negli Stati membri.

La giurisdizione in materia di brevetti dovrebbe essere formata da giudici qualificati sia sotto l'aspetto tecnico che sotto quello giuridico, dotati di piena indipendenza.

Infine, la giurisdizione dei brevetti deve rispettare la Corte di giustizia europea come arbitro ultimo in materia di diritto comunitario, compreso nelle questioni relative all'acquis comunitario (corpus legislativo comunitario) e alla validità dei futuri brevetti comunitari.

Misure di accompagnamento volte a migliorare il sistema dei brevetti

Allo scopo di promuovere un sistema di brevetti affidabile, la Commissione propone le misure di accompagnamento seguenti:

  • garantire la qualità dei brevetti: criteri di brevettabilità rigorosi devono mantenere la qualità elevata dei brevetti europei. La cooperazione tra gli uffici dei brevetti potrà permettere di diminuire i costi ed i tempi di rilascio;
  • sostenere le PMI: le PMI devono ricevere tutti i consigli necessari in materia di brevetti. A tale riguardo, la Commissione sostiene i progetti di sostegno nel quadro dell'iniziativa PRO Inno Europa (EN) e del programma quadro per la competitività e l'innovazione;
  • migliorare i trasferimenti di tecnologia e di conoscenza: tra le imprese europee da un lato, e tra le imprese ed i centri di ricerca dall'altro;
  • fare rispettare i diritti di brevetto: il quadro giuridico relativo ai brevetti deve essere rafforzato prendendo in considerazione i vari mezzi per risolvere i conflitti, compresi i sistemi di risoluzione alternativa, l'assicurazione per le spese connesse ad una controversia in materia di brevetti e le norme internazionali.

Contesto

La promozione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) ed in particolare dei brevetti si inserisce nel quadro della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione poiché valorizza il ruolo dell'innovazione come forza motrice dello sviluppo europeo.

Una comunicazione distinta e completa sui diritti di proprietà intellettuale (DPI) è prevista per il 2008. Essa completerà la comunicazione attuale ed affronterà le principali questioni non legislative ed orizzontali in tutti i settori della proprietà intellettuale.

Ultima modifica: 22.06.2007
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